Il Texas al senatore democratico James Talarico dopo 38 anni, Keisha Lange la prima senatrice nera governatrice, Adbul al-Sayer il primo senatore musulmano, Deb Haaland prima donna nativa americana governatrice. Camera e Senato di nuovo e saldamente in mano al Partito democratico. L’ondata blu travolge senza fare prigionieri il campo repubblicano e la destra MAGA.

Il messaggio più importante arriva su X dall’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, commentando la vittoria elettorale ottenuta dai Democratici alle midterm: “Questa sera, il popolo americano ha lanciato un messaggio chiaro: vuole una politica capace di unire le persone anziché dividerle e leader che propongano soluzioni concrete alle sfide che deve affrontare”. Un messaggio che suona come un avviso − non solo come l’inizio della fine di Donald Trump (“Se ci fosse stato il mio nome su tutte le schede elettorali avremmo vinto” è stato il primo commento del presidente) e del trumpismo − a tutta l’internazionale populista globale, da Milei a Meloni. “Sebbene questa amministrazione abbia ancora due anni di mandato, il nostro compito ora è rimboccarci le maniche, apportare cambiamenti ovunque ne abbiamo la possibilità, impedire che vengano arrecati ulteriori danni e gettare le basi per il futuro”, ha aggiunto Obama.

I risultanti sono schiaccianti. Al momento di pubblicare questo articolo le proiezioni dicono che i democratici hanno eletto 54 senatori, conquistando ben più della metà degli scranni, mentre alla Camera sono 255 i membri eletti su 435. La serata è iniziata subito con una serie di importanti vittorie: il senatore Ossoff ha vinto la conferma in Georgia, Ray Cooper ha tolto la North Carolina al Grand Old Party,  Chris Pappas ha tenuto il seggio dem in New Hampshire, primo gay dichiarato a vincere un seggio senatoriale. Subito dopo è arrivato il risultato clamoroso della South Carolina.

Ma la svolta della serata è arrivata dal Texas, dove James Talarico ha umiliato elettoralmente l’opponente, prendendo un milione e centomila voti in più del conservatore Ken Paxton e lanciando definitivamente il cristiano democratico (qualcuno l’ha definito persino cattocomunista per le sue posizioni di sinistra apertamente ispirate dal Vangelo) come futuro candidato alla Casa Bianca. A quel punto Trump ha realizzato che la svolta a sinistra era inevitabile e ha concesso che “avrebbe accettato i risultati elettorali”, pur sempre promettendo battaglia a suon di veti presidenziali, perdendo anche l’ultima occasione di essere presidenziale e dichiararsi disponibile a lavorare con il nuovo Congresso.

A Washington in molti tremano. Da oggi il Partito democratico avrà molto più potere. I senatori e i membri del Congresso democratici possono emettere mandati di comparizione per costringere i funzionari dell’amministrazione a testimoniare davanti al Congresso e potrebbero avviare una procedura di impeachment nei confronti di esponenti dell’amministrazione Trump in merito ai tagli ai finanziamenti e alle riduzioni di personale, in particolare nei settori legati all’ambiente. I democratici avranno inoltre il controllo sulla spesa di bilancio. Ciò potrebbe persino portare al ripristino di alcuni finanziamenti per i programmi energetici e di resilienza climatica che i repubblicani hanno cercato di ridurre.

Anche senatori moderatamente green come James Talarico − che per vincere il Texas ha dovuto sostiene una strategia energetica che abbraccia tutte le fonti, volta a salvaguardare i posti di lavoro nel settore petrolifero e del gas e, al contempo, a promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili − sono a favore di nuove legislazioni sulle emissioni. In qualità di deputato statale, Talarico ha redatto e presentato nel 2021 il Texas Climate Action Act. Sebbene il disegno di legge non sia andato avanti, mirava a fissare obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e a stabilire standard di efficienza energetica, ponendo l’accento sulla resilienza locale.

Molti dei nuovi congressman si oppongono invece all’invasione dei mega data center. Almeno tre seggi legislativi sono passati ai democratici dopo che questi ultimi hanno criticato aspramente i senatori repubblicani in carica per la loro posizione troppo favorevole nei confronti dei data center. Il democratico Sherrod Brown ha sconfitto il senatore repubblicano Jon Husted nelle elezioni speciali per il Senato dell’Ohio, dopo che i democratici dello stato avevano affisso cartelloni pubblicitari con la scritta: “Vedi quel data center? È opera di Jon Husted”. La democratica Paige Cognetti ha battuto il deputato repubblicano Rob Bresnahan nell’ottavo distretto congressuale della Pennsylvania dopo aver mandato in onda spot televisivi che associavano Bresnahan ai data center e paragonavano le aziende tecnologiche a società minerarie inquinanti, ed è poi emerso che Bresnahan possedeva azioni di società operanti nel settore dei data center. E nella corsa al Senato della Carolina del Sud, gli elettori hanno portato Annie Andrews a una vittoria a sorpresa sulla senatrice Darline Graham dopo che lei aveva sottolineato che un nuovo super PAC favorevole ai data center aveva speso 1,5 milioni di dollari in pubblicità a favore della sua avversaria, che lei aveva soprannominato “Data Center Darline”.

 

In copertina: i festeggiamenti per la riconferma della governatrice Kathy Hochul a New York. Foto di Michael Nigro/Sipa USA, Agenzia IPA