Sono cinque le regioni dove sono stati prelevati i sacchetti non conformi alla legge: Campania (7 sacchetti), Basilicata (6), Puglia (3), Calabria (3) e Lazio (1). I sacchetti prelevati in Lombardia e Veneto invece sono risultati regolari. A livello provinciale la situazione è la seguente: Potenza (6 sacchetti fuori legge), Avellino, Bari e Napoli (3), Vibo Valentia (2), Benevento, Catanzaro e Roma (1). Suddividendo i 20 casi di sacchetti fuori legge per punti vendita delle aziende della grande distribuzione, si ottiene questa classifica: Sigma (5 sacchetti non conformi), A&O (3), Crai, Eurospin e Sisa (2), Conad, Despar/Eurospar, Eurocisette, Imagross, M.A. Supermercati/Gros, Maxisidis/Intersidis (1).
I dati del nostro monitoraggio dimostrano una diffusa situazione di illegalità nel settore degli shopper. E questo è evidente nonostante abbiamo evitato di fare verifiche sui tanti piccoli negozi commerciali e sui mercati rionali, dove la situazione è visibilmente ancor più grave anche a causa di un’azione capillare da parte di alcuni distributori che vendono, anche online, sacchetti palesemente fuori legge.

Il bando sui sacchetti di plastica è in vigore da anni, la norma è molto chiara e le multe previste dall’agosto 2014 sono salate. La legge che ha messo al bando la commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili e non compostabili venne approvata nel dicembre del 2006 a seguito di un emendamento dell’allora senatore Francesco Ferrante alla legge Finanziaria 2007 (n. 296/2006). Alla legge Finanziaria 2007 sono seguite diverse norme, la principale delle quali (decreto legge n. 2 del 25/1/2012, convertito nella legge n. 28 del 24/3/2012) ha ulteriormente definito i dettagli del bando. La proposta di direttiva Ue definita nella primavera del 2014, alla fine della scorsa legislatura europea, ha fatto proprio l’impianto della normativa italiana basato sul bando dei sacchi non compostabili.
Gli unici sacchetti commercializzabili secondo l’art. 2 della legge n. 28 del 2012 sono: i sacchi compostabili monouso per l’asporto merci realizzati con polimeri conformi alla norma armonizzata Uni En 13432:2002, secondo le certificazioni rilasciate dagli organismi accreditati; i sacchi riutilizzabili realizzati in plastica tradizionale che abbiano la maniglia esterna alla dimensione utile del sacco e superiore a 200 micron se destinati all’uso alimentare e 100 micron se destinati ad altri usi; i sacchi riutilizzabili realizzati in plastica tradizionale che abbiano la maniglia interna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore ai 100 micron se destinati all’uso alimentare e 60 micron se destinati agli altri usi. Inoltre, per favorire il riutilizzo del materiale plastico proveniente dalle raccolte differenziate i sacchi riutilizzabili realizzati in polimeri tradizionali devono contenere una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% per quelli a uso alimentare e di almeno il 10% per gli altri usi (art. 2, comma 3 della legge n. 28/2012).

Per chi commercializza sacchetti non conformi o false “buste-bio”, grazie al decreto competitività del governo Renzi, a partire dal 21 agosto 2014 sono previste sanzioni amministrative pecuniarie che vanno dai 2.500 ai 25.000 euro. La multa può essere aumentata fino al quadruplo del massimo (quindi 100.000 euro) se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l’asporto oppure un valore della merce superiore
al 20% del fatturato del trasgressore.
È arrivato il momento di far rispettare una legge che permette di ridurre l’inquinamento da plastica, di migliorare la raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti e la produzione di compost di qualità, promuovendo la riconversione industriale verso innovativi processi di chimica verde da fonti rinnovabili, come già avvenuto, per esempio, nel polo industriale di Porto Torres. Per fare questo occorre che le forze dell’ordine e la magistratura si attivino una volta per tutte per fermare questa diffusa situazione di illegalità.

 Il dossier completo è consultabile al seguente link: 
http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/sacchetti-illegali