A marzo 2024 torna l’ora legale e gli italiani dovranno spostare le lancette dei propri orologi un’ora in avanti. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo, infatti, con il ritorno dell’ora legale si dormirà un’ora in meno. Ma è solo uno degli effetti di questo cambio d’orario. Il passaggio tra ora solare e ora legale (e viceversa) comporta conseguenze sulla salute, fisica e mentale, delle persone, ma anche economiche. Ad affermarlo è la Società italiana di medicina ambientale (SIMA) che assieme a Consumerismo No Profit ha avviato una raccolta firme per chiedere al Governo di rendere permanente l’ora legale e l’abolizione dell’ora solare. Una petizione firmata già da 336.000 persone.

Come spiega il presidente di SIMA Alessandro Miani, con il cambio dell’ora “si altera la ritmicità circadiana, ossia l’orologio biologico del nostro organismo che, in assenza di segnali provenienti dall’ambiente esterno, completa il proprio ciclo in circa 24 ore. Il mancato rispetto di questi ritmi naturali ha effetti sulla pressione arteriosa e la frequenza cardiaca: diversi studi hanno attestato una correlazione tra cambio di orario e patologie cardiache, con l’Università di Stoccolma che ha riportato un'incidenza del +4% di attacchi cardiaci nella settimana successiva al passaggio al nuovo orario”.

Allo stesso modo, continua Miani, “si registrano problemi del sonno in una consistente fetta di popolazione, con conseguenze negative su concentrazione e umore e quindi su rendimento scolastico, efficienza sul lavoro, relazioni personali, ecc. Altri studi hanno poi certificato una correlazione tra il passaggio da ora legale a ora solare e l’incremento di incidentalità stradale e sul lavoro”.

Con l’ora legale più risparmio d’energia e meno emissioni

SIMA ha calcolato l’adozione dell’ora legale permanente tutto l’anno in Italia permetterebbe di consumare meno energia, per circa 720 milioni di kwh equivalenti. Questo si tradurrebbe, in base alle attuali tariffe sul mercato tutelato, in un risparmio in bolletta di circa 180 milioni di euro annui. Secondo Terna, dal 2004 al 2022 l’Italia ha risparmiato circa 2 miliardi di euro e 10,9 miliardi di kWh di elettricità grazie all’ora legale. Va aggiunto, inoltre, che anche l’ambiente avrebbe benefici: con l’ora legale tutto l’anno, infatti, in Italia le emissioni climalteranti di CO₂ diminuirebbero di 200.000 tonnellate, pari cioè alla CO₂ assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi.

Anche per questo motivo, SIMA chiede “al Governo Meloni di impegnarsi per arrivare in Italia all’abbandono definitivo dell’ora solare adottando l’orario legale tutto l’anno. Una possibilità prevista dall’Unione Europea che già nel 2019 ha approvato una Direttiva che pone fine al doppio cambio orario durante l’anno lasciando ampia discrezionalità agli Stati Membri, auspicando un coordinamento tra le varie nazioni per evitare ripercussioni sugli scambi commerciali e i movimenti transfrontalieri”.

 

Immagine: Sonja Langford, Unsplash

 

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