Anche assumendo che i livelli di fertilità continuino a declinare, la popolazione globale raggiungerà gli 8,5 miliardi nel 2030, i 9,7 miliardi nel 2050 e gli 11,2 miliardi nel 2100, rispetto alle proiezioni relative alla variante media. E seppure il declino della fertilità dovesse subire accelerazioni, la crescita demografica fino al 2050 sarà praticamente inevitabile.

Ma non sempre è andata così. Per lunghissimi periodi di tempo la popolazione umana, infatti, è cresciuta molto poco, rimanendo al di sotto dei 100 milioni fino a circa il 2000 a.C.. Secondo i calcoli ormai accreditati di diversi studiosi, all’inizio dell’era cristiana sul pianeta vivevano circa 225 milioni di persone. Bisognerà aspettare il 1820 perché raggiungano il primo miliardo. Poi in poco più di un secolo, nel 1930, sono diventate 2 miliardi. La crescita è stata da allora molto sostenuta e in trent’anni, dal 1930 al 1960, la popolazione ha raggiunto i 3 miliardi; poi 4 miliardi nel 1974, 5 nel 1987, 6 nel 1999. Fino a 7 nel 2011. 

Oggi in Africa vivono 1 miliardo e 186 milioni di persone che si prevede – secondo il rapporto Onu – diventeranno 1 miliardo e 679 milioni nel 2030, 2 miliardi e 478 milioni nel 2050 e 4 miliardi e 387 milioni nel 2100. L’Asia che oggi conta 4 miliardi e 393 milioni di persone, ne avrà 4 miliardi e 923 milioni nel 2030, 5 miliardi e 267 milioni nel 2050 e 4 miliardi e 889 milioni nel 2100.

La crescita della popolazione e le nostre modalità di produzione e consumo esercitano ormai un impatto sconvolgente sul capitale naturale e sui servizi ecosistemici di cui tutta l’umanità usufruisce quotidianamente e gratuitamente. E ciò andrà a intensificarsi per il futuro.

Anche lo straordinario capitale naturale costituito dalle foreste del globo è sempre più a rischio a causa del nostro continuo e crescente impatto. Nature ha dedicato la copertina al lavoro scientifico che ha fornito i primi numeri degli alberi presenti sulla Terra.

Gli studiosi nel ricordare quanto sia importante conoscere l’estensione globale e la distribuzione degli alberi e delle foreste per comprendere al meglio la biosfera terrestre e il prezioso ruolo svolto nel fornirci fondamentali servizi ecosistemici (dai cicli biogeochimici dell’ossigeno e del carbonio, ai cicli idrici, al mantenimento dei suoli ecc.), hanno stimato in 3.040 miliardi il numero di alberi presenti oggi sul pianeta, dei quali approssimativamente il 42,8% si trova nelle foreste tropicali e subtropicali, il 24,2% nelle regioni boreali e il 21,8% in quelle temperate. 

Si stima che oltre 15 miliardi di alberi vengono tagliati ogni anno: dall’inizio della civilizzazione dell’umanità il numero totale di alberi presenti sul pianeta si ritiene si sia ridotto del 46%. 

Il World Resources Institute, attraverso il suo Global Forest Watch ha evidenziato che i dati della deforestazione mondiale per il 2014 sono aumentati ancora, come avviene dal 2012. In pratica sono andati persi più di 18 milioni di ettari, un’area grande quanto due volte il Portogallo, dei quali 9,9 milioni di ettari – superficie equivalente alla Corea del Sud e pari a più della metà del totale deforestato nel 2014 – nei paesi tropicali.

A partire dal 1990 sono stati deforestati – dati del Global Forest Resources Assessment 2015 della Fao – 129 milioni di ettari, un’area pari al Sud America. Se 25 anni fa – nel 1990 appunto – avevamo 4.128 milioni di ettari di foresta, attualmente – 2015 – ne abbiamo circa 3.999 milioni di ettari. Inoltre oggi le foreste piantate dall’uomo coprono circa il 7% del totale.

È fondamentale – sia per la nostra generazione sia per quelle a venire – mantenere in buona salute questo straordinario capitale naturale e la sua ricchezza di biodiversità. Per questo è necessario che vi siano impegni precisi per ottenere la Zero Net Deforestation and Forest Degradation al più presto e non oltre il periodo tra 2020 e 2030.

 

 

Report 2015 Revision of World Population Prospects pubblicato dalle Nazioni Unite, esa.un.org/unpd/wpp

Crowther T.W. et al., 2015, “Mapping tree density at a global scale”, Nature 525; 201-205, tinyurl.com/p82t48t

World Resources Institute, www.wri.org

Global Forest Watch, www.globalforestwatch.org