Il Global Reporting Initiative (GRI) sta intraprendendo un importante percorso di innovazione. L'inclusione di nuovi standard su specifici temi ESG, precedentemente non trattati dai GRI, è una parte fondamentale di questo processo.
I diversi tipi di inquinamento sono al centro della pubblicazione delle ultime bozze di standard: dopo aver esaminato la bozza del nuovo standard sull'inquinamento atmosferico, questo articolo si concentra sul tema dell'inquinamento del suolo.
L'inquinamento del suolo è spesso sottovalutato, poiché altri temi, come il cambiamento climatico, la qualità dell'aria, il consumo di acqua, eccetera, sono maggiormente discussi nel dibattito pubblico. Tuttavia, si tratta di un tipo di inquinamento ambientale che può avere un impatto serio sulla salute delle persone e che è causato da numerose attività umane, come la gestione dei rifiuti, la conservazione e il consumo di sostanze chimiche, l'agricoltura e l'allevamento, la costruzione e le infrastrutture, e non solo.
Ma che cos'è l'inquinamento del suolo? È la presenza di una sostanza chimica o materiale nel suolo la cui natura, posizione o quantità può danneggiare la salute umana e causare impatti ambientali negativi. Gli inquinanti del suolo possono essere organici, come plastica e pesticidi, o inorganici, come metalli pesanti e fosfati.
Gli impatti negativi dell'inquinamento del suolo comprendono la riduzione della fertilità, la perturbazione delle comunità microbiche e la degradazione a lungo termine, tutti fattori che influenzano la produttività agricola e i servizi ecosistemici. Gli impatti negativi dell'inquinamento del suolo sulle persone includono rischi per la sicurezza alimentare, la ridotta disponibilità di terreni agricoli produttivi ed effetti a lungo termine sulla salute causati dai contaminanti del suolo e dalla catena alimentare.
Anche per l’inquinamento del suolo, il GRI ha pubblicato un draft sottoposto a revisione pubblica. La struttura di questa bozza ricalca quella già vista per l’inquinamento atmosferico, pur con alcune differenze interessanti.
Lo schema che viene riproposto è quello della triade “politiche-azioni-obiettivi”. Viene dunque chiesto di illustrare le modalità di gestione della tematica, con un occhio anche alla catena del valore. In quest’ultimo caso, la richiesta è di indicare i nodi della catena del valore in cui possono avvenire episodi di inquinamento del suolo significativi, al fine di individuare le azioni di intervento per limitare questi fenomeni (rafforzamento del rapporto coi fornitori se hanno sede nella catena del valore, miglioramento dei prodotti e servizi se avvengono nella catena di distribuzione).
La bozza suggerisce anche quali possono essere i possibili obiettivi che un’azienda può fissare relativamente a questo tema, confermando l’utilità degli standard nel guidare gli approcci strategici e le fasi di monitoraggio. Tali obiettivi possono essere, per esempio: la riduzione percentuale degli input sintetici e non sintetici in un periodo definito (rilevante nel caso di uso di pesticidi e fertilizzanti chimici); lo sviluppo di alternative più sicure, come la sostituzione di specifiche sostanze chimiche nel caso di prodotti il cui utilizzo, nella fase di distribuzione e uso, può provocare inquinamento del suolo; la riduzione dell'uso di plastica nelle attività agricole; l'eliminazione del conferimento in discarica dei rifiuti entro un anno prefissato; la formazione sull'ottimizzazione dell'uso di pesticidi e fertilizzanti per tutti i lavoratori coinvolti nelle attività agricole.
Infine, la bozza indica di riportare il numero di incidenti legati a episodi di non compliance che hanno causato fenomeni di inquinamento del suolo, chiedendo inoltre di descrivere le conseguenti azioni di bonifica. Questo approccio pare migliore di quello indicato per gli inquinanti atmosferici, per i quali l’indicazione è di definire obiettivi di riduzione in termini di peso: sia per l’inquinamento dell’aria che per il suolo pare invece più significativo riportare il numero di casi di mancato rispetto delle prescrizioni autorizzative. Anche per questo draft, è aperta una consultazione pubblica che si chiuderà nel mese di giugno.
In copertina: immagine Envato
