L’adattamento climatico è sempre più una questione di scala locale. È sui territori, e non solo nelle strategie nazionali o europee, che si misurerà la capacità di rispondere agli effetti concreti della crisi climatica. In questo solco si inseriscono i quattro progetti selezionati dalla call for ideas Strategia Clima di Fondazione Cariplo, che nella sua quarta e ultima edizione punta su interventi di adattamento e mitigazione costruiti insieme ad amministrazioni pubbliche, parchi e terzo settore.

Lanciata per la prima volta nel 2019 e arrivata alla quarta edizione, oggi la call for ideas del programma F2C – Fondazione Cariplo per il Clima conta un totale di 12 strategie di transizione climatica attivate sul territorio lombardo, di cui due già concluse. Negli ultimi anni, la Fondazione ha deliberato contributi complessivi per 18 milioni di euro, coinvolgendo cinque capoluoghi di provincia (Bergamo, Brescia, Mantova, Monza, Lecco), due comunità montane (Valli del Verbano e Valle Seriana) e cinque raggruppamenti di comuni piccoli e medi di Brianza, Martesana e Bergamasca.

La quarta edizione

“L’accesso al finanziamento è solo l’ultima parte di un percorso partito da una fase di tutoraggio per costruire le idee progettuali, seguita poi da un’altra di assistenza tecnica”, spiega a Materia Rinnovabile Federico Beffa, project leader di F2C. La fase di tutoraggio, in particolare, si è rivelata fondamentale: “Negli anni l’abbiamo incrementata perché lo sforzo che chiediamo ai partecipanti è notevole: se i territori, infatti, conoscono benissimo le proprie difficoltà, dall’altra parte spesso non sanno quali risposte dare ai loro bisogni”.

Le quattro idee progettuali da portare alla fase di realizzazione e di implementazione della quarta edizione del bando sono: Lecco ECO Platform con capofila il comune di Lecco, CLIMArt Clima Martesana del comune di Bussero (in provincia di Milano), Comunità Mosaico del comune di Curno (in provincia di Bergamo) e aGREENment, presentata dal Consorzio Parco Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale (provincia di Monza e Brianza). Per i progetti, Fondazione Cariplo ha stanziato un budget complessivo di 6.470.000 euro. La realizzazione si svilupperà nei prossimi tre anni: “Il fattore temporale testimonia che la filosofia dell’iniziativa si basa su un impegno a lungo termine”, sottolinea Beffa.

I progetti, nel dettaglio

Il progetto Lecco ECO Platform presentato dal comune di Lecco in partenariato con ANCI Lombardia, Parco Adda Nord e Legambiente Lombardia, prevede una strategia imperniata su quattro assi: cultura climatica, supporto alle decisioni, adattamento e mitigazione. Tra i risultati attesi ci sono 28 azioni operative, tra cui interventi basati su processi naturali (nature based solutions), comunità energetiche rinnovabili, mobilità sostenibile, economia circolare e sistemi di monitoraggio. L’obiettivo è rafforzare la resilienza ambientale e sociale agli effetti della crisi climatica.

Per rispondere ai bisogni del territorio della Martesana, segnato da eventi climatici estremi sempre più frequenti e da una crescente pressione insediativa dovuta all’aumento della mobilità, il comune di Bussero ha lavorato al progetto CLIMArt Clima Martesana coinvolgendo i comuni di Gessate e Gorgonzola, il Parco Agricolo Nord-Est (PLIS PANE), il Circolo Legambiente La Poiana e l’Agenzia InnovA21. Il risultato sarà la creazione di un laboratorio di innovazione per promuovere forme di mobilità sostenibile, valorizzare il capitale naturale e coinvolgere le comunità locali.

Puntano su ripristino della biodiversità e su obiettivi di neutralità climatica gli ultimi due progetti selezionati: si tratta di Comunità Mosaico, proposto dal comune di Curno insieme ad altri quattro comuni della fascia ovest di Bergamo, che opererà su un territorio caratterizzato da un mosaico di paesaggi agricoli, collinari e urbani, e di aGREENment, strategia presentata dal Consorzio Parco Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale che coinvolge un territorio di quasi 40 chilometri quadrati e circa 150.000 abitanti.

Da rafforzare il focus sulla parte “Social”

Il fatto che la call sia arrivata alla sua edizione conclusiva offre un’occasione per fare dei bilanci, sia sugli ultimi progetti presentati sia sull’efficacia dell’iniziativa nel suo complesso. “Le ultime strategie si sono focalizzate sulle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici e di incremento del capitale naturale, quindi progetti di rinaturalizzazione e riforestazione, rispetto ad azioni di mitigazione”, nota Beffa. “Questo probabilmente avviene perché i territori avvertono in maniera diffusa tale esigenza.”

Tra gli interventi di mitigazione più innovativi, una soluzione di CER intercomunale con impianto agrivoltaico che comprende al suo interno la componente sociale. “In generale, abbiamo rilevato che la parte legata ai criteri sociali ha ottenuto punteggi più bassi nella fase di presentazione dei progetti”, spiega Beffa. “Lo interpretiamo come un segnale del fatto che nelle amministrazioni c'è ancora margine per esplorare meglio il profondo legame tra impatti ambientali e sociali. Un gap che dovrà essere colmato gradualmente.”

Nonostante alcuni aspetti da migliorare, per Beffa il bilancio di F2C resta "estremamente positivo". Le otto iniziative attivate fino a questo momento hanno realizzato oltre 50 ettari di forestazione urbana e periurbana e 42.000 metri quadrati di superfici depavimentate, mentre diversi altri obiettivi saranno raggiunti tra l’anno in corso e il 2027: “Tra le attività in cantiere c’è la realizzazione di diverse CER, sportelli energia, revisione degli strumenti urbanistici in chiave climatica, gestione forestale sostenibile, coprogettazione partecipata con i cittadini, formazione dei funzionari pubblici e monitoraggio climatico locale. Inoltre il comune di Brescia ha lanciato un nuovo Piano aria e clima sul modello milanese, mentre Bergamo ha stipulato un contratto di fiume [un accordo tra soggetti che condividono responsabilità nella gestione e nell’uso delle acque, ndr]”.

Merito della call è stato quello di far mettere al tavolo soggetti diversi (dai comuni agli enti del terzo settore) che, pur gravitando sullo stesso territorio, non erano abituati a ragionare in modo integrato sui temi della sostenibilità. Se il calcio d’inizio è stato dato, ora la sfida sarà mantenere gli obiettivi sul lungo termine, magari estendendoli a un numero sempre maggiore di attori. “Oggi le opere di adattamento hanno ancora costi molto alti”, conclude Beffa. “Questo, unito al fatto che spesso c’è ancora un gap culturale su quanto queste azioni possano convenire economicamente sul lungo termine, è un grosso disincentivo. Se però in futuro il numero di questo tipo di interventi aumentasse, i costi potrebbero abbattersi rendendoli più competitivi.”

 

In copertina: ClimArt Martesana di Bussero