Tra i player italiani è in atto una rinnovata responsabilità ambientale e sociale orientata agli obiettivi ESG, che grazie al supporto dell’Associazione Italiana per la Sostenibilità delle Infrastrutture spinge le opere strategiche del Paese verso il raggiungimento degli obiettivi della transizione ecologica. Opere efficienti, sicure e in armonia con l’ambiente.

In un tempo, in cui tutti i settori economici guardano agli obiettivi di sostenibilità, efficienza energetica e tutela ambientale, appare determinante che anche il sistema infrastrutturale proceda in questa direzione. Soprattutto in un Paese come l’Italia che necessita da un lato di nuove ed efficienti strutture, dall’altro di adeguare quelle esistenti a modelli sostenibili e resilienti. Un Paese che, da fanalino di coda in Europa, può considerarsi oggi a pieno titolo tra i protagonisti della transizione ecologica nella progettazione di opere strategiche per il sistema Italia.
Un risultato ottenuto anche grazie al percorso intrapreso dall’
Associazione Italiana per la Sostenibilità delle Infrastrutture, innovativo think-tank nato nel 2020 per favorire la diffusione della cultura della sostenibilità nel campo delle costruzioni e delle infrastrutture nonché per condividerne le best practice. L’Associazione ha carattere tecnico–scientifico e il suo ambito di azione riguarda tutte le tipologie di infrastrutture, in particolare quelle relative al settore dei trasporti, dell’acqua, dell’energia, dell’ICT e dei rifiuti.

Verso la decarbonizzazione e la circolarità delle infrastrutture: un primo bilancio

Dopo due anni di attività, AIS traccia un primo bilancio tenendo conto della difficile fase pandemica e dell’attuale contesto internazionale. Il primo Position Paper, con alcune proposte su come concretamente assicurare il raggiungimento dei risultati di sostenibilità previsti dal PNRR, è stato accolto con grande interesse dal MIMS (Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili) ed elementi importanti come la Relazione di sostenibilità sono state recepite dalle Linee guida sul Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE).
Un
secondo Paper dedicato alla digitalizzazione delle norme verrà presentato entro il mese di marzo. Seguiranno nel corso della primavera altri due documenti propositivi relativi a come sostenere la qualificazione degli operatori in una logica ESG e come facilitare processi di decarbonizzazione, sostenendo il ricorso a calcestruzzi sostenibili nei progetti e nella costruzione delle infrastrutture previste dal PNRR. La proposta di alcune linee guida relativamente alla progettazione e gestione di un cantiere sostenibile, prendendo in esame 11 ambiti, dal riciclo dell’acqua alla gestione dei rifiuti, alla premialità dei materiali sostenibili, solo per fare qualche esempio, sarà al centro dell’attività autunnale dell’Associazione.
Nel frattempo sono stati attivati altri gruppi di lavoro su il valore della digitalizzazione a sostegno degli obiettivi di sostenibilità e sull’individuazione di metodologie e pratiche utili a facilitare il
confronto con le comunità locali (stakeholder engagement), sia rispetto alla fase progettuale che lungo l’intero corso della costruzione di un’infrastruttura. I gruppi di lavoro sono l’anima di AIS in quanto da essi scaturisce la metodologia vincente della condivisione da parte dei principali attori attivi nel settore, da stazioni appaltanti come il gruppo FS o ASPI, passando per alcune delle più importanti imprese di costruzioni e società di progettazione, fino alle aziende produttrici e di servizi, dal calcestruzzo all’acciaio, alla chimica alle certificazioni, alle consulenze in materia ambientale e della digitalizzazione. Ogni documento così costituisce una proposta in cui si riconosce l’eccellenza della filiera delle infrastrutture sostenibili favorendone l’acquisizione da parte di istituzioni e decisori.
È in crescita inoltre il consenso tra gli addetti ai lavori: ad oggi fanno parte di AIS
44 soci collettivi appartenenti ai principali players ed enti operanti nel comparto, oltre ad un pool di tecnici e professionisti. Tutti, protagonisti di un’importante rivoluzione contemporanea: quella di realizzare un sistema di infrastrutture sostenibili in coerenza con quanto indicato dalla Next Generation EU e dall’Agenda 2030 dell’ONU in cui si fa esplicito riferimento al tema dell’Industry innovation and infrastructure, ovvero all’impegno di costruire infrastrutture resilienti.
Tuttavia, non sono soltanto i nuovi orientamenti internazionali a dettare l’agenda ambientale: la recente svolta green avvenuta in Parlamento con la decisione di
introdurre nella Costituzione italiana il principio di tutela dell'ambiente e della biodiversità, testimonia una rinnovata coscienza collettiva che nelle aziende si sta traducendo in una Responsabilità Sociale d’impresa sempre più in sintonia con gli scenari eco sostenibili. Un approccio che AIS ha deciso di interpretare e consolidare, poiché per raggiungere gli obiettivi di un sistema infrastrutturale sostenibile è necessario un rinnovamento etico e comportamentale, sia da parte degli attori pubblici che del tessuto imprenditoriale, delle professioni e dell’intera filiera produttiva.

La sostenibilità è un “valore” misurabile

Qualsiasi infrastruttura, rappresenta un elemento determinante nel territorio su cui insiste: l’opera ha un forte impatto non solo sul piano ambientale ma anche a livello economico e sociale. Un impatto da proiettare nel tempo, tenendo conto dei successivi costi di manutenzione e della durabilità dell’opera. Dal 1° gennaio 2022 è entrato in vigore il Regolamento delegato UE 2021/2139 della Commissione europea, che fissa i criteri tecnici che determinano le condizioni per cui un'attività economica contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti e le infrastrutture sono parte integrante di questa rivoluzione. In Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) promuove la progettazione dell’infrastruttura mettendo al centro la sostenibilità e l’innovazione, di conseguenza, la relazione di sostenibilità dell’opera assume un ruolo centrale nella progettazione della stessa.
La
sostenibilità diventa quindi un “valore” strategico misurabile attraverso criteri chiari e certificati. Su questo fronte AIS, svolge un'importante azione, tanto da condividere una metodologia per certificare gli obiettivi sostenibili dell'opera. Ad oggi, l’unico schema che si occupa della sostenibilità delle infrastrutture e che ha avuto una significativa applicazione in casi concreti nel nostro Paese, è il Protocollo Envision ideato e sviluppato dall’Università̀ di Harward. Un modello di riferimento che permette di contribuire al soddisfacimento di quanto richiesto dalla relazione di sostenibilità dell’opera e fornisce a progettisti, comunità, organizzazioni ambientaliste, costruttori, amministrazioni pubbliche e private uno strumento da utilizzare per la misurazione dei parametri di sostenibilità di un progetto. Il modello è applicabile a molteplici tipologie di progetti come la realizzazione di ponti, strade, porti, aeroporti, centrali per energia ecc. In poco più di due anni è già stato applicato per realizzare importanti opere in Italia. Tra quelle certificate: l’itinerario ferroviario Napoli – Bari nella tratta Frasso Telesino – S. Lorenzo; l’Itinerario ferroviario Napoli-Bari, nella tratta Apice – Orsara, 1° Lotto Funzionale Apice – Hirpinia, con la costruzione della nuova stazione Hirpinia e il potenziamento dell’accessibilità delle aree interessate; il Parco Eolico di Vaglio (Potenza), il primo impianto per energia rinnovabile a ricevere questa certificazione in Europa; infine due parchi eolici Edison integralmente ricostruiti a Castiglione Messer Marino e Roccaspinalveti (Chieti). Sono, inoltre, prossimi alla certificazione il nuovo ponte sul lago di Barcis (Pordenone), il collegamento ferroviario con l’Aeroporto di Venezia e il Passante autostradale di Bologna.

Buone pratiche e autorevolezza

L’Associazione si sta affermando come un interlocutore autorevole e decisivo nel percorso di infrastrutturazione del Paese, grazie alle competenze messe in campo e al coinvolgimento dell’intera filiera. I principali punti di forza sono rappresentati dall’autorevolezza dei players associati e dal prestigio dei docenti universitari coinvolti, cosi come le esperienze e la qualità delle best practice di cui i soci sono portatori. L’Associazione ha un importante canale di confronto con le istituzioni e con il mondo della ricerca. Verso le istituzioni, attraverso la produzione di analisi, proposte e la messa a disposizione di conoscenze e strumenti utili a migliorare l’efficienza e la qualità delle infrastrutture, per una spinta sostenibile sia nei processi che nelle scelte dei materiali e negli impatti sui territori e sulle comunità. Verso il mondo accademico, confrontandosi con le strutture universitarie e con gli enti di ricerca nei processi progettuali e realizzativi delle infrastrutture. Con l’obiettivo condiviso di dotare il Paese di opere sempre più sicure, efficienti e fruibili.

Immagine: Alexander Schimmeck (Unsplash)