da Vicenza - Nel 2024 il Veneto ha prodotto meno della metà dell'elettricità richiesta dal proprio sistema economico, con un deficit superiore a 15,7 TWh, in una delle regioni a più alta domanda industriale d'Italia. È in questo scarto, tra fabbisogno energetico e produzione locale, che si inserisce SSEC – Storage & Solar Expo Conference, la nuova manifestazione che il 22 e 23 settembre 2026 porta al Quartiere Fieristico di Vicenza la filiera italiana del fotovoltaico e dell'accumulo energetico.
Organizzato da IEG – Italian Exhibition Group in collaborazione con Meneghini&Associati e con il supporto di Italia Solare, l'evento nasce come costola verticale di KEY – The Energy Transition Expo, ereditandone rete internazionale e credibilità di settore. Il format lega tre elementi (area espositiva, conferenze tecniche, networking) attorno a sei appuntamenti curati dai principali stakeholder della filiera, per rispondere a una domanda che oggi orienta l'intero comparto: come trasformare la transizione energetica in leva di competitività industriale, non solo in capacità installata.
“IEG – Italian Exhibition Group è leader nell’organizzazione di eventi presidiando al contempo alcune filiere strategiche per il Made in Italy, compresa quella sulla transizione energetica”, dichiara Marco Carniello, Chief Business Officer di IEG – Italian Exhibition Group. “Per essere leader in Europa in questo ambito era naturale e strategico declinare un evento, in continuità con KEY – The Energy Transition Expo, su Vicenza. Non è un caso essere qui con SSEC – Storage & Solar Expo Conference a fine settembre 2026. Infatti, poche settimane fa abbiamo inaugurato a Vicenza Expo Centre il nuovo padiglione che ha visto un investimento da parte del Gruppo di 60 milioni di euro. Non solo questo, però. Vicenza è infatti, con il Veneto, la zona più densamente industriale e manifatturiera d’Italia e quindi era necessario portare qui una manifestazione che potesse supportare il territorio nel processo di accelerazione verso l’autonomia energetica. Sappiamo quanto i costi energetici incidano sulle aziende, quindi SSEC è a Vicenza per supportare il Veneto e le imprese del Nord-Est nell’essere più competitive, nell’avere più autonomia energetica e maggiore velocità nella propria crescita.”
Per la prima volta in Italia, quindi, grande focus sulle BESS. Su questo fronte il Veneto si colloca tra le prime regioni per accumuli associati al fotovoltaico: è secondo in Italia per numero di nuove installazioni, con 6.698 sistemi, e quarto per nuova capacità, con 97 MWh.
La scelta di Vicenza si inserisce anche nel percorso di crescita delle rinnovabili che interessa l'intero Veneto. Alla regione è assegnato un obiettivo di 5.828 MW di potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili al 2030. Nel 2026 la regione ha inoltre portato avanti il Piano di individuazione delle zone di accelerazione terrestri (PIZAT), adottato dalla Giunta il 28 luglio e orientato prioritariamente verso superfici artificiali e edificate, aree industriali, infrastrutture, parcheggi e altri siti artificializzati. Parallelamente è stato approvato dalla Giunta un disegno di legge per l'individuazione di ulteriori aree idonee alle FER, trasmesso al Consiglio regionale per l'iter legislativo.
Presente alla Fiera il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, che si dice “felice che IEG abbia portato una manifestazione quale SSEC – Storage & Solar Expo Conference nella sua giusta casa. Le energie rinnovabili non sono soltanto necessarie per la transizione ambientale ed energetica, ma sono una necessità per il nostro paese, uno dei paesi in cui l’energia costa di più e che non dispone di materie prime. Quindi, la transizione energetica rappresenta una straordinaria opportunità e l’investimento in pannelli solari e sistemi di accumulo è una delle leve più forti che abbiamo per accompagnare il sistema produttivo. E proprio per questo è importante avere a Vicenza, una città dalla forte vocazione produttiva, una fiera come SSEC”.
Il focus agrivoltaico di Legambiente
Ad aprire la giornata del 22 settembre, dopo la sessione inaugurale SolarBuilding, è l'approfondimento curato da Legambiente e dedicato all'agrivoltaico, con il titolo esplicito Come generare energia e reddito dallo stesso terreno. Il confronto, partecipatissimo, si è articolato in due parti: la prima ha analizzato lo stato dell'arte dell'agrivoltaico in Italia attraverso i dati più recenti e le prospettive di crescita del settore; la seconda entra nel merito degli aspetti normativi, finanziari e progettuali, mettendo attorno allo stesso tavolo imprese agricole, sviluppatori e operatori tecnologici.
L'obiettivo dichiarato dagli organizzatori è mostrare come l'agrivoltaico non sia solo un'innovazione tecnica di integrazione tra pannelli e coltivazioni, ma una concreta leva di sviluppo economico per il settore primario: un tema che tocca direttamente la capacità dei territori agricoli di diventare anche produttori di energia senza sottrarre superficie al cibo.
Il simposio di Italia Solare
Ad aprire l'intero programma della due giorni è invece SolarBuilding, l'appuntamento curato da Italia Solare e dedicato al ruolo del fotovoltaico e dell'autoconsumo nella riqualificazione energetica degli edifici, tra strumenti di sostegno agli investimenti, evoluzione normativa e nuove soluzioni per integrare produzione, accumulo e consumi domestici. Presenti varie aziende leader di settore, come la Energy di Davide Tinazzi.
“Il fotovoltaico sta entrando in una fase nuova”, ha dichiarato Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare. “Non si tratta più soltanto di installare nuovi impianti, ma di capire come integrare produzione, accumulo e consumi in un sistema elettrico che sta cambiando rapidamente e dovrà essere sempre più flessibile. Per le imprese questo significa ripensare il modo in cui acquistano, producono e gestiscono l'energia, trasformandola da semplice voce di costo a elemento della propria strategia industriale.” Una lettura che inquadra bene lo spirito dell'intera manifestazione: SSEC nasce, nelle parole dello stesso Viscontini, per mettere nello stesso luogo “tecnologie, operatori e competenze diverse della filiera”, nella convinzione che sia esattamente questo il confronto di cui oggi il mercato ha bisogno.
La seconda giornata, il 23 settembre, sposta il baricentro sui sistemi di accumulo e sulla flessibilità di rete, con gli approfondimenti di ANIE Rinnovabili su MACSE, Capacity Market e revisione del Codice di Rete, e di AGICI con la presentazione dello Studio Rinnovabili 2026. Un programma che, nel complesso, prova a rispondere a una domanda più ampia di quella meramente tecnica: se l'energia rinnovabile sia già, oggi, un fattore di competitività per le imprese venete, o se resti ancora, in larga parte, un problema da risolvere.
In copertina: foto di SSEC
