La mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia si tinge di verde. Durante l’ultima giornata del Festival è stato infatti assegnato il Green Drop Award, premio istituito da Green Cross Italia per il film in concorso a Venezia che meglio “interpreti i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla conservazione del pianeta e dei suoi ecosistemi per le generazioni future, agli stili di vita e alla cooperazione fra i popoli”.
Il vincitore di quest’anno
è “Notturno” di Gianfranco Rosi. Un film che affronta le storie drammatiche dei conflitti in Medio Oriente da un’angolatura diversa, raccontando non l’orrore ma l’empatia umana delle persone al di là delle divisioni geografiche. Sono stati i paesaggi, in particolar modo le torri di perforazione usate per l’estrazione del petrolio presenti spesso sullo sfondo, e le vicende dei protagonisti, così tragiche e attuali, a motivare la scelta del film vincitore.

Rosi riceve il green drop award
Il regista Gianfranco Rosi riceve il Green Drop Award

La premiazione a Venezia 2020

Il Green Drop Award, istituito nel 2012, è stato consegnato da Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia, sezione italiana di Green Cross International, ONG ambientale fondata da Mikhail Gorbaciov con 28 membri all’attivo in 5 continenti. “Un grande successo “ lo definisce Pacilio, e una tappa importante “per portare la filiera di produzione cinematografica a dare un contributo sostanziale nel percorso di conversione ecologica di questo settore”.
A ritirare il premio - una goccia di vetro di Murano realizzata dal maestro artigiano Simone Cedese - la
produttrice del film Donatella Palermo che ringrazia “anche a nome di Gianfranco Rosi per questo importante premio che mette al centro l’umanità” e sottolinea come Rosi “provi a fare lo stesso con il suo cinema capace di avvicinarci emotivamente a delle realtà nascoste nelle pieghe della grande Storia”.
La
terra contenuta all’interno della goccia di vetro proviene da Forada, località in provincia di Belluno scelta perché simbolica: la sua particolare stratificazione geologica permette infatti di osservare (e documentare gli impatti ambientali) di un evento chiamato massimo termico del Paleocene - Eocene (PETM) ovvero il più drammatico, estremo e rapido riscaldamento globale, avvenuto circa 53,7 milioni di anni fa.
Durante la cerimonia è arrivato anche il videomessaggio di sostegno del
Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Oggi, per uscire dal Covid e vincere la sfida della lotta ai cambiamenti climatici dobbiamo coinvolgere le coscienze di tutti per una ripresa verde” dice il ministro. “Il cinema in questo può svolgere una funzione importantissima, promuovendo, spiegando, proponendo immaginari che ci aiutino a costruire il futuro”, e lancia un premio dedicato al miglior cortometraggio a tema ambientale che verrà presentato alla conferenza Youth4Climate del 28 settembre 2021.

Un film su Greta Thunberg e la lotta per il clima

Un festival che ha visto inoltre la presentazione di “I am Greta” di Nathan Grossman, docufilm dedicato al viaggio (fisico e metaforico) che Greta Thunberg ha intrapreso contro la crisi climatica. Un inno all’azione che mette l’accento sull’urgenza del cambiamento che le nostre società devono intraprendere per ridurre velocemente l’impatto sul pianeta e sul clima. Un film che è stato dichiarato il legittimo successore di “Una scomoda verità”, film-documentario premio Oscar del 2006 con cui Al Gore ha portato la questione del cambiamento climatico nella cultura di massa, aprendo gli occhi a milioni di persone su un argomento che fino a quel momento non era riuscito a far presa sulla coscienza collettiva e rimaneva all’interno di studi accademici e conferenze sul tema.