Nelle aree interne italiane la transizione ecologica e sociale passa sempre più spesso dalle decisioni di giovani che rimettono in discussione le geografie consolidate del lavoro, dell’abitare e della partecipazione. È in questo contesto che si inserisce Percorsi Spericolati, il programma capace di trasformare l’innovazione sociale in leva concreta di rigenerazione territoriale. 

Promosso da Fondazione Pietro Pittini, in collaborazione con Meraki – desideri culturali e Magma srl impresa sociale, Percorsi Spericolati nasce nel 2021 per rispondere a una duplice sfida: sostenere il tessuto economico e sociale delle aree interne del Friuli-Venezia Giulia e del paese, e valorizzare il potenziale delle nuove generazioni, chiamate a diventare protagoniste delle trasformazioni culturali, ambientali e produttive dei territori. In questi anni, il Friuli-Venezia Giulia si è trasformato in un laboratorio diffuso di sperimentazione, dove formazione, progettazione e comunità si intrecciano. 

I numeri di Percorsi Spericolati dal 2021 a oggi 

In quattro anni di attività il progetto ha raccolto oltre 700 candidature, coinvolgendo più di 100 giovani, collaborazioni attivate con enti pubblici e imprese locali e, soprattutto, decine di ragazzi e ragazze che hanno scelto di tornare a vivere, lavorare e investire nelle aree interne di tutta Italia. Un impatto che va oltre la dimensione formativa, traducendosi in nuove economie locali, comunità più resilienti e territori nuovamente abitati. 

Il contesto resta complesso ma in evoluzione. Secondo i dati ISTAT e l’aggiornamento della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), il 48% dei comuni italiani – pari a 13,6 milioni di residenti, il 22% della popolazione – rientra oggi in queste aree, spesso caratterizzate da fragilità demografiche e carenze di servizi. Tuttavia, negli ultimi anni emergono segnali di controtendenza: secondo UNCEM, infatti, cresce il numero di under 40 che scelgono di restare, rientrare o trasferirsi in montagna e nelle aree marginali. 

A trainare questo cambiamento è anche l’imprenditorialità giovanile e femminile, che nelle aree interne rappresenta circa il 30% delle nuove iniziative. Un segmento che, secondo i dati di Unioncamere, mostra una capacità superiore alla media nazionale di generare innovazione sociale e di mantenere vivo il presidio del territorio. 

Il programma intercetta energie, competenze e desideri di giovani che vogliono restare, tornare o semplicemente conoscere più a fondo le terre alte e le aree interne italiane, offrendo loro strumenti per trasformare visioni in progettualità radicate nei territori. 

Come funziona il percorso offerto

L’iniziativa è rivolta a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 30 anni e si fonda su un percorso che combina formazione, esplorazione territoriale e lavoro sul campo con le realtà locali. L’obiettivo è creare le condizioni affinché i giovani possano guidare processi di sviluppo sostenibile, contribuendo a trasformare le comunità in veri e propri ecosistemi generativi. 

La quinta edizione prenderà il via a fine febbraio 2026 con la presentazione del gruppo selezionato. Il programma proseguirà con incontri online introduttivi dedicati al contesto del Friuli-Venezia Giulia e con una settimana residenziale e fase immersiva in una località montana. Sono previsti workshop gratuiti su progettazione sociale e culturale, service design, fundraising, sistemi complessi, comunicazione, storytelling e community engagement. 

Inoltre, tra marzo e maggio 2026 i partecipanti saranno impegnati in una fase di lavoro progettuale da remoto, supportati da tutor ed esperti. Il percorso si concluderà con un evento pubblico durante il quale verranno presentati i progetti sviluppati. È possibile candidarsi tramite il form disponibile sul sito ufficiale dell’evento fino al 13 gennaio 2026.

 

In copertina: foto di Percorsi Spericolati