Naturalmente essendo uno dei principali strumenti di potere le carte erano accuratamente custodite, si rischiava la pena di morte a trafugare mappe che, oltre a essere preziose, spesso erano anche segreto di stato. Nel XXI secolo le mappe sono diventate completamente pubbliche e aperte, basti pensare a OpenStreetMap, che opera sullo stesso concetto di Wikipedia, con l’obiettivo di condividere un sapere cui tutti contribuiscono e che tutti riguarda.  I saperi sui sistemi collettivi devono procedere sulla stessa linea, e così tutte le buone pratiche dell’economia circolare dovrebbero essere open-source e condivise. C’è una forma perversa di spreco nel reinventare ciò che è già stato progettato, messo a punto e testato, dimostrando la propria efficacia. La condivisione di...