Materia Rinnovabile numero 22 / luglio-agosto

L’Ue vuol chiudere la partita con la plastica

di Francesco Petrucci

L’Unione europea sembra volere chiudere prima delle elezioni del 2019 la partita della lotta alla plastica monouso, un tema che non è solo ambientale ed economico, ma anche “politico”.

Forse è questa la ragione per cui la proposta di direttiva sulla plastica monouso presentata dalla Commissione europea il 28 maggio 2018 (vedi n. 21/2018 di MR) è già stata votata il 10 luglio dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo. La proposta legislativa, tra le altre cose, vieta il commercio di determinati prodotti di plastica (tra cui cotton-fioc, forchette, coltelli, cucchiai, bacchette, piatti, cannucce). Rispetto al testo della Commissione Ue, i parlamentari europei hanno votato il divieto entro il 2020 per le plastiche oxo-degradabili, nonché per le microplastiche contenute nei cosmetici, nei prodotti per l’igiene personale, detergenti e prodotti per la pulizia. Il voto del Parlamento europeo arriverà a ottobre e poi partiranno i negoziati col Consiglio dell’Ue con l’intenzione di chiudere l’accordo prima delle elezioni europee di maggio 2019.

Azioni incisive sulla plastica, anche tramite sostegni finanziari, sono state chieste anche dall’Ocse in un Rapporto diffuso il 24 maggio 2018. L’Unione europea (che comunque ricicla in media il 30% della plastica rispetto al 10% degli Usa) è conscia di quanto l’industria “circolare” abbia bisogno di sostegno ed è per questo che la Commissione europea ha approvato a fine maggio 2018 tre proposte di regolamento sulla finanza sostenibile con l’obiettivo di spingere gli investimenti privati nella direzione dell’economia circolare. 

Come accennato nello scorso numero, il 4 luglio 2018 sono entrate in vigore le nuove direttive Ue sui rifiuti che fanno parte del “pacchetto economia circolare” e che dovranno essere recepite dagli Stati membri entro il 5 luglio 2020. Non si è trovato invece l’accordo sull’allargamento delle regole della direttiva sull’ecodesign per includere altri prodotti oltre a quelli legati all’energia. Il Parlamento europeo in una risoluzione del 31 maggio 2018 ha chiesto che tra i prodotti obbligati ad avere un design ecocompatibile ci siano anche gli smartphone, attualmente tra i prodotti meno riciclabili e recuperabili.

In materia di classificazione dei rifiuti c’è una data importante per le imprese: dal 5 luglio 2018 si applica la nuova definizione della caratteristica di pericolo dei rifiuti “HP 14 Ecotossico” stabilita dal regolamento 2017/997/Ue.

Grosse novità anche sul fronte energia: dal 9 luglio 2018 è in vigore la direttiva 2018/844/Ue che aggiorna la direttiva sull’efficienza energetica in edilizia del 2010; lo scopo è arrivare alla decarbonizzazione del parco immobiliare europeo al 2050. Il 27 giugno 2018 è stato invece raggiunto l’accordo sulla nuova direttiva sulle energie rinnovabili con il target obbligatorio del 32% di energia rinnovabile al 2030, mentre il 20 giugno 2018 quello sulla proposta di direttiva sull’efficienza energetica che ne fissa il target al 32,5% al 2030. Ora manca solo il voto formale di Parlamento e Consiglio Ue.

Sulle emissioni di gas serra il quadro normativo si è arricchito col regolamento 2018/841/Ue sulle emissioni delle foreste e col regolamento 2018/842/Ue che disciplina le emissioni dei settori non coperti dalle regole dell’Emission Trading System (Ets) come edilizia, agricoltura e gestione rifiuti.

Sempre in materia di emissioni dal 29 luglio 2018 è in vigore il regolamento 2018/956/Ue sul monitoraggio e la trasmissione delle informazioni sulle emissioni di camion, tir e autobus.

Restando in tema di automotive è interessante la proposta di regolamento della Commissione del 17 maggio 2018 sul rinnovo dell’etichetta degli pneumatici diretta a migliorare le informazioni ai consumatori su consumi, sicurezza e rumore per spingerli a scelte ambientalmente consapevoli.

Nel frattempo il Consiglio Ue sta discutendo la proposta di direttiva volta a promuovere gli appalti pubblici di veicoli “puliti” migliorando le norme attualmente vigenti che sono del 2009 con lo scopo di introdurre obiettivi minimi di appalti pubblici di veicoli “green” al 2025 e al 2030.

Ancora novità sui sistemi di certificazione: dal 5 ottobre 2018 sarà operativa la guida della Commissione europea per la certificazione Emas di migliori pratiche ambientali per il settore agricolo.

Infine due segnalazioni sul Reach (il regolamento del 2006 relativo alla autorizzazione, registrazione e restrizione delle sostanze chimiche). La prima riguarda la proposta di vietare l’immissione sul mercato di articoli contenenti percentuali di “ftalati” superiore allo 0,1% in peso. La seconda riguarda le nuove tariffe a carico delle imprese per le domande di autorizzazione di sostanze chimiche approvate con regolamento 2018/895/Ue e in vigore dal 16 luglio 2018. 

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