L’accordo di libero scambio (FTA) tra India e Nuova Zelanda ha un’importanza che va oltre il semplice commercio. Rafforza infatti i legami economici tra due paesi dell’Indo-Pacifico in un momento in cui entrambi stanno attribuendo una crescente rilevanza strategica alla regione. L’accordo fornisce un quadro per ampliare gli scambi commerciali e gli investimenti, preservando al contempo le tutele per i settori sensibili, in particolare per l’agricoltura indiana.
Nel lungo periodo, relazioni economiche più strette potrebbero favorire una cooperazione più ampia in ambiti quali la difesa, la sicurezza marittima e gli affari regionali. Dopo aver firmato l’accordo nell’aprile 2026, a seguito di un ciclo negoziale conclusosi alla fine del 2025, entrambi i paesi stanno ora completando il processo di ratifica.
Ruolo nell’Indo-Pacifico
Sia l’India sia la Nuova Zelanda desiderano assumere un ruolo più importante nella regione indo-pacifica. Sebbene i due paesi abbiano sempre mantenuto buone relazioni diplomatiche, i loro rapporti economici sono stati storicamente piuttosto limitati, soprattutto se confrontati con i volumi commerciali intrattenuti con partner di maggior peso. L’accordo mira a colmare questo divario, migliorando l’accesso ai mercati e garantendo una maggiore certezza normativa alle imprese che operano tra i due paesi.
Secondo i dati ufficiali diffusi dal Press Information Bureau (PIB) dell’India, il commercio bilaterale di merci tra India e Nuova Zelanda è aumentato del 49% nell’anno fiscale 2024-2025, raggiungendo 1,3 miliardi di dollari statunitensi. La crescita è partita da una base di 873 milioni di dollari nell’anno fiscale 2023-24. Sebbene il valore assoluto degli scambi rimanga modesto rispetto al commercio dell’India con le principali economie mondiali, questa crescita evidenzia il potenziale che i decisori politici attribuiscono a questa partnership.
Commercio complementare
Le esportazioni dell’India verso la Nuova Zelanda si concentrano principalmente su: prodotti farmaceutici (sfruttando il ruolo dell’India come “farmacia del mondo”); macchinari e beni di ingegneria; prodotti chimici e manufatti; beni di consumo essenziali e tessili. La Nuova Zelanda, invece, esporta principalmente verso l’India materie prime quali lana, prodotti agricoli, forestali e orticoli, oltre a metalli.
L’accordo tra India e Nuova Zelanda ha affrontato la sfida di concedere un maggiore accesso al mercato a una delle maggiori potenze agricole mondiali, salvaguardando al contempo i mezzi di sostentamento della popolazione rurale indiana. Per proteggere milioni di piccoli agricoltori, i negoziatori indiani hanno infatti escluso i prodotti agricoli più sensibili dalle riduzioni tariffarie.
La strategia commerciale dell’India
Questo FTA rappresenta un esempio emblematico della strategia commerciale dell’India. Negli ultimi anni, Nuova Delhi ha privilegiato accordi commerciali reciprocamente vantaggiosi, capaci di aumentare le esportazioni, attrarre investimenti diretti esteri (IDE) e integrare le imprese indiane nelle catene globali del valore. L’intesa con Wellington si inserisce perfettamente in questo disegno volto a rafforzare i rapporti con partner affidabili e di lunga data.
Per la Nuova Zelanda, l’accordo offre un migliore accesso a uno dei mercati di consumo più grandi e dinamici del mondo. La crescita della classe media indiana, la rapida industrializzazione e la crescente domanda di prodotti di fascia alta rappresentano opportunità significative per le imprese neozelandesi.
Un forte impulso agli investimenti
Oltre agli scambi di beni, il capitolo dedicato agli investimenti costituisce uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo. L’interesse della Nuova Zelanda a investire capitali in India riflette la fiducia nei fondamentali macroeconomici del Paese, nel suo programma di sviluppo infrastrutturale e nella crescente capacità di consumo della popolazione.
È prevedibile un aumento delle joint venture e dei flussi di capitale verso settori ad alta crescita come le startup tecnologiche, la manifattura avanzata, l’agroindustria, la logistica, le energie rinnovabili e le infrastrutture. Eliminando ostacoli normativi e garantendo maggiore trasparenza, l’accordo offrirà alle imprese la fiducia necessaria per intraprendere progetti di grande portata che in passato erano considerati troppo rischiosi.
L’accordo di libero scambio tra India e Nuova Zelanda possiede quindi una notevole rilevanza strategica. Avvicina due economie complementari e sottolinea una visione condivisa di un Indo-Pacifico stabile e prospero. Il primo ministro indiano, Narendra Modi, è atteso in visita in Nuova Zelanda nel mese di luglio, con un’agenda incentrata sul commercio, la difesa e la cooperazione nell’Indo-Pacifico. In un periodo in cui le partnership affidabili sono diventate una priorità soprattutto nel commercio, questo accordo pone entrambi i paesi nelle condizioni ideali per costruire un’alleanza economica solida, duratura e orientata alla crescita.
In copertina: il primo ministro Narendra Modi riceve il suo omologo neozelandese Christopher Luxon a Hyderabad House il 17 marzo 2025 a Nuova Delhi, in India. Foto di Arvind Yadav/Hindustan Times/Sipa USA/ Agenzia IPA
