A Shanghai, l’amministrazione cittadina si fa notare per l’impegno nel riciclo dei rifiuti elettronici, grande piaga per la Cina del boom digitale: le potenzialità dell’urban mining sono incoraggiate da un piano di raccolta che integra piattaforme online di iniziativa privata, come Alahb, con una logistica porta-a-porta, per andare incontro alle esigenze di tutti. Stessa cosa che avviene anche per abiti e tessuti usati, recuperati tramite web o con tradizionali cassonetti e poi donati a progetti di solidarietà, rivenduti all’estero, ma soprattutto per l’85% riciclati e reimmessi nella catena produttiva.  Spostandosi a nord, a Qingdao, ex colonia tedesca e oggi capitale della birra cinese, lo stabilimento Semizentral Resource Recovery Centre raccoglie acque reflue e sca...