Da lunedì 9 marzo i residenti di Milano possono smaltire le capsule monodose per caffè in alluminio nel cosiddetto “sacco giallo”, dove sono raccolti la plastica e i metalli. L’iniziativa, presentata a Palazzo Marino e nata dalla collaborazione tra il comune di Milano, AMSA, A2A Ambiente, il Consorzio nazionale imballaggi alluminio (CIAL) e Nespresso, faciliterà la raccolta differenziata a cittadinanza, bar, ristoranti e uffici di Milano, garantendo la separazione dell’alluminio dai residui di caffè prima dell’avvio al riciclo.
Previsto il 10% della raccolta in più nel milanese
Anticipando il provvedimento del regolamento europeo Packaging and Packaging Waste che classifica le capsule usa e getta come rifiuto d’imballaggio a partire dal 12 agosto, Milano diventa la prima grande città italiana a offrire un servizio di raccolta differenziata per le capsule in alluminio.
“Poter buttare le capsule di alluminio nel sacco giallo, anche se contengono residui di caffè, è un passo avanti che semplifica la gestione dei rifiuti domestici e ci permetterà di migliorare la raccolta differenziata e di riciclare una grande quantità di alluminio che fino a oggi andava disperso", ha dichiarato l'assessora comunale all'ambiente e verde Elena Grandi.
Secondo le stime di CIAL, si prevede una crescita della raccolta di alluminio del 10% rispetto a un sistema che nell’area metropolitana di Milano intercetta già circa 1.200 tonnellate all’anno, in prevalenza lattine e scatolette. “Per il settore dell’alluminio questa iniziativa equivale a un aumento delle quantità di materiale recuperato, fondamentale per il fabbisogno del paese dato che in Italia non esistono miniere di bauxite per la produzione di alluminio vergine”, ha spiegato Francesco Guida, responsabile raccolta e gestione materiali di CIAL.
Per sensibilizzare i milanesi a conferire correttamente le capsule nella raccolta domestica, CIAL e AMSA, che si occupa dei servizi di raccolta rifiuti e igiene ambientale nel comune di Milano, hanno lanciato una campagna informativa istituzionale che sarà diffusa per le strade e sulle pagine social delle società.
L’impianto innovativo di Muggiano
L’alluminio può essere riciclato infinite volte mantenendo invariate le sue caratteristiche. Tuttavia, quando impiegato in prodotti di consumo di piccole dimensioni, richiede impianti di selezione altamente tecnologici, come quello di Muggiano, alle porte di Milano, gestito da A2A Ambiente. Potenziato a fine 2024 con l’Eddy Current Separator, un separatore a correnti parassite che sfrutta il magnetismo, l’impianto separa l’alluminio di piccole dimensioni (come quello delle capsule di caffè, tappi, blister e altri componenti metallici) dal resto del flusso di rifiuti.
“Per ripulire l’alluminio dai residui di caffè applichiamo un processo di pirolisi alimentato da gas di sintesi derivato proprio dalla medesima frazione organica”, ha spiegato Giovanni Faedda, responsabile dell’impianto di Muggiano per A2A Ambiente.
Ma l’impianto di Muggiano non è l’unico né il primo a riuscire a dare nuova vita agli imballaggi in alluminio piccolo e leggero. Nel 2017, circa 150 comuni delle province di Lecco, Como, Monza e Brianza, Milano e Lodi aderirono al primo sistema collettivo di riciclo delle capsule in alluminio. In cinque anni l’impianto di Verderio, in provincia di Lecco, è stato in grado di riciclare circa 7 tonnellate di capsule e di recuperare in totale oltre 280 tonnellate di alluminio.
Dal 12 agosto, gli stati membri saranno tenuti a classificare le capsule come rifiuti di imballaggio, con l’obbligo di contribuire al raggiungimento degli obiettivi comunitari di riduzione e riciclo, esattamente come avviene per le altre tipologie di rifiuti post consumo. Tuttavia, senza il potenziamento di impianti come quello condotto a Muggiano, ci vorrà del tempo prima che alla raccolta di circa 2,8 miliardi di rifiuti da capsule prodotti annualmente consegua una totale separazione dei materiali e, dunque, a un vero riciclo dell’alluminio.
Tra i promotori dell’iniziativa figura anche Nespresso, multinazionale svizzera leader nel mercato del caffè, che lavora da oltre quindici anni nella gestione di sistemi dedicati per riciclo delle capsule in alluminio. Dal 2011 l’iniziativa Da Chicco a Chicco e il servizio di raccolta a domicilio hanno recuperato oltre 3.500 tonnellate di capsule nel comune di Milano, e 6.000 in Lombardia. Nespresso ha anche investito nelle cialde per caffè compostabili, considerati da alcuni life cycle assessment più sostenibili di altri materiali. Ma secondo Monica Pellegrini, direttrice operativa di Nespresso Italia, le caratteristiche dell’alluminio nel preservare a lungo la qualità del caffè rimangono ineguagliabili. Motivo per cui, secondo Nespresso, i consumatori continuano a preferire le capsule alle cialde compostabili.
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In copertina: foto di Jisu Han, Unsplash
