Materia Rinnovabile numero 28 / luglio-agosto

Itelyum: una governance sostenibile per l’economia circolare

di Ilaria N. Brambilla

Come naturale evoluzione del re-branding societario appena avvenuto, il gruppo lodigiano sta operando una progressiva trasformazione della governance aziendale. L’elemento guida resta la sostenibilità, intesa come percorso continuo mirato alla creazione di valore.

 

Itelyum fa economia circolare da prima che il concetto stesso esistesse. Grazie a successive acquisizioni mirate e strategiche (ne abbiamo parlato sul numero 27 di Materia Rinnovabile, ndr), la società ha esteso il proprio perimetro dalla rigenerazione degli oli usati a settori che hanno integrato alcuni nuovi business sia verticalmente, come nel caso delle piattaforme di raccolta e trattamento dei rifiuti speciali, sia orizzontalmente, come nel caso del ramo d’azienda dedicato alla purificazione dei solventi.

La trasformazione attivata ha anche portato il ruolo dell’azienda oltre la gestione finanziaria e produttiva, integrando la protezione dell’ambiente e la responsabilità sociale. Un percorso che nasce dalle radici storiche delle società del gruppo e che ha trovato nuovo slancio grazie anche al contributo dell’azionista di riferimento, l’equity fund Stirling Square Capital Partners. “Abbiamo una filosofia di investimento precisa – afferma Enrico Biale, membro dell’Investment Committee – ovvero aiutare i “local champion” a trasformarsi in leader globali di settore. La sostenibilità è parte integrante di questa strategia, non solo per creare ex novo, ma soprattutto per proteggere il valore a lungo termine degli investimenti”. Stirling Square, infatti, segue i Pri, i principi per gli investimenti responsabili lanciati nel 2006 delle Nazioni Unite e adotta in ogni fase del processo di investimento, strumenti di pianificazione e controllo per il miglioramento delle performance integrate.

Il top management ha guidato la crescita e le trasformazioni del gruppo, mantenendo la rotta attraverso le successive evoluzioni societarie, operando su due piani paralleli ma che mirano allo stesso obiettivo: la creazione di valore. Da una parte la struttura portante del gruppo, con la sua cultura aziendale consolidata fatta di competenze, efficienza produttiva, tecnologia innovativa e qualità di processi, prodotti e servizi. Tutti elementi che da tempo fanno di Itelyum un benchmark non solo settoriale e un riferimento assoluto per l’economia circolare. Dall’altra la crescente consapevolezza delle ulteriori leve di successo, che allargano l’orizzonte del business agli aspetti ambientali e sociali. 

In questo senso, l’adesione al Global Compact della Nazioni Unite ha di fatto veicolato la nascita di Itelyum, sottolineando ancora una volta il profondo legame tra risultati economici, protezione dell’ambiente e responsabilità sociale. Antonio Lazzarinetti, presidente esecutivo del gruppo racconta: “La leadership nell’economia circolare rimane al centro del nostro modello di business, ma stiamo lavorando – continua – per definire politiche, linee guida e obiettivi a tutto campo per migliorare i risultati economici, mitigare i rischi di business, attirare capitali e talenti e consolidare la reputazione. E grazie alla definizione di una prima serie di indicatori di prestazione integrata siamo in grado di monitorare efficacemente le molte azioni di miglioramento intraprese”. 

Itelyum vuole essere di ispirazione ed esempio per tutti coloro che considerano le persone, le capacità intellettuali, le relazioni sociali e le risorse naturali, tecnologiche o finanziarie, come capitali che non possono essere trascurati o sprecati, ma da valorizzare. Un’idea di circolarità che, partendo dal core business della gestione e valorizzazione dei rifiuti, si estende a una più inclusiva visione integrata economica, ambientale e sociale. Una simile visione richiede la capacità di mettersi in discussione senza aver timore di ridisegnare anche profondamente l’organizzazione e i processi interni, per assicurare una governance in linea con i rinnovati obiettivi di crescita sostenibile. Marco Codognola, da poco nominato amministratore delegato dopo avere partecipato in primissima linea all’intensa fase di sviluppo del business degli ultimi anni, conferma l’approccio aziendale: “Competenza, efficienza, tecnologia e qualità restano driver imprescindibili. Ma le dimensioni e la polifunzionalità raggiunte dal gruppo richiedono una governance chiara, fondata su principi condivisi e messi in pratica con coerenza nelle strategie così come nell’operatività quotidiana”. L’obiettivo è stato raggiunto costruendo su elementi ben identificati e interconnessi: dalla vision, che esplicita gli scopi più alti che l’organizzazione vuole raggiungere, alla mission, che esprime gli elementi già oggi distintivi per il gruppo. Dai valori, che costituiscono i fondamenti base della strategia di business e definiscono le responsabilità assunte nei confronti degli stakeholder, al codice etico, che definisce le norme alle quali tutti devono conformarsi. Infine, più recentemente, le politiche di sostenibilità, ovvero i documenti che integrano operativamente lo schema di governance, toccando tutti gli aspetti sensibili per il successo del business: una politica “madre”, con i principi guida, dettagliati poi in quattro politiche “figlie”: salute e sicurezza, ambiente e risorse, diritti e società, qualità e responsabilità. La sostenibilità appare quindi il vettore di un progetto integrato che solo così è in grado di valorizzare al meglio le eccellenze presenti nel gruppo. “Una sostenibilità – continua Codognola – intesa come percorso, non come punto d’arrivo, in un divenire continuo teso alla creazione di valore per il mercato, per la società e per l’ambiente”.

E per il futuro? A livello operativo e a integrazione dei sistemi di gestione adottati, già evoluti e performanti, il gruppo predisporrà delle linee guida e, ove necessario, standard interni che coprano in modo efficace tutti i temi sensibili, secondo una scala di priorità definita in modo analitico, incrociando gli interessi del business con le aspettative degli stakeholder.

Il percorso che l’azienda ha intrapreso con la nascita del nuovo brand proietta Itelyum verso una nuova dimensione, fatta di consapevolezza globale, competenze e managerialità allineate alle sfide del contesto in cui operano, che va ben al di là dei confini fisici del mercato di riferimento. A completamento, lo stesso progetto di re-branding che ha riunito in Itelyum 16 società, 15 siti operativi e oltre 500 persone distribuito su tre macrosettori, è entrato in una seconda fase, mirata questa volta al branding di prodotto e servizio, con l’obiettivo di rappresentare al mercato in modo ancora più efficace e trasparente la completezza dell’offerta globale di Itelyum. 

 

Itelyum, http://itelyum.com

I. Brambilla “Itelyum: economia circolare, visione sistemica”, Materia Rinnovabile, n. 27 maggio-giugno 2019; 

www.renewablematter.eu/it/art/1160/Itelyum_economia_circolare_visione_sistemica

Nazioni Unite, I Principi per l’investimento responsabile, 2006-2016; www.unicef.it/Allegati/Principi_Investimento_Responsabile.pdf

Global Compact, www.unglobalcompact.org

Iscrizione alla Newsletter