Il 2014 per l’Europa doveva essere l’anno dell’avvento dell’economia circolare: un nuovo paradigma per progettare i modelli di sviluppo della nostra società e industria da qui al 2050. La doccia fredda sulle aspettative di chi aveva creduto in questa prospettiva è arrivata alla fine dello scorso anno, direttamente dalla nuova Commissione europea appena insediata sotto la presidenza di Jean-Claude Juncker, che ha deciso di tagliare una lunga lista di programmi ritenuti poco efficaci o troppo onerosi. Tra questi, appunto, quello relativo all’economia circolare. Nel corso del 2015, però, le reazioni sconcertate degli stakeholder e le perplessità di molti stati membri hanno costretto la Commissione a rivedere la propria posizione, fino a dichiarare che il ritiro del primo ...