Il vuoto regolatorio che per anni ha limitato l’utilizzo del biometano industriale nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione è stato colmato. Il 13 gennaio, a Roma, il Comitato ETS ha infatti approvato le indicazioni tecniche e operative che disciplinano l’impiego del biometano sostenibile negli impianti stazionari soggetti all’Emission Trading System europeo. Un passaggio atteso, che trasforma una risorsa già riconosciuta come strategica per la decarbonizzazione in un’opzione finalmente utilizzabile a pieno titolo nei settori industriali regolati dal prezzo del carbonio.

La decisione interviene su un nodo rimasto finora irrisolto. Nonostante il biometano sia sostenuto da politiche pubbliche e investimenti, mancava infatti un quadro tecnico univoco che ne consentisse il riconoscimento come fonte a emissioni nulle all’interno dell’ETS. Un’assenza che, nei fatti, ne limitava l’integrazione nei processi industriali più energivori.

Regole tecniche e competitività industriale

“Il documento tiene conto del quadro normativo nazionale, del sistema delle Garanzie di origine e degli schemi di certificazione della sostenibilità, offrendo agli operatori uno strumento per integrare il biometano nei processi industriali in piena conformità con i regolamenti dell’Unione Europea”, si legge in un comunicato del MASE.

Le nuove linee guida disciplinano, infatti, le modalità con cui gli operatori industriali possono dimostrare la sostenibilità del biometano utilizzato nei propri impianti e la documentazione da mettere a disposizione dei verificatori, ai fini dell’applicazione del fattore di emissione pari a zero. In altri termini, chiarisce quando e come il biometano sostenibile può essere considerato, ai fini ETS, una fonte a emissioni nulle, con conseguenze dirette sul calcolo delle quote di CO₂ da restituire.

Il ministro Gilberto Pichetto ha legato esplicitamente questo passaggio alla dimensione competitiva della transizione: “Ora le imprese hanno un quadro chiaro e certo per utilizzare il biometano sostenibile all’interno del sistema ETS. È un passo importante per accompagnare la competitività in un contesto di decarbonizzazione dell’industria, in particolare dei settori più energivori, valorizzando una risorsa rinnovabile strategica in coerenza con gli obiettivi climatici europei”.

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In copertina: immagine Envato