Foto di Pontus Johansson

 

“Se vogliamo utilizzare un prodotto in un’economia circolare dobbiamo tenerne conto sin dalla fase di progettazione.” Questo messaggio sta diventando una specie di mantra tra i professionisti coinvolti nella transizione verso un’economia circolare. In questo caso, la citazione proviene da Marcus Wendin, esperto di valutazioni del ciclo di vita (LCA) che utilizza questo metodo per le valutazioni ambientali dal 1998, quando ha cominciato a lavorare per Volvo Technology. Nel 2003 ha avviato la sua azienda, Miljögiraff, che offre consulenze al mondo del business sull’impatto ambientale dei prodotti dal punto di vista del ciclo di vita e su come sviluppare alternative sostenibili.

Il termine LCA può suonare familiare a molti, ma pochi hanno un’esperienza sul campo paragonabile a quella di Wendin. Attraverso la sua esperienza fornisce esempi concreti di LCA citando casi di studio e spiega quali sono i passaggi più complicati nell’uso di questo metodo e, in breve, come aumentare la circolarità nella società. Per Wendin una delle chiavi per avere successo nella transizione consiste nel mettere in discussione le convenzioni assodate. 

 

Che tipo di clienti richiedono i vostri servizi di LCA?

“Di solito abbiamo clienti dal mondo dell’industria che vogliono capire come ridurre l’impatto ambientale dei loro prodotti nell’arco del loro intero ciclo di vita. Per esempio vogliono sapere se sono possibili compromessi tra la fase di utilizzo e quella di produzione.

Uno dei casi più emblematici che abbiamo avuto riguarda un’azienda che produce ascensori. Gli ascensori mossi da cavi rappresentano la forma più comune di ascensore e per molti rimangono l’opzione preferita da un punto di vista ambientale, perché usano meno energia. Un cliente ci ha chiesto informazioni pratiche al riguardo, perché la sua azienda vendeva un ascensore che funzionava a pressione idraulica, che muove l’ascensore al posto dei cavi, consumando maggiore energia. Ma il compromesso qui è che questo tipo di ascensore richiede molto meno materiale per essere prodotto, perché, per esempio, non necessita dei contrappesi di un ascensore a cavi. Quindi se si paragonano un ascensore a cavo e uno idraulico nell’arco del ciclo di vita di un edificio, diciamo 80 anni, si arriva alla conclusione che l’impatto ambientale dell’ascensore idraulico è effettivamente la metà rispetto all’altro.”

 

 

 

Che effetto ha avuto questa conclusione sull’azienda?

“È stato molto significativo per l’azienda che era piuttosto piccola e ora ha raddoppiato la sua dimensione. Inoltre il risultato del nostro studio ha cambiato anche lo standard di settore per gli ascensori, come anche le normative per gli edifici e la direttiva Ecodesign del Parlamento europeo.”

 

Quindi quali sono gli elementi principali a cui dovete prestare attenzione per una LCA di successo?

“La prima cosa consiste nel concentrarsi sull’unità funzionale per creare un modello che sia significativo per la comparazione. Bisogna sapere che tipo di funzione o servizio offre il prodotto e quale sarebbe l’alternativa a questo prodotto.

In particolare all’inizio, si corre il rischio di concentrarsi troppo sull’inventario dei dati. È meglio dedicare più tempo alla comprensione della finalità e della dimensione del sistema. In principio è meglio rappresentare il proprio sistema in maniera più generica e assicurarsi che tutti siano concordi sulla finalità e la dimensione prima di cominciare a raccogliere dati. Questo richiede una tale quantità di tempo che si rischia di dedicare troppo tempo ai dettagli meno significativi. Quindi raccomanderei che chiunque esegua una LCA faccia prima una stima rapida e generica, e poi, quando sa esattamente cosa sta per studiare, approfondisca l’aspetto relativo ai dati.”

 

Ci può parlare di qualche risultato che vi ha sorpresi?

“Certamente. L’appendiabiti rappresenta un ottimo esempio. Abbiamo avuto l’opportunità di aiutare un cliente che produce appendiabiti usando come materia prima la carta. All’inizio, ovviamente, il cliente pensava che questo sarebbe stato un appendiabiti migliore dal punto di vista ambientale rispetto a quelli in plastica fatti di polistirene, che sono quelli più usati. Quindi abbiamo fatto la comparazione.

La prima cosa che abbiamo notato è stata che i particolari in acciaio dell’appendiabiti erano molto importanti; l’utilizzo di acciaio riciclato è altamente raccomandato. Quando abbiamo comparato plastica e carta, siamo giunti alla conclusione che l’appendiabiti di plastica sarebbe stato riciclato adeguatamente nell’ambito di un modello economico circolare, e che non avremmo mai comprato materiali vergini. È emerso che per produrre appendiabiti è effettivamente meglio riciclare la plastica piuttosto che usare carta vergine. Questo è stato molto interessante. Ci ha rivelato un principio generale riguardo ai prodotti fatti di plastica: è molto importante creare un sistema che ricicli tutti i prodotti di plastica, e non solo gli imballaggi. Sicuramente l’economia circolare può giocare un ruolo molto importante in tal senso.”

 

Questo significa che per le LCA scegliete uno scenario ideale in cui i materiali vengono riciclati?

“Noi creiamo effettivamente diversi scenari che comprendono l’incenerimento e il riciclo municipale, tra le altre cose. È molto importante sapere se il prodotto prevede un fine vita controllato o no. Nel caso degli appendiabiti, si trattava di un negozio di abbigliamento, quindi lo scenario di fine vita era controllato. In questo caso è quasi sempre più efficiente l’utilizzo di plastica riciclata, ma se non c’è uno scenario controllato è meglio utilizzare un prodotto che non ha un impatto climatico così alto quando lo si manda all’incenerimento. E cioè l’appendiabiti di carta. È importante concentrarsi sui grandi flussi di cose. Per esempio i negozi utilizzano approssimativamente 500 milioni di appendiabiti all’anno, ma gli utilizzatori finali non ne usano così tanti. Quindi nel caso degli appendiabiti è più importante considerare il loro utilizzo nei negozi. Questo vale per molti prodotti: è importante concentrarsi sui grandi flussi.”

 

Quali sono i principali cambiamenti necessari per avere prodotti più sostenibili?

“In 20 anni passati a eseguire LCA, ho notato che, in generale, se vogliamo attuare un cambiamento dovremmo concentrarci sul comportamento sociale o normativo. Siamo spesso bloccati mentalmente e pensiamo che il modo in cui vanno le cose sia quello in cui devono andare. Tendiamo a non chiederci perché le cose vanno come vanno. Credo, per esempio, che la legislazione a volte possa impedirci di pensare fuori dagli schemi e dalle convenzioni.”

 

A che tipo di legislazione si riferisce?

“Riprendiamo il caso dell’ascensore, per esempio. Dato che la maggior parte delle persone pensa che gli ascensori mossi da cavi siano i migliori, questa convinzione viene inserita nei criteri prescritti, così quando si costruisce una casa con un ascensore, è stabilito già dall’inizio che un ascensore con i cavi sia quello che richiede meno energia, mentre ciò non è vero dal punto di vista del ciclo di vita. Bisogna veramente chiedersi come un sistema è organizzato per arrivare a una conclusione.

Un altro esempio può essere quello dei prodotti medicali. Se volessimo ridurre o riciclare del materiale che è stato in un ospedale, spesso scopriremmo che è addirittura vietato. Dobbiamo mettere in discussione queste convenzioni sociali, perché molto spesso è effettivamente possibile riciclare del materiale o addirittura riutilizzare un componente senza aumentare il rischio di problemi igienici.

Per esempio, le sacche per il sangue sono di solito fatte di plastiche PVC, il che va benissimo, ha salvato molte vite. Però adesso è possibile creare plastiche di gran lunga migliori del PVC senza, per esempio, sostanze che servono ad ammorbidire il PVC, ma che possono causare disfunzioni ormonali. La maggior parte delle persone pensa che non si possa abbandonare il PVC, ma se mettiamo in discussione questa idea potremmo trovare soluzioni che sono decisamente migliori per il paziente. Potremmo ridurre il rischio, tra gli altri, di tumori o di problemi inerenti alla fertilità.”

 

Quindi eseguire una LCA è qualcosa che va molto oltre la valutazione di singoli prodotti…

“Quando eseguiamo una LCA dobbiamo mettere in discussione la legislazione vigente e supporre che le cose potrebbero essere diverse. L’economia circolare è fantastica, perché cambia il punto di vista dal quale pensiamo ai prodotti. La LCA può essere uno strumento per confermare se l’economia circolare sia davvero l’opzione più favorevole. Ma dobbiamo essere pronti a rendere l’economia circolare un po’ più complicata di quanto lo sia ora. Tendiamo a pensare che i materiali siano riciclabili all’infinito e che i prodotti possano rimanere uguali a loro stessi anche se li usiamo centinaia di volte. Se vogliamo utilizzare un prodotto in un’economia circolare dobbiamo tenerne conto sin dalla fase di progettazione.

La pressione normativa è molto importante e, quando si tratta di economia circolare, penso che si debba spingere le persone a mettere in discussione il ‘copione sociale delle cose’. Dalla mia esperienza vedo che le aziende che sono state più innovative e per prime hanno adottato modelli circolari, non solo hanno prodotto minori impatti ambientali ma hanno anche ottenuto migliori risultati.” 

 

Miljögiraff, www.miljogiraff.se