Materia Rinnovabile numero 28 / luglio-agosto

Cosa può imparare il mondo dal pensiero Māori

di Joe Iles

Te Puia a Rotorua è il luogo in cui si è tenuto il primo Ōhanga Āmiomio Pacific Summit sul tema dell’economia circolare, sotto il patrocinio della Ellen MacArthur Foundation e del ministero dell’Ambiente della Nuova Zelanda. 

 

A partire dal 2010, da argomento di nicchia l’economia circolare è diventata un’area di ricerca e applicazione pratica, e una tendenza innegabile in tutto il mondo. I principi fondanti dell’economia circolare, ossia la riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento, il mantenimento in uso dei prodotti e dei materiali e la rigenerazione dei sistemi naturali, sono visti come un’opportunità, e una nuova narrativa a sostegno di innovazione e progresso. 

La Nuova Zelanda è un hotspot di attività. Startup, grandi aziende e università stanno adottando l’economia circolare come visione ispiratrice e strumento di innovazione. 

Da sempre la comprensione dell’interconnessione di tutte e cose e la costruzione di cicli di continua rigenerazione, fanno parte della cultura dei popoli Māori e Pasifika di Aotearoa e delle Isole del Pacifico. 

Il Pacific Summit ha esplorato le connessioni tra queste visioni del mondo indigene e l’economia circolare, con particolare attenzione dedicata al mātauranga Māori. 

Il mondo occidentale può imparare molto dall’organizzazione economica e dalle comunità dei Māori: per esempio apprendere come sostenere le relazioni con i sistemi viventi, trasmettere conoscenze da una generazione all’altra e come pensare in modo sistemico nel lungo termine. 

Dal contesto dell’economia lineare – con i rifiuti in aumento, la crescita stagnante, le opportunità limitate e la crescente diseguaglianza – emerge un invito a dare nuova forma all’economia globale. Ma la nostra economia attuale non è stata creata da un’unica persona, o tramite un decreto. La trasformazione economica che seguirà sarà anch’essa il risultato di un processo di co-creazione. Le genti del Pacifico hanno la capacità culturale, politica e scientifica di costituire una voce cruciale in questo processo. 

Naturalmente questa collaborazione internazionale e interculturale non è vincolante. Nel corso dell’evento a Rotorua abbiamo sentito parlare di attività economiche Māori di successo costruite sulla base di una mentalità e dei valori che dovrebbero rendere i loro leader ottimisti sul futuro. Ma il contesto globale ha il suo peso, che si fa sentire attraverso il commercio, le filiere, o le normative: oggi tutte le organizzazioni devono interagire con il sistema economico globale. In più molte sfide economiche e ambientali, quali l’inquinamento degli oceani e la crisi climatica, non rispettano i confini internazionali, e non si curano del fatto che qualcuno sia Māori o Pākehā. Facilitare la condivisione di questa conoscenza è nell’interesse di tutti. Non esiste una soluzione unica, ma l’ispirazione e la lezione che si possono trarre dalle storie di successo del mātauranga Māori e dei Pasifika, insieme alla diffusione delle innovazioni dell’economia circolare, potrebbero portare a un cambiamento globale nei risultati e locale nelle sue caratteristiche. 

L’azienda lattiera Miraka è un esempio di come il mātauranga Māori possa dare vita a un efficace modello di business. Durante la produzione di latte in polvere, i rifiuti organici creati nel processo di essiccazione vengono compostati presso la vicina azienda per l’allevamento di lombrichi Tuaropaki Trust. L’humus di lombrico a sua volta viene inviato a un vivaio locale di piante indigene, che sono poi piantate lungo i corsi d’acqua. 

La Wakatū incorporation, un gruppo di aziende che produce vino, frutti di mare, frutta e barrette di frutta ha costruito il proprio successo sui fondamenti del mātauranga Māori. Il gruppo è consapevole della necessità di crescere e ha un valore commerciale di 300 milioni di dollari, ma il suo amministratore delegato afferma che la nozione di kaitiakitanga (tutela e guida), oltre a quella di whakapapa (genealogia), implica una visione di lungo termine. Dopotutto, se si vogliono trasmettere conoscenza, idee, prestigio o risorse da una generazione all’altra, si lavora con l’obiettivo di lasciarle in una condizione migliore di quella in cui si sono ricevute. 

Parlando dal palco, Chris Kutarna della Oxford Martin School ha illustrato la sua teoria in cui le visioni del mondo europea e Māori si sono allontanate. Oggi la società di ricerca di Rotorua Scion si occupa di colmare questo divario. Un esempio dell’approccio della Scion consiste nella progettazione di un cesto intrecciato secondo lo stile tradizionale Māori, per poi replicarlo usando tecniche manifatturiere avanzate quali la stampa 3D e le bioplastiche. Hemi Rolleston, Direttore Generale della Māori Forest Futures di Scion, vede le opportunità che risiedono in questo scambio di conoscenze. “Per troppo tempo i Māori mātauranga sono stati i cugini poveri della scienza moderna” dichiara Hemi. “Ma quando siedono l’uno accanto all’altro, ecco che nasce la magia. 

 

Pacific Summit, www.ellenmacarthur foundation.org/pacific-summit

MÄ�ori Dictionary, “MÄ�tauranga”, https://maoridictionary.co.nz/search?idiom=&phrase=&proverb=&loan=&histLoanWords=&keywords=matauranga

MÄ�ori Dictionary, “PÄ�kehÄ�”, https://maoridictionary.co.nz/search?idiom=&phrase=&proverb=&loan=&keywords=pakeha

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