Acque Bresciane, gestore del servizio idrico integrato per 95 comuni della provincia di Brescia, ha deciso di lanciare un crowdlending per coinvolgere direttamente i cittadini e le imprese del territorio nel finanziamento di progetti per la sostenibilità della filiera. Un esperimento che punta ad aumentare la consapevolezza sul valore della più preziosa delle risorse.

L'acqua è (o almeno dovrebbe essere) il bene pubblico per eccellenza. Eppure la gran parte dei cittadini si disinteressa della sua gestione, quasi che l'enorme privilegio di avere acqua corrente pulita e potabile tutti i giorni in casa fosse un beneficio scontato.
È dunque anche per far comprendere il valore dell'acqua, e tutto il lavoro, la ricerca e gli investimenti che stanno dietro al ciclo della più preziosa delle risorse, che il gestore del servizio idrico integrato della Provincia di Brescia ha deciso di lanciare un'iniziativa di crowdlending. I
cittadini, cioè, saranno invitati a diventare azionisti di una società benefit partecipata al 100% da Acque Bresciane e a prestare i propri soldi per la realizzazione di progetti che migliorino la sostenibilità della filiera idrica, di cui loro stessi beneficiano. Acqua in quote, insomma, per coinvolgere direttamente il territorio e rendere più consapevoli le sue imprese e i suoi abitanti.

Un modello di finanziamento che piace ai Millennial

Secondo una recente statistica, un cittadino su due in Italia non conosce il nome del suo erogatore di servizi. È per questo che, invece di rivolgerci semplicemente a una banca e aumentare il finanziamento per i nostri progetti di sostenibilità, abbiamo optato per il metodo del crowdlending, che ci consente di far conoscere la nostra attività ai cittadini”. Così il Presidente di Acque Bresciane, Gianluca Delbarba, spiega a Materia Rinnovabile la scelta di questo non nuovissimo, ma sicuramente non comune, modello di finanziamento.
Nato negli anni Novanta, il crowdlending è un
sistema di microprestiti implementato attraverso una piattaforma online, una sorta di azionariato popolare dell’era digitale. A differenza del più diffuso crowdfunding, i soldi che gli azionisti investono nelle quote verranno poi restituiti con gli interessi maturati in un periodo breve (non più di 5 anni). È una forma “snella” di investimento, che piace molto ai Millennial. “Sono loro infatti il nostro target: attenti alla sostenibilità e sempre connessi - continua Delbarba – Ed è per questo che anche tutta la campagna informativa sarà in digitale con un sito dedicato”.

8 milioni per la sostenibilità della filiera idrica

Acque Bresciane è la prima utility del comparto idrico italiano a servirsi di questo sistema. “Per una questione di trasparenza e tutela degli investitori – precisa il Presidente - abbiamo deciso di costituire una New Company come società benefit partecipata al 100% da noi. La Newco garantisce infatti che i soldi degli azionisti vadano in una linea di investimenti dedicata a progetti specifici e non vengano invece dirottati sugli impegni finanziari precedenti della società”.
Le emissioni – che partiranno entro l’autunno - saranno di piccolo taglio,
da 1000 a 5000 euro. “Abbiamo optato per quote di piccolo taglio in modo da privilegiare i piccoli investitori e le imprese del territorio ed evitare operazioni di carattere speculativo. Questo non toglie però che possano arrivare offerte da grandi società”. L’obiettivo dell’operazione è di raccogliere 8 milioni di euro da destinare a progetti legati alla sostenibilità degli impianti e dei processi. “Si tratta – spiega Delbarba – di progetti che riteniamo necessari per quella che è la nostra visione di una gestione sostenibile del ciclo idrico, ma che non rientrano fra gli interventi ‘obbligatori’, come ad esempio quelli necessari a evitare le procedure di infrazione europee sulla depurazione”.
La prima linea di interventi riguarda l’
energia. Come ogni gestore del servizio idrico, Acque Bresciane è un’azienda molto energivora: i consumi per raccogliere l’acqua e distribuirla sono notevoli e inoltre va considerato l’utilizzo di circa 200 mezzi che circolano sul territorio. Efficientare e ridurre il consumo energetico, passando a fonti rinnovabili è quindi considerata una priorità per la società, tanto più in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. “Purtroppo il comparto idrico ha accesso limitato ai provvedimenti di emergenza, ma i costi per l’energia aumentano e c’è il rischio che allontanino la transizione ecologica. - spiega Delbarba - È perciò importante rendere i nostri impianti energeticamente autosufficienti utilizzando fonti rinnovabili, soprattutto fotovoltaico e una parte di biogas. Il che poi si tradurrebbe, oltre che in una minore impronta carbonica, anche in un risparmio per i cittadini”.
La seconda linea di finanziamenti riguarda invece un progetto che è già stato avviato e si vorrebbe ampliare, ovvero l’
impianto di bioessicamento associato al depuratore consortile di Rovato (Bs). Il bioessicamento è un innovativo processo che sfrutta il calore generato naturalmente dai batteri del materiale organico presente nei fanghi di depurazione, per essiccare i fanghi stessi e così ridurne il volume e il peso. La tecnologia utilizzata da Acque Bresciane si chiama BioDryer ed è brevettata dalla Bioforcetech Corporation. Rispetto ai tradizionali sistemi di essiccamento, utilizza il 50% dell’energia in meno, non ha bisogno di fonti energetiche esterne né di reagenti chimici e può ridurre il volume dei fanghi fino al 70%, con conseguente minore utilizzo di mezzi per il trasporto del materiale. Un intervento, insomma, che si colloca perfettamente nella direzione tracciata dal Pnrr per incentivare la trasformazione degli impianti di depurazione in vere e proprie “fabbriche verdi”.
E i cittadini del bresciano avranno l’opportunità di dare una mano concreta a questa transizione.

Immagine: foto selezionata per il concorso Gocce di sostenibilità”, promosso da Acque Bresciane con Libera Accademia di Belle Arti LABA di Brescia. Primo premio agli studenti della 3°B del corso di Fotografia Antonia Illuzzi, Luca Guarnerio, Ilaria Rota, Andrea Morosini, Giulia Martinelli, Marco Dal Santo, Umberto Pellini, Luca Brignoli ed Emanuele Napoli, grazie a un reportage collettivo sul ciclo idrico.

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