A Trento prende forma un nuovo modello di infrastruttura urbana sostenibile: il primo bar italiano progettato per produrre più energia di quanta ne consumi. Il progetto, sviluppato nell’ambito del prototipo ARV e cofinanziato dal programma europeo Horizon 2020, rappresenta un caso studio avanzato di edificio a energia positiva, destinato a ridefinire il ruolo degli spazi pubblici nella transizione energetica.
Elemento distintivo dell’iniziativa è l’integrazione delle vetrate fotovoltaiche sviluppate da Glass to Power, azienda italiana con sede a Rovereto, che trasformano la facciata in una superficie attiva capace di generare elettricità senza compromettere la trasparenza e il comfort visivo.
Tecnologia Heli-ON e prestazioni energetiche
Il sistema Heli-ON introduce un’evoluzione significativa rispetto alle soluzioni tradizionali di fotovoltaico integrato. Le celle non sono distribuite sulla superficie del vetro, ma inserite nella cornice della vetrocamera isolante, mantenendo intatta la trasmissione della luce naturale e garantendo al contempo isolamento termico e acustico.
Le prestazioni risultano rilevanti: la tecnologia consente una produzione fino a 75 W/m², mentre simulazioni condotte con Eurac Research indicano potenzialità fino a 1289 kWh per metro quadro all’anno in contesti ad alta irradiazione come Milano. Questi valori collocano l’edificio nel perimetro degli standard nZEB e dei Positive Energy Building, in cui il bilancio energetico annuale risulta nullo o positivo.
Il progetto integra inoltre sistemi avanzati come moduli fotovoltaico-termici ibridi e la tecnologia geotermica GeothermSkin, sviluppata dal Politecnico di Torino, che sfrutta l’attivazione termica delle strutture edilizie per migliorare l’efficienza complessiva.
Un hub urbano tra mobilità ed economia circolare
Oltre alla dimensione tecnologica, l’edificio si configura come hub multifunzionale dedicato alla mobilità sostenibile. Al suo interno ospiterà un bar, spazi di co-working e servizi per pendolari, con particolare attenzione alla ricarica di veicoli elettrici e alla sosta prolungata.
Secondo Università di Trento, coinvolta nel progetto, la struttura rappresenta un cambio di paradigma: non solo autosufficiente, ma in grado di trasferire energia agli edifici circostanti, favorendo modelli di comunità energetiche locali.
La sostenibilità si estende anche al ciclo di vita dell’edificio, progettato per essere completamente smontabile e riciclabile. Un approccio coerente con i principi dell’economia circolare, che mira a ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di utilizzo.
Il monitoraggio continuo delle prestazioni, attraverso sensori che rilevano parametri come CO₂, umidità e temperatura, consente inoltre di validare i dati progettuali e ottimizzare la gestione energetica in tempo reale.
Con questa realizzazione, Glass to Power vuole dimostrare come architettura, innovazione e sostenibilità possano convergere in un unico spazio. Il bar sostenibile di Trento diventa così un laboratorio urbano replicabile, capace di coniugare funzionalità, estetica e produzione energetica in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione.
In copertina: immagine Glass to Power
