La prima ministra giapponese Sanae Takaichi non ha suonato la batteria insieme a Giorgia Meloni, come invece ha fatto qualche giorno fa con il presidente sudcoreano Lee Jae-myung. In compenso, l’incontro fra le due premier è stato celebrato con un selfie in versione manga, prontamente postato da Meloni sui suoi social e accompagnato dalla frase: “Due nazioni lontane, ma sempre più vicine”.

Non c’è dubbio che la visita in Giappone della presidente del Consiglio italiana, tra il 15 e il 17 gennaio, si stia svolgendo sotto il segno dell’amicizia e delle evidenti affinità elettive fra le due leader: entrambe prime donne alla guida dei rispettivi paesi e uniche rappresentanti femminili nel G7, entrambe appartenenti alla destra conservatrice, entrambe nazionaliste. Entrambe, infine, alle prese con un problema dalle enormi ripercussioni sociali ed economiche: la questione demografica. Giappone e Italia (se si escludono piccolissimi stati come il Principato di Monaco o Andorra) sono infatti il primo e il secondo paese più “vecchi” del mondo, e questo trend comporta una serie di difficili sfide sui temi della produttività, del welfare, delle politiche sanitarie, della stabilità sociale.

Volenti o nolenti, Italia e Giappone si trovano dunque a fare da avanguardia in materia di longevità e invecchiamento della popolazione, e Meloni e Takaichi si sono ripromesse di collaborare sulla questione. Ma l’incontro, avvenuto in occasione del 160° anniversario dei rapporti bilaterali fra le due nazioni, ha messo sul tavolo anche altri importanti temi economici e di politica internazionale, come la resilienza delle catene di fornitura, la sicurezza energetica, la cooperazione nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie avanzate.

Il patto Meloni-Takaichi su materie prime critiche e gas

La visita di Giorgia Meloni, prima leader europea a incontrare la neo-eletta Takaichi, arriva in un momento particolarmente delicato per il Giappone, in vista di nuove elezioni anticipate appena annunciate dalla stessa premier. Nel pieno di una crisi dei rapporti con la Cina, aggravati dalle recenti dichiarazioni interventiste di Takaichi sulla questione Taiwan, il Sol Levante ha ora quanto mai bisogno di garantire sicurezza alle sue catene di fornitura e il rafforzamento della cooperazione con l’Italia arriva a proposito.

Nel documento congiunto rilasciato il 16 gennaio dopo l’incontro, le due premier parlano di una ridefinizione del Piano d’azione bilaterale 2024-2027, promosso a “Special Strategic Partnership”. Nell’ambito di questa partnership, Italia e Giappone – si legge – si impegnano a “sostenersi reciprocamente e a rafforzare le proprie catene di approvvigionamento, anche attraverso i propri sistemi industriali, e a migliorare la cooperazione per quanto riguarda le materie prime critiche”.

Le materie prime a cui si fa riferimento non sono specificate, ma le terre rare presumibilmente sono tra queste. E l’Italia potrebbe avere in questo caso un maggior interesse in una collaborazione, visto che Tokyo ha da poco avviato i primi test al mondo per estrarre terre rare dai fondali marini, a 6000 metri di profondità a largo dell’isola di Minamitori.

Fra le materie prime critiche c’è poi sicuramente il gas, a cui si accenna esplicitamente nel capitolo “sicurezza energetica”. In questo caso sarebbe il Giappone, che attualmente dipende da Australia, Malaysia e Stati Uniti per le importazioni di GNL, ad aver bisogno del sostegno italiano per far fronte ad eventuali chiari di luna trumpiani. Secondo il Sole 24ore, i due paesi sarebbero pronti a consolidare un accordo strategico sul gas, che vedrebbe come protagonista ENI, a cui le istituzioni giapponesi darebbero supporto finanziario per lo sviluppo di un progetto in Mozambico.

Hi-tech, space economy e industria

Dalle materie prime, Meloni e Takaichi sono poi passate a discutere di industria e ricerca tecnologica. Anche qui, l'intenzione espressa è quella di “promuovere ulteriormente la cooperazione in settori avanzati come la robotica basata sull'intelligenza artificiale, i semiconduttori e la biofabbricazione”. Ma anche di rafforzare le partnership industriali già esistenti e gli investimenti in settori come i trasporti, le infrastrutture, la farmaceutica, l’energia e lo spazio, settore per il quale già esiste una consolidata collaborazione fra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA).

Proprio per incoraggiare gli investimenti reciproci, sabato 17 la premier Meloni incontra i CEO di alcuni fra i più importanti colossi industriali giapponesi, come Sony, Mitsubishi, Honda, Panasonic e Toyota. Mentre solo pochi giorni fa, quasi in sordina, l’italiana Comer Industries, leader mondiale nella meccatronica avanzata per la trasmissione di potenza, ha finalizzato l’acquisizione della divisione idraulica della giapponese Nabtesco, chiudendo una delle rare operazione di espansione italiana in Asia.

Dopo la visita in Giappone, Giorgia Meloni si sposterà lunedì in Corea del Sud per incontrare – anche in questo caso prima leader europea – il presidente Lee Jae-myung. Da Tokyo a Seoul, la strategia sembra dunque quella di rafforzare i rapporti con le due potenze più avanzate dell’Asia orientale, entrambe alleate degli Stati Uniti. La Cina, questo è certo, osserva e prende nota.


In copertina: Tokyo, 16-1-2026, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con la premier giapponese Sanae Takaichi (foto ufficiale dal sito della Presidenza del Consiglio)