Materia Rinnovabile numero 23-24 / settembre-dicembre

Potenziare la riallocazione dei rifiuti con la blockchain

di Katie Pyzyk

Come le aziende attive nella gestione e riciclo dei rifiuti usano la tecnologia blockchain per potenziare l’efficienza operativa, la sicurezza e il tasso di riallocazione dei rifiuti.

 

Sentendo pronunciare la parola blockchain chi lavora nel settore tecnologico non batterà ciglio, ma anzi comincerà a intavolare una approfondita discussione sull’argomento. Mentre, parlare di blockchain con il lavoratore medio nella maggior parte delle industrie spesso provoca irritazione e confusione. Molte persone sono intimidite da questo concetto emergente, incluse quelle che lavorano nel settore della gestione e del riciclo dei rifiuti. Anche se alcuni business innovativi stanno trovando sistemi per incorporare questa tecnologia allo scopo di migliorare l’efficienza operativa e la sicurezza, agendo in contemporanea favorevolmente anche sui tassi di riallocazione dei rifiuti.

Nonostante la blockchain non sia ancora diventata mainstream, i suoi utilizzi stanno aumentando esponenzialmente. Una proiezione di International Data Corporation prevede che la spesa nei servizi blockchain aumenterà dell’80% del tasso di crescita aggregato annuale (Cagr) entro il 2021, e il numero di sviluppatori e consulenti nel settore crescerà di dieci volte in questo periodo. Si prevede che tutte le industrie globali adottino la blockchain a vari livelli entro i prossimi dieci anni, compresi i settori dello smaltimento e del riciclo dei rifiuti.

 

Come funziona la blockchain

La blockchain è un sistema decentralizzato di immagazzinamento di archivi digitali usato per le transazioni tra due parti, composto da archivi criptati chiamati “blocchi”. I blocchi vengono inviati a un network peer-to-peer costituito da molti computer invece che a un singolo punto di immagazzinamento e le persone, chiamate “minatori”, utilizzano algoritmi per verificare gli archivi. Una volta verificati i blocchi vengono combinati con altre transazioni in una lista che forma una catena digitale, da qui il nome blockchain. I blocchi criptati non possono essere alterati dopo essere stati verificati e se viene apportato qualsiasi cambiamento alla transazione originale è necessario aggiungere nuovi blocchi.

La crittografia, il network decentralizzato e i blocchi di informazioni non alterabili rendono la blockchain un metodo sicuro per l’immagazzinamento di informazioni, a tal punto che finora nessuna blockchain è stata violata. Questo la rende anche ideale per la creazione di criptovalute, una delle applicazioni più conosciute della tecnologia blockchain.

 

Continuano a emergere nuove applicazioni della blockchain, ma il motivo principale per la sua adozione è quello di creare un libro mastro delle transazioni tra due parti. “Siamo ancora alle prime fasi… [ma] oggi abbiamo un’idea molto più precisa, rispetto anche a un anno fa, di come probabilmente funzionerà”, afferma Paul Brody, capo dell’innovazione globale di Ernst & Young. “La blockchain è uno strumento incredibilmente potente per le attività di approvvigionamento […] e per gestire contratti sistematici con i fornitori.” Utilizzare questa tecnologia per l’approvvigionamento e la gestione dei beni materiali può far “risparmiare un sacco di soldi”, spiega Brody, e funziona bene anche per gestire transazioni fiscali e contratti commerciali.

Gli smart contracts rappresentano attualmente uno degli usi più comuni della blockchain, e i dettagli dell’accordo sono scritti nei metadati del contratto digitale. Quindi il contratto non può venire alterato una volta che è stato verificato, il che impedisce manomissioni e potenziali frodi. Gli smart contract si applicano a una serie di aree nelle industrie di gestione e riciclo dei rifiuti, come gli accordi di servizio dei trasportatori con le municipalità o quelli delle aziende che lavorano i materiali riciclabili con chi fornisce i materiali e con chi elabora il prodotto finale. Potrebbero dimostrarsi utili anche per l’acquisto di terreni, attrezzature e servizi di consulenza.

“Noi incorporiamo blockchain e smart contract in molte delle cose che facciamo”, afferma Shaun Frankson, co-fondatore e capo delle Strategie digitali di Plastic Bank, un network globale per il riciclo fatto di micro-mercati nei paesi in via di sviluppo basato su un’app. I partecipanti raccolgono oggetti in plastica riciclabile dalle abitazioni, attività commerciali e dall’ambiente e li consegnano a centri di recupero in cambio di criptovalute basate sulla blockchain. Un imprenditore locale supervisiona il programma di riciclo della comunità dal centro di recupero, e le plastiche vengono divise per tipo, colore e peso. Poi Plastic Bank vende i materiali recuperati direttamente alle aziende che elaborano il prodotto finale.

Numerosi studi compiuti negli ultimi cinque anni (come quelli condotti da Chartered Institution of Waste Management, istituzione qualificata per la gestione dei rifiuti e Waste Aid UK, o come lo studio Plastic waste inputs from land into the ocean) mostrano che i paesi in via di sviluppo sono responsabili della dispersione nell’ambiente della maggior parte dei rifiuti plastici, e precisamente negli oceani. Di fatto, Frankson evidenzia come: “Circa l’80% della plastica negli oceani arriva dai paesi in via di sviluppo, dove non esistono programmi per la gestione dei rifiuti”. Però spesso l’introduzione dei tradizionali programmi di riciclo non è attuabile nelle economie in via di sviluppo. Continua spiegando che: “Abbiamo dovuto rendere dignitosa l’attività di raccolta dei rifiuti […] facendo sì che la plastica diventi troppo preziosa per essere buttata nell’oceano […]. In proporzione, la plastica vale di più dell’acciaio, ma viene percepita solo come rifiuto. Quindi come facciamo a trasformare la plastica in moneta sonante?”.

Chi riceve i pagamenti in criptovaluta dalla Plastic Bank per la plastica raccolta può convertire i propri gettoni in denaro o usare le ricompense per articoli che non vanno pagati in denaro all’interno dell’ecosistema locale dei gettoni. I residenti possono scambiare la valuta con combustibile da cucina, minuti di ricarica dei cellulari mediante celle solari, materiale scolastico e persino tasse scolastiche. La blockchain aiuta Plastic Bank a mettere in atto condizioni chiare e verificabili riguardo a quando i gettoni possono essere riscattati. “Sia che vengano cambiati in denaro o scambiati con degli articoli, si tratta sempre di uno scambio verificato nella blockchain”, dice Frankson.

La blockchain non solo contribuisce alla verifica, ma aggiunge anche sicurezza. Che è un importante aspetto del business nei paesi in via di sviluppo in cui Plastic Bank opera – come Haiti, Indonesia, Brasile e Filippine – che hanno problemi di grande povertà e governi e sistemi finanziari che sono meno trasparenti e più corruttibili. In alcune comunità, per esempio, i residenti non sono ritenuti idonei all’apertura di un conto bancario, e accumulare importanti somme di denaro è pericoloso. Però le criptovalute che hanno alle spalle la blockchain permettono ai beneficiari di eseguire transazioni in maniera sicura mediante i gettoni.

“Quando pensiamo alla responsabilità sociale, come facciamo a mettere milioni di dollari in questi ecosistemi vulnerabili? Questa situazione, secondo noi, è quella in cui usare gettoni digitali basati sulla blockchain”, spiega Frankson. “Possiamo distribuire in sicurezza questi incentivi per il riciclo o incentivi per l’impatto sociale e garantire che il 100% degli importi sia distribuito come promesso.”

In alcuni paesi le plastiche differenziate di Plastic Bank vengono compresse in balle o sminuzzate e spedite altrove per l’elaborazione dei prodotti finali. In altri, le plastiche lavorate vengono trasformate localmente in nuovi prodotti e “spesso si creano prodotti a ciclo chiuso”, spiega Frankson. Plastic Bank prevede di riciclare 12 milioni di chilogrammi di plastica nei prossimi 12 mesi. “Questa è una soluzione mediante blockchain espandibile a livello globale ideata per risolvere un problema comune a molte persone”, afferma.

Anche Goodr, piattaforma di gestione sostenibile dei surplus alimentari, utilizza la blockchain per la verifica e la prova della fornitura di servizi. I dipendenti di Goodr raccolgono le eccedenze di cibo dai ristoranti e dalle attività commerciali, donando gli alimenti ancora commestibili ad associazioni benefiche invece di farli finire nelle discariche. Le attività commerciali alimentari utilizzano la app di Goodr per programmare le raccolte di cibo e per verificare che questo venga consegnato all’associazione benefica adeguata. L’app utilizza anche un’analisi dei dati per mostrare le tendenze nel tempo dei tipi e della quantità di cibo donata da ogni cliente.

Come altri programmi di gestione dei rifiuti, Goodr fa pagare ai clienti il costo della raccolta, ma distribuisce gratuitamente gli alimenti alle associazioni benefiche. La fondatrice e Ceo di Goodr, Jasmine Crowe, ha trovato la soluzione nella blockchain perché voleva una catena di custodia inattaccabile per verificare tutti i dettagli della raccolta e della distribuzione delle eccedenze di cibo. Specialmente perché altri programmi per la donazione di cibo non sono trasparenti e i partecipanti non ricevono conferma del fatto che la loro donazione serva realmente ad aiutare le persone bisognose.

“Credo che Goodr rappresenti un utilizzo molto chiaro della blockchain”, dice Crowe. “Ho avuto questa idea quando ho letto come la blockchain veniva utilizzata dagli operatori del settore dei mutui per verificare che qualcuno possedesse effettivamente la casa che voleva vendere e che l’acquirente avesse realmente il denaro necessario, creando continuità nella transazione.” 

In aggiunta alla verifica della consegna del cibo, Goodr si affida alla blockchain per autenticare le informazioni che il governo federale degli Stati Uniti richiede quando concede agevolazioni fiscali alle attività commerciali. I libri contabili nella blockchain non sono modificabili, quindi i clienti di Goodr non possono tornare indietro e “falsificare i numeri” riguardo alle loro donazioni, e questo rende le informazioni più attendibili per le autorità governative.

Sia Goodr sia Plastic Bank rappresentano esempi di come la blockchain possa contribuire all’aumento dei tassi di riallocazione e di riciclo dei rifiuti. Gli approcci utilizzati possono essere applicati su grande o piccola scala, per programmi di riallocazione sia a livello commerciale sia domestico. Goodr prevede di espandere in nuove zone il suo lavoro di raccolta delle eccedenze di cibo e anche la portata del suo business. Sta esplorando altre aree correlate che potrebbero beneficiare dell’efficienza e della sicurezza della blockchain, tra queste anche quella della conversione dei rifiuti alimentari in carburanti e mangimi per animali.

L’utilizzo di criptovalute della Plastic Bank altera i tradizionali valori di mercato dei beni per rendere il riciclo un’opzione più allettante rispetto all’abbandono della plastica nell’ambiente e all’utilizzo di materiali vergini per l’elaborazione dei prodotti. “Abbiamo trovato metodi creativi per ricompensare maggiormente i raccoglitori e per aiutare le comunità a comprendere il valore del riciclo”, dice Frankson.

La partnership di Plastic Bank con chi realizza i prodotti finali, resa sicura dalla blockchain, contribuisce allo sviluppo dell’economia circolare. La blockchain aiuterà l’economia circolare ad avere un maggiore impatto via via che i concetti diventeranno universalmente noti e che un maggior numero di produttori cercherà di creare partnership sicure e affidabili. Molti dei partner di Plastic Bank “si sono ora impegnati pubblicamente a utilizzare una certa percentuale di plastica riciclata entro il 2020 o il 2030. Ora devono trovare le catene di rifornimento”, operazione facilitata da Plastic Bank. “I responsabili di quelle catene di rifornimento hanno cominciato a mettersi in contatto, delineando metodi più etici nell’utilizzo della plastica. Ce n’è davvero molto bisogno, ogni anno di più”, conclude Frankson.  

 

 

Plastic Bank, www.plasticbank.org

J.R. Jambeck et al., Plastic waste inputs from land into the ocean, 2015; tinyurl.com/ydxtxbx6

Goodr, https://goodr.co

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