Le emissioni dalla produzione di materiali sono aumentate da 5 gigatonnellate di CO2 nel 1995 a 11 Gt nel 2015, parallelamente quelle globali sono aumentate dal 15% al 23%”. Questi sono i dati emersi dal report di International Resource Panel, Resource Efficiency and Climate Change, condotto per valutare rigorosamente il contributo dell'efficienza dei materiali alle strategie riduzione dei gas serra. Una maggior efficienza nella produzione di materiali può essere attuata attraverso un corale e dinamico gioco di squadra tra industrie manifatturiere.
La
simbiosi industriale è un processo in cui i prodotti di scarto e i sottoprodotti di un’azienda o di un’attività industriale diventano risorse (materie prime seconde) per un’altra azienda o per un altro processo produttivo: in questo modo è possibile creare rapporti di interdipendenza dove energia e risorse circolano continuamente senza che vengano prodotti scarti. Tuttavia, esiste ancora un enorme divario tra i concetti alla base di un’economia circolare e la loro applicazione pratica. Tale limitazione è dovuta all’esistenza di diverse tipologie di barriere, non solo tecnologiche, che spesso limitano le iniziative ad una sola funzione aziendale, a una singola azienda o a un numero ridotto di aziende che lavorano all’interno della stessa supply chain.

I casi pilota di simbiosi industriale in Europa

In Europa ci sono casi pilota, oggetto di discussione nel panel di Circlean Industrial Symbiosis as an opportunity for carbon neutrality, che mostrano come si possano implementare simbiosi industriali in diversi settori. " La produzione chimica richiede una grande quantità di energia e alcuni processi creano anche gas a effetto serra come sottoprodotti - interviene Laurent Zibell, Senior Consultant Circular Economy della Trinomics -. Lo stabilimento chimico tedesco BASF Verbund di Ludwigshafen ha l’obbiettivo ridurre continuamente le emissioni di gas serra derivanti dalla generazione di energia nelle centrali elettriche e dai processi produttivi, e lo fa catturando Il calore di scarto dai processi di produzione per utilizzarlo come energia in altri impianti di produzione”. In questo modo, La BAFS diminuisce le emissioni di diverse migliaia di tonnellate di CO2 ogni anno.
Anche l’impianto britannico di zucchero a Wissington offre spunti interessanti. 3,5 milioni di tonnellate di barbabietole da zucchero entrano ogni anno a Wissington e solo 100 tonnellate - principalmente rifiuti di mense - lasciano la discarica. Il team valorizza i flussi di energia e materiali precedentemente sprecati, il risultato è un sistema manifatturiero che non produce solo zucchero, ma 12 diversi prodotti vendibili come terriccio, calce, bioetanolo, betaina, CO2 e cibo per animali.

Art-er in Emilia Romagna: accordi di filiera e formazione

Tra le eccellenze europee sul tema di simbiosi industriali primeggia la regione Emilia-Romagna,che nel 2015 è stata la prima regione in Europa a istituire una legge in materia di economia circolare, prima che uscisse il Piano di azione per l’economia circolare dell’Unione Europea. La norma regionale ha permesso il raggiungimento di obiettivi importanti come la riduzione del 20-25% della produzione pro-capite di rifiuti urbani, raccolta differenziata al 73% e un riciclaggio di materia al 70%.
Art-er è il consorzio della Regione Emilia-Romagna, nato per favorire la crescita sostenibile della regione attraverso lo sviluppo dell’innovazione e della conoscenza, l’attrattività e l’internazionalizzazione del sistema territoriale. Può contare su diversi soci tra i quali tutte le università della regione e gli istituti di ricerca nazionali e internazionali presenti sul territorio.
Offre diversi servizi di assistenza nel favorire lo sviluppo di buone pratiche di innovazione in materia di economia circolare e sperimenta percorsi formativi pilota. A livello territoriale alcuni esempi di simbiosi industriale sono rappresentati dagli
accordi di filiera sul fine vita di alcune tipologie di prodotti, non più considerati rifiuti da smaltire. Altri casi pilota censiti e disseminati riguardano filiere storicamente importanti come quella vitivinicola.
Per implementare un modello di economia circolare non ancora diffuso in modo capillare, ciò che manca sono le competenze. Il progetto Sais- Spire, di cui ART-ER fa parte, mira a sviluppare le qualifiche, le competenze e una strategia a livello europeo per l’acquisizione di nuove figure professionali per i diversi settori attivi nella transizione verso un’economia circolare, col fine di un miglioramento a breve termine e continuo delle nuove competenze richieste nel campo della simbiosi industriale intersettoriale e dell'efficienza energetica.
“Le industrie cercano sempre di più
persone qualificate in determinate filiere – afferma Daniela Sani direttrice del progetto - si cerca di dare un’impronta (Blu print) su diversi percorsi formativi che mirano a creare profili professionali adeguati. In ottica di simbiosi industriale analizziamo settori specifici, in particolare quelli più vocati alla transizione ecologica.”
La collaborazione della Regione Emilia-Romagna, di associazioni di categoria e piattaforme tecnologiche, di
istituti di formazione e partner di ricerca è caratterizzata da una vastità di competenze basate su un lungo elenco di progetti “Siamo ancora in una fase iniziale della transizione verso un’economia circolare - aggiunge Daniela Sani – ma ci sono corsi di carattere internazionale come il IFTS Circular Society che stanno andando molto forte. Abbiamo registrato una grande numero di richieste di iscrizione per certificarsi come Junior Expert Circular Economy e altrettante richiesta da parte delle aziende, non solo, regionali, per ospitare i tirocinanti e avviare percorsi virtuosi di chiusura dei cicli produttivi.