L’estate è appena iniziata, ma il caldo è cominciato già molto prima. A maggio l’Europa ha subìto un’intensa ondata di calore, e in questa quarta settimana di giugno ne è cominciata un’altra, ancora più impattante e prolungata. Le previsioni del meteo per il weekend del 27 e 28 giugno indicano infatti temperature estreme soprattutto in Europa occidentale. Il termometro toccherà i 40°C in molte aree della Spagna e della Francia, ma il caldo intenso ha raggiunto anche il Nord Europa, con punte di 38° nel Sud del Regno Unito. L’ondata di caldo che sta colpendo il continente non è più una novità, dato che ogni anno questi fenomeni diventano sempre più intensi e frequenti a causa dei cambiamenti climatici.
Ma secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’ondata di caldo che questa settimana sta attraversando l’Europa non è soltanto un fenomeno meteorologico, bensì “un'emergenza sanitaria”. Il caldo record ha infatti conseguenze molto serie per la salute umana, perché può aggravare patologie preesistenti e aumentare il rischio di incidenti e di trasmissione di alcune malattie infettive. Lo evidenzia bene il preoccupante bilancio delle vittime delle ondate di calore dell’estate 2025. Per non parlare delle conseguenze economiche del caldo, spesso complesse da quantificare. Siamo solo a giugno, ma anche l’estate 2026 si prospetta particolarmente afosa.
Dove fa più caldo: la Francia
A causa delle temperature estreme, il governo francese ha dichiarato l’allerta rossa, il livello di emergenza più alto, in 49 dipartimenti su 96. Il caldo estremo è il principale sospettato per la morte di due sorelline di 2 e 4 anni, decedute il 22 giugno, a causa di un arresto cardiaco a Carpentras, nel Sud-Est del paese. Le bambine si trovavano nell’auto di famiglia, mentre la madre era andata a fare la spesa.
Sono poi 40 le persone morte in Francia per annegamento dal 18 giugno, secondo quanto riportato dal primo ministro francese Sébastien Lecornu. La ministra dello sport francese Marina Ferrari ha invitato cittadini e cittadine a “rispettare le regole di sicurezza”: i morti, soprattutto persone molto giovani, sono infatti annegati mentre cercavano di rinfrescarsi facendo il bagno in zone non sorvegliate.
Il 21 giugno, le autorità hanno poi vietato il consumo di alcol durante il festival annuale della Fête de la Musique (Giornata della musica) di Parigi a causa delle temperature elevate. Emmanuel Grégoire, sindaco della capitale, ha inoltre annunciato che da mercoledì 24 è possibile fare il bagno nel Canal Saint-Martin e che parchi e giardini cittadini resteranno aperti 24 ore su 24 per consentire alla popolazione di trovare sollievo dall’afa. La Francia ha chiuso più di 1.300 scuole, modificato gli orari di oltre 4.000 istituti e rinviato alcuni esami orali per evitare di tenere studenti e docenti in aule surriscaldate.
Il caldo anomalo in Regno Unito e Germania
Anche nel Regno Unito le temperature sono molto più alte della media, proprio mentre nella capitale si sta tenendo un summit sul clima, la London Climate Action Week. Presentando un evento, martedì 23 giugno, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha parlato di due gravi crisi interconnesse.
“Una crisi climatica ci sta spingendo sempre più verso temperature più elevate e ci avvicina a punti di non ritorno catastrofici, mentre una crisi energetica sta mettendo a nudo la follia di un mondo dipendente dagli idrocarburi”, ha dichiarato Guterres. “A prima vista, queste crisi possono sembrare separate, ma condividono la stessa origine distruttiva: i combustibili fossili.” Per rimarcare l’urgenza del problema, il segretario ha aggiunto che “Londra non sta solo lanciando un appello. Sta andando a fuoco” (London isn’t just calling. It’s cooking).
Un altro stato particolarmente colpito dalle temperature estreme è la Germania, dove si prevede, per venerdì 26, che sia battuto il record di caldo finora registrato per il mese di giugno. Il precedente risaliva al 30 giugno 2019, quando a Bernburg, nel Land della Sassonia-Anhalt, furono registrati 39,6 gradi. Il caldo sta colpendo soprattutto l’Ovest e il Sud-Ovest del paese, dove aumenta anche il rischio di incendi boschivi.
L’ondata di caldo in Italia
Secondo un’indagine pubblicata il 18 giugno 2026 da Greenpeace Italia, la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32°C (soglia oltre la quale l’organismo umano entra in condizioni di forte stress da calore mettendo a rischio la salute), è passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025. Questo studio, che riguarda solo l’Italia, evidenzia la gravità delle conseguenze del caldo estremo, che sono particolarmente sentite da chi abita in città a causa del fenomeno delle isole di calore.
Anche se la penisola italiana è per ora meno colpita dall’ondata di calore rispetto alla Francia, la situazione è critica nelle aree urbane. Sono ben 15 le città da bollino rosso: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo e Latina. Una strategia possibile per contrastare il caldo in città sono i rifugi climatici, che dallo scorso anno si sono diffusi anche in Italia, per offrire refrigerio ai cittadini, con iniziative municipali o private.
Le conseguenze del caldo estremo
Aumentano in tutta Europa anche le notti tropicali, che si verificano quando la temperatura minima non scende mai sotto i 20°C nell’arco di 24 ore. Un fenomeno comune in altre parti del mondo, ma raro in Europa, dove tuttavia negli ultimi anni si ripete sempre più spesso, soprattutto durante le ondate di calore.
“La nostra regione sta vivendo il riscaldamento più rapido al mondo”, commenta Hans Kluge, direttore regionale dell'OMS per l'Europa. L'aumento delle temperature nell'Europa occidentale, aggiunge, sta “già mettendo a rischio vite umane” ed “esercitando pressione sui sistemi sanitari di tutta la regione”. A causa del caldo inusuale nelle notti tropicali, il corpo mette sotto pressione più a lungo il sistema cardiovascolare. L’organismo quindi non riesce a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno, compromettendo la qualità del sonno a causa dei continui risvegli.
Il responsabile di quest’ondata di calore non è El Niño
Questa ondata di calore è la seconda in soli due mesi in Europa, e si è formata a causa di un heat dome, che intrappola l’aria calda su una regione per un periodo prolungato. I centri meteorologici più importanti al mondo si aspettavano eventi climatici estremi nell’estate 2026, ma per una regione leggermente diversa. Ad aprile, alcuni scienziati avevano infatti ipotizzato la formazione di un intenso episodio di caldo a causa del fenomeno meteorologico El Niño. Le probabilità erano realistiche, ma per ora l’ipotesi non si è verificata.
Il caldo estremo di questa settimana è invece dovuto a un altro fattore: l’interazione tra due aree di diversa pressione atmosferica nella stessa zona. Un’area di depressione atlantica ruota infatti in senso antiorario, portando masse d’aria calda della zona sub-sahariana verso l’Europa. L’altra area, spesso definita anticiclone africano, ruota invece in senso orario, amplificando gli effetti della prima, perché impedisce all’aria calda di disperdersi verso l’alto. Ne risulta una bolla di calore che diminuisce la ventilazione e innalza le temperature, già mediamente più alte a causa del riscaldamento globale, che rende il fenomeno più intenso.
In copertina: foto di Matteo Nardone, Agenzia IPA
