La gestione dell’acqua è diventata una delle grandi sfide industriali del Ventunesimo secolo: siccità, eventi meteorologici estremi, dispersione delle reti e qualità delle risorse idriche stanno ridefinendo le priorità delle utility europee, chiamate a investire sempre di più in resilienza climatica, innovazione tecnologica e sostenibilità. Secondo le Nazioni Unite, entro il 2030 la domanda globale di acqua potrebbe superare del 40% la disponibilità effettiva, mentre le infrastrutture urbane devono affrontare pressioni crescenti legate all’aumento delle temperature e alla densità abitativa.
In questo scenario, l’ingresso di Gruppo CAP nel network internazionale “Leading Utilities of the World” rappresenta un riconoscimento strategico per il sistema italiano dell’acqua. La green utility pubblica che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano è stata ammessa ufficialmente nel circuito durante il Global Water Summit di Madrid, entrando in un network che riunisce le utility più avanzate del pianeta e in cui, attualmente, sono soltanto tre le realtà italiane presenti.
Il network LUOW è una piattaforma di confronto tra operatori che complessivamente servono oltre 300 milioni di persone nel mondo, con l’obiettivo di condividere modelli industriali, dati, strategie e tecnologie per affrontare le nuove vulnerabilità del settore idrico, sempre più esposto agli effetti della crisi climatica.
Secondo Michele Falcone, direttore generale di Gruppo CAP, l’ingresso nel network rappresenta soprattutto “uno stimolo a fare sempre meglio”, in una fase storica in cui la gestione della risorsa idrica è sottoposta a pressioni senza precedenti. La partecipazione alla rete internazionale permetterà infatti di esportare il modello lombardo e, allo stesso tempo, di acquisire competenze dalle utility considerate benchmark globali.
Economia circolare e infrastrutture intelligenti
A convincere il network internazionale sono state soprattutto tre direttrici industriali che raccontano la trasformazione in corso all’interno della utility lombarda. La prima riguarda il modello di approvvigionamento sostenibile e la revisione delle politiche di acquisto. Nel 2025 Gruppo CAP ha destinato 71 milioni di euro di contratti, pari al 27% degli affidamenti complessivi, esclusivamente a fornitori capaci di garantire elevate performance ambientali e sociali. Una scelta che introduce criteri ESG direttamente nella filiera industriale e che sta progressivamente modificando il mercato dei servizi pubblici locali.
La seconda direttrice riguarda invece la gestione delle acque reflue e il recupero di materia. Ogni anno gli impianti del gruppo trattano circa 360 milioni di metri cubi di reflui urbani. Di questi, il 35,6% può essere riutilizzato, un dato particolarmente rilevante se confrontato con la media nazionale del riuso effettivo, ancora ferma attorno al 5%.
La strategia industriale punta a trasformare i depuratori in vere e proprie “bioraffinerie urbane”, capaci di recuperare energia, nutrienti e materia prima seconda dai processi di trattamento. L’obiettivo dichiarato è raggiungere la neutralità energetica entro il 2045, riducendo progressivamente la dipendenza da fonti fossili e aumentando la produzione di energia green interna.
Sul fronte infrastrutturale, la digitalizzazione rappresenta il terzo pilastro della strategia CAP. La utility ha sviluppato una piattaforma centralizzata di Technical Analytics che consente il monitoraggio in tempo reale di oltre 13.000 chilometri di reti idriche e circa 1,5 milioni di asset infrastrutturali.
L’utilizzo di sistemi avanzati di analisi dati e intelligenza artificiale permette di individuare perdite, anomalie e criticità con maggiore rapidità rispetto ai modelli tradizionali. Secondo le stime dell’azienda, il sistema consente di ridurre fino al 30% i tempi di risoluzione degli incidenti e di migliorare l’efficienza degli interventi di pronto intervento.
Dall’acqua ai rifiuti: il modello integrato della green utility
L’ingresso nel network LUOW certifica anche l’evoluzione di Gruppo CAP da semplice gestore idrico a piattaforma integrata di economia circolare. Attraverso società partecipate come CAP Evolution, ZeroC, Neutalia e ALA, il gruppo opera oggi anche nei settori del trattamento rifiuti, della bioenergia e dell’igiene urbana.
Un modello industriale che riflette la crescente convergenza tra acqua, energia e rifiuti nelle strategie europee di decarbonizzazione. Le utility pubbliche non sono più considerate soltanto operatori infrastrutturali, ma attori strategici della transizione ecologica, chiamati a garantire sicurezza delle risorse, adattamento climatico e sostenibilità economica.
In questo contesto, il caso milanese diventa emblematico di una trasformazione più ampia che riguarda l’intero settore europeo dei servizi ambientali. La sfida non è più soltanto distribuire acqua o depurare reflui, ma costruire sistemi urbani resilienti, intelligenti e capaci di recuperare valore da ogni risorsa trattata.
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In copertina: foto di Gruppo CAP
