È arrivata una nuova generazione di poliesteri biodegradabili ad alte prestazioni, ottenuti da co-prodotti o scarti di zucchero, ricavati da barbabietola, patate, glicerolo, estratti di scarti di frutta e verdura. Pioniera di questa rivoluzione, è la Bio-on di Castel San Pietro Terme, che a metà strada tra Bologna e Imola, in Italia, ha aperto un nuovo stabilimento per un costo di 20 milioni di euro. Qui gli scarti provenienti da aziende agroalimentari, vengono trasformati in polimeri di poliestere completamente naturale. Il prodotto finale è costituito da poliidrossialcanoato (PHAs), materiale versatile utilizzabile in svariati settori, dalla cosmesi all’ingegneria biomedica.  Ma come si ottengono i PHAs? Sono ricavati da “batteri amici dell’uomo da milioni di an...