Trasformare i “lupi di Wall Street”, disinteressati a qualunque buona causa, in agnelli “al capezzale del pianeta”: l’impresa appare ardua. Ai limiti dell’innaturale. Eppure poche cose attirano gli investitori più dell’odore dei soldi. Ed ecco che, magicamente, anche il clima è diventato ormai un buon affare. Soprattutto là dove le politiche energetiche e industriali dei vari Paesi indicano con decisione l’abbandono delle fonti fossili e dei sistemi di produzione ad alto consumo di materie prime in favore di energie pulite e modelli basati sui precetti dell’economia circolare. L’ultima conferma è arrivata dalle conclusioni del One Planet Summit, vertice mondiale sull’ambiente con 50 capi di Stato e di governo, tenutosi a dicembre a Parigi. Un po’ vetrina voluta dal pre...