La scelta che abbiamo di fronte dunque non è tra due modelli industriali. È tra un sistema autolesionista che già fatica a schivare i contraccolpi prodotti dall’accumulo degli scompensi ambientali e un sistema che riesce a mantenere l’equilibrio e può guardare ai tempi lunghi. Le città costituiscono un banco di prova per questa scelta. Anche se forse non dovremmo parlare di “città”. Il dizionario enciclopedico della Treccani per definire questo concetto suggerisce: “centro abitato di notevole estensione, con edifici disposti più o meno regolarmente, in modo da formare vie di comoda transitabilità, fornito di servizi pubblici e di quanto altro sia necessario per offrire condizioni favorevoli alla vita sociale”.Non è quello che è accaduto in molte città italiane a partire...