Con l’inasprimento delle norme europee sui rifiuti da imballaggio, l’industria dei materiali è chiamata a trovare soluzioni capaci di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili senza compromettere la riciclabilità. Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR) sta infatti cambiando i criteri con cui vengono valutati i materiali, ponendo maggiore attenzione alla possibilità di integrarli nei sistemi di raccolta e recupero già esistenti.
Per le aziende del settore, conciliare queste esigenze non è semplice. I materiali bio-based possono limitare il ricorso alle materie prime petrolchimiche, ma non sempre sono compatibili con le infrastrutture convenzionali di riciclo della plastica. Allo stesso tempo, molte plastiche riciclabili continuano a dipendere da risorse fossili.
È in questo spazio che si inserisce KRILLMAT, azienda italiana che presenta REKRILL RECYCLABLE, un polimero che, secondo il produttore, è il primo materiale al 100% bio-based progettato per rispondere ai requisiti del PPWR e per essere riciclato nei flussi convenzionali delle materie plastiche.
Sviluppato e prodotto in Italia, il materiale punta a combinare l’impiego di risorse rinnovabili con una gestione del fine vita compatibile con i sistemi di riciclo esistenti, offrendo un’alternativa a produttori e marchi impegnati a ripensare le proprie scelte di packaging.
Dalle materie prime rinnovabili ai processi industriali
REKRILL RECYCLABLE è realizzato interamente a partire da materie prime rinnovabili ed è progettato per offrire prestazioni paragonabili a quelle delle plastiche convenzionali di origine petrolchimica, spiega l’azienda. L’elemento distintivo riguarda soprattutto il fine vita: il polimero può essere avviato al flusso di riciclo delle materie plastiche, senza richiedere un percorso separato di compostaggio.
Questa caratteristica potrebbe risultare importante per le applicazioni in cui il contenuto bio-based deve accompagnarsi alla compatibilità con le infrastrutture di riciclo. L’effettivo contributo alla circolarità dipenderà comunque anche dalle modalità di raccolta, selezione e trattamento del materiale.
Il polimero è compatibile con tecnologie di lavorazione già diffuse, tra cui estrusione, stampaggio a iniezione, stampaggio rotazionale e soffiaggio. Secondo KRILLMAT, ciò permette ai produttori di integrarlo nei processi esistenti senza dover sostituire le attrezzature industriali. Gli ambiti di applicazione comprendono packaging, alimenti e bevande, cosmetica e beni di consumo. L’azienda dichiara inoltre la conformità alle normative sul contatto alimentare nell’Unione Europea, negli Stati Uniti, in Canada e in Asia.
Prestazioni e fine vita nella stessa soluzione
Per KRILLMAT, lo sviluppo del nuovo polimero riflette un cambiamento più ampio nel settore dei materiali sostenibili: la provenienza rinnovabile, da sola, non basta. Occorre considerare anche le prestazioni durante l’utilizzo e le possibilità di recupero a fine vita.
“La nuova generazione di materiali sostenibili non può concentrarsi su una sola caratteristica. Contenuto bio-based, prestazioni e fine vita devono lavorare insieme”, dichiara Ivan Calimani, CEO di KRILLMAT. Con REKRILL RECYCLABLE, aggiunge, l’obiettivo è stato realizzare un materiale lavorabile su scala industriale e progettato per entrare nei flussi di riciclo della plastica.
Con l’evoluzione delle regole europee, soluzioni capaci di integrare queste caratteristiche potrebbero acquisire maggiore rilevanza. Il loro impatto concreto dipenderà però dalla verifica delle prestazioni di riciclo e dalla compatibilità effettiva con i sistemi disponibili.
In copertina: foto KRILLMAT
