Ridurre le emissioni di CO2 e mitigare il cambiamento climatico attraverso progetti di gestione sostenibile dell’acqua. Il water management è una delle strategia più efficaci per l’adattamento climatico e per questo il Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, ha scelto di investire i suoi crediti di carbonio in progetti di fornitura di acqua potabile ed energia idroelettrica in due regioni remote dell’India e del Madagascar.

Acqua potabile e idroelettrico per compensare la CO2 emessa

Il Gruppo CAP ha da qualche tempo avviato un fitto programma di azioni per tagliare entro il 2033 le sue emissioni di CO2 del 40%. Oltre ai vari progetti di efficientamento, economia circolare e simbiosi industriale attivati sul territorio, ci sono le iniziative per compensare le emissioni residue (attualmente pari a circa 43mila tonnellate di CO2) realizzate principalmente attraverso l’acquisto di crediti di carbonio certificati. Nel 2020, grazie a questo meccanismo, sono stati finanziati la realizzazione di una centrale idroelettrica in India e la costruzione e la messa in sicurezza di una rete di pozzi per l’acqua potabile in Madagascar. Due attività che si collocano a pieno diritto nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, contribuendo contemporaneamente alla riduzione delle emissioni e al miglioramento delle condizioni economiche e sociali delle popolazioni coinvolte.
“La transizione energetica necessita di una visione globale che parte dal territorio e che mira a diffondere con progetti green la cultura della sostenibilità. - commenta
Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP - Noi ci siamo prefissati un traguardo ambizioso: ridurre del 40% la nostra impronta di carbonio entro il 2033 Un percorso complesso che abbiamo deciso di accompagnare anche con attività di compensazione delle emissioni non eliminabili o non ancora ridotte. Per questo abbiamo avviato un piano di acquisto di crediti di carbonio che consente di influire positivamente su dinamiche e infrastrutture economiche di paesi in via di sviluppo. Acqua potabile ed energia verde sono due leve importantissime per promuovere la crescita delle comunità locali e   sempre di più determineranno una trasformazione radicale a livello sociale ed economico nel nostro futuro. Indirizzare gli acquisti di crediti di carbonio su progetti con queste caratteristiche è per noi importante perché ci consente di essere fedeli al nostro piano di sostenibilità estendendone gli effetti anche in paesi lontani dal nostro”.

I progetti in India e Madagascar

Nelle strategie di compensazione attraverso i crediti di carbonio è fondamentale assicurarsi che i finanziamenti vadano a iniziative davvero sostenibili. Con il supporto della società di consulenza Carbonsink, il Gruppo CAP ha così selezionato due progetti certificati secondo standard internazionali e che garantiscono una serie di ricadute positive che vanno oltre la mitigazione climatica.
In
India, nella regione remota dell’Himachal Pradesh ai confini con il Tibet, il Gruppo ha scelto di finanziare il progetto 300MW Hydropower, ovvero la costruzione di una centrale idroelettrica per fornire energia rinnovabile alle comunità locali di Kuppa. Il progetto (certificato VCS) ha permesso di ridurre l’uso di combustibili fossili e ha generato ricadute positive sull’economia della zona, alleviando le condizioni di povertà, contenendo la migrazione e funzionando da volano per lo sviluppo di infrastrutture. In cifre, il progetto ha portato a una riduzione delle emissioni di gas serra pari a 1 milione di tonnellate di CO2.
In Madagascar, i credito di carbonio del Gruppo CAP sono andati invece al progetto “Water is Life”, ovvero la costruzione di una rete di pozzi per portare acqua potabile alle comunità nei dintorni della città di Tulear. In diverse regioni del paese, infatti, le famiglie non hanno accesso diretto a fonti di acqua potabile e sono costrette a camminare chilometri per fare rifornimento. l’uso di acqua non sicura provoca diverse patologie e gli abitanti del luogo sono così spesso costretti a bollirla, utilizzando carbone per alimentare il fuoco con conseguenti immissioni in atmosfera. La fornitura di acqua potabile e sicura per uso domestico ha dunque migliorato le condizioni igieniche, sociali, economiche e ambientali della zona e ha portato a una riduzione pari a circa 10mila tonnellate di CO2 equivalente all’anno.