Il diritto può fungere da strumento per arrestare il collasso ecologico? Può formare professionisti che difendono la vita, non solo nelle aule di tribunale, ma anche nelle comunità? Nel mezzo di una crisi climatica e di profonde disuguaglianze territoriali, l’America Latina sta sviluppando un modello alternativo: le cliniche di diritto ambientale.

Questo modello parte da una premessa forte: il diritto non può essere insegnato in modo astratto, confinato all’aula. Di fronte a sfide complesse come l’estrattivismo, le migrazioni forzate o l’inquinamento degli ecosistemi, abbiamo bisogno di professionisti in grado di ascoltare, comprendere e agire al fianco delle comunità colpite.

Le Cliniche di diritto ambientale sono spazi pedagogici in cui il diritto viene insegnato partendo dal basso: all’interno dei territori, al fianco degli attori locali, con un senso di etica pubblica e una missione trasformativa. Il loro obiettivo è formare avvocati impegnati a favore della sostenibilità, della giustizia climatica e dei diritti umani.

Casi che fanno la differenza

Il lavoro di queste cliniche non è teorico: hanno già prodotto risultati tangibili in diversi paesi. A La Libertad, in Perù, ad esempio, una perdita d’acqua su un terreno privato ha dato origine inaspettatamente a una zona umida artificiale. Pur non godendo di un riconoscimento formale, l’ecosistema attirava specie migratorie e in via di estinzione. Di fronte a un progetto immobiliare che mirava a distruggerlo, la Clinica di diritto ambientale della Pontificia università cattolica del Perù (PUCP) ha redatto una relazione fondamentale per la Procura ambientale. Il caso ha bloccato il progetto edilizio, ha sancito il principio di non regressione e ha affermato che la legge può proteggere la biodiversità, anche su proprietà private.

A Loreto, sempre in Perù, è stata presentata una memoria amicus curiae (un parere legale presentato da terzi in un procedimento giudiziario) in una causa storica riguardante il cambiamento climatico e i bambini indigeni. Redatto da studenti della PUCP e dell’Università McGill del Canada, il parere ha illustrato come la crisi climatica minacci diritti fondamentali quali la salute e un ambiente pulito. Il caso ha segnato una pietra miliare per la giustizia intergenerazionale e il riconoscimento giuridico degli impatti sproporzionati del cambiamento climatico sui bambini.

Nel 2023, la rete regionale delle cliniche ha presentato un rapporto alla Corte interamericana dei diritti umani nell’ambito del suo parere consultivo sull’emergenza climatica e i diritti umani. Il documento, redatto da studenti provenienti da diversi paesi, è stato esplicitamente citato nella decisione finale della Corte. La nota 1.033 faceva riferimento alla testimonianza degli studenti della Clinica di diritto ambientale “Berta Cáceres” del Messico riguardo agli impatti sulla salute mentale del collasso ecologico. Era un modo per dire: la legge si scrive anche a partire dall’esperienza vissuta, dall’angoscia e dalla speranza.

Una pedagogia per un pianeta in crisi

Ciò che distingue davvero queste cliniche è il loro impegno per l’“apprendimento attraverso la pratica”. Gli studenti redigono relazioni giuridiche, sostengono contenziosi strategici, scrivono memorie di amicus curiae, forniscono consulenza alle comunità e partecipano ai processi normativi. Tutto ciò avviene secondo un triplice approccio.

In primo luogo, formano giuristi con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla giustizia climatica. Non basta conoscere la legge: occorre comprenderne gli impatti e i limiti, integrare i diritti umani e impegnarsi nelle sfide odierne. In secondo luogo, riducono gli ostacoli alla giustizia ambientale sostenendo i processi locali, mettendo in luce i conflitti e trasformando la legge in uno strumento d’azione. E in terzo luogo, costruiscono alleanze con pubblici ministeri, giudici, comunità, governi e organizzazioni in tutto il Sud e il Nord del mondo. Perché i problemi ambientali non conoscono confini, e lo stesso deve valere per le soluzioni.

Verso una rete globale per la giustizia ambientale

Non si tratta di iniziative isolate. Sono le fondamenta di una rete in crescita che oggi comprende più di venti università in tutta l’America Latina e i Caraibi, unite sotto l’Alleanza delle cliniche di diritto ambientale. Fondata nel 2019, la rete condivide metodologie, coordina casi legali e sviluppa conoscenze localizzate. Dal 2022, ha anche avviato una collaborazione con EPIC-N (Educational Partnerships for Innovation in Communities), una rete globale che promuove la collaborazione strutturata tra università e comunità locali.

Sia il modello delle cliniche giuridiche che l’approccio EPIC condividono valori fondamentali: apprendimento esperienziale, pianificazione partecipativa e impegno per la trasformazione sociale.

Questa sinergia contribuisce a proiettare il modello latinoamericano in una vivace rete globale per la giustizia climatica. Perché oggi, più che mai, dobbiamo ampliare questi spazi, rafforzare le partnership e costruire ponti tra il locale e il globale.

Il diritto per il Ventunesimo secolo

In contrapposizione al modello tradizionale di un avvocato distaccato e tecnico, confinato alla lettera della legge, queste cliniche propongono un modo diverso di esercitare la professione: fondato sull’ascolto attivo, sul rispetto delle conoscenze locali e sull’impegno a favore dei più vulnerabili della società.

Non si tratta solo di formare avvocati, ma di costruire una cultura giuridica improntata al senso civico, pronta ad affrontare le sfide del Ventunesimo secolo. Una cultura capace di utilizzare il diritto non come una barriera, ma come un ponte. Non come una trincea, ma come uno strumento di cambiamento.

Ogni nuova clinica, ogni partnership creata, ogni studente formato attraverso questa metodologia ci avvicina a un futuro più giusto, inclusivo e sostenibile. Perché, quando praticato con uno scopo preciso, il diritto può essere uno degli strumenti più potenti per cambiare il mondo.

 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su latinoamerica21.com

 

In copertina: immagine Envato