Materia Rinnovabile numero 21 / maggio-giugno

In Europa l’economia circolare è legge

di Francesco Petrucci

L’economia circolare è diventa una realtà legislativa europea pronta a incidere significativamente sul mercato dei materiali. Il 22 maggio 2018 il Consiglio Ue ha approvato definitivamente il “pacchetto economia circolare” (già votato dal Parlamento Ue il 18 aprile 2018) con le proposte di direttiva su rifiuti, discariche, imballaggi, veicoli, pile e rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici. Le misure economiche previste dal pacchetto economia circolare premieranno le imprese più innovative che sapranno realizzare prodotti sostenibili, riparabili, riciclabili, a ridotto impatto ambientale. 

I provvedimenti (direttive 849/2018/Ue, 850/2018/Ue, 851/2018/Ue e 852/2018/Ue) sono stati pubblicati sulla Guue il 14 giugno 2018 e sono
in vigore dal 4 luglio 2018.

Nel frattempo la Commissione europea ha avviato la lotta alla plastica inquinante e non riciclabile. Come preannunciato a gennaio 2018 durante la presentazione della strategia europea sulla plastica, il 28 maggio 2018 è stata presentata dalla Commissione europea la proposta di direttiva sulla plastica monouso che avrà un impatto notevole sull’industria del settore. La direttiva mira a contenere l’impatto della plastica sull’ambiente, in particolare sul mare, agendo in varie direzioni: prevenzione, con misure idonee dirette a ridurre il consumo di alcune plastiche monouso; divieti di circolazione, con l’uscita dal mercato di determinati prodotti di plastica (tra cui cotton fioc, forchette, coltelli, cucchiai, bacchette, piatti, cannucce); requisiti di progettazione, promuovendo il design dei prodotti a ridotto impatto ambientale. Previsto infine l’obbligo di etichetta su alcuni prodotti per avvisare i consumatori sul loro impatto ambientale.

Una mano alla riduzione della plastica non riciclabile potrebbe darla il nuovo bilancio pluriennale dell’Unione europea 2021-2027. Tra le nuove risorse che lo finanzieranno, secondo la bozza presentata il 2 maggio 2018, ci sarà un contributo sulla plastica non riciclata che, secondo alcuni calcoli, potrebbe portare 2 miliardi di euro nelle casse dell’Unione e disincentivare la produzione di plastica non riciclabile.

Buone notizie per l’efficientamento in edilizia col via libera definitivo della proposta di modifica della direttiva 2010/31/Ue. Il voto del Parlamento europeo è arrivato il 17 aprile, quello del Consiglio Ue il 14 maggio 2018. Lo scopo delle nuove norme è una decisa decarbonizzazione degli immobili nella Ue al 2050.

Passi decisivi anche sulle emissioni di gas a effetto serra. L’8 aprile 2018 è entrata in vigore la revisione del sistema Ue per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (Emission Trading System): la direttiva 2018/410/Ue ha modificato la direttiva 2003/87/Ce rendendo più efficace il meccanismo, gli Stati membri hanno tempo fino al 9 ottobre 2019 per recepire le novità. Parallelamente è arrivata l’approvazione definitiva del regolamento che fissa obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra per i settori “non Ets” (agricoltura, trasporti, edilizia e rifiuti) dal 2021 al 2030. Il voto del Parlamento Ue è stato il 17 aprile, quello del Consiglio il 14 maggio 2018. Infine, voto finale il 14 maggio 2018 anche per la proposta di regolamento sulla contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura per contribuire alla riduzione delle emissioni. 

Sul fronte delle certificazioni europee, ancora novità sull’Ecolabel con la decisione 2018/680/Ue che approva i criteri ecologici per ottenere il marchio Ue Ecolablel per i servizi di pulizia di ambienti interni (è una novità assoluta), mentre la decisione 2018/666/Ue proroga al 31 dicembre 2022 i criteri ecologici già esistenti per ottenere il marchio Ecolabel per le vernici per interni ed esterni.

Continuano inoltre gli aggiornamenti della disciplina dettata dal regolamento Reach 1907/2006/Ce, normativa sull’autorizzazione e registrazione delle sostanze chimiche, fondamentale per tutte le aziende che lavorano con sostanze e miscele e che ha risvolti importanti anche per tanti settori produttivi, compreso il settore della plastica dato che sono molte le sostanze chimiche usate come additivi nelle materie plastiche.

Una prima novità riguarda il regolamento 2018/675/Ue che dal 1° dicembre 2018 aggiorna la classificazione Reach riferita alle sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione. Un secondo intervento sul regolamento Reach ad opera del regolamento 2018/589/Ue ha riguardato nuovi limiti dal 9 maggio 2018 al commercio dei liquidi di lavaggio o sbrinamento del parabrezza contenenti metanolo e le restrizioni per la produzione, utilizzo e immissione nel mercato dell’1-metil-2-pirrolidone (applicabili dal 9 maggio 2020). 

Infine, non è ancora in vigore ma ha fatto passi in avanti la proposta che modificherà numerosi allegati del regolamento Reach 1907/2006/Ce. Gli Stati membri il 26 aprile 2018 hanno raggiunto un accordo sul testo. Le novità chiariranno i requisiti di registrazione Reach in relazione ai nanomateriali, prodotti sempre più usati nell’industria e non efficacemente regolati ai fini della tutela dell’ambiente e della salute. 

 

 

In collaborazione con Rivista “Rifiuti – Bollettino di informazione normativa” e Osservatorio di normativa ambientale su www.reteambiente.it

Iscrizione alla Newsletter