Materia Rinnovabile numero 28 / luglio-agosto

Nuova vita alla plastica e industria 4.0, da Rimini nuovo slancio all’economia circolare

di Rudi Bressa

Punto di riferimento europeo per l’economia circolare, anche quest’anno Ecomondo darà un nuovo impulso alla ricerca di innovazioni e soluzioni. Un approdo ineludibile quello dell’economia verde, capace di creare in Italia mezzo milione di posti di lavoro entro il 2023.

 

La rivoluzione verde è già iniziata. Quella dell’economia circolare, del recupero innovativo dei materiali, delle soluzioni ai problemi ambientali che più affliggono il pianeta. È quello che da anni Ecomondo racconta, mostra, propone. L’edizione di quest’anno, che si terrà da 5 all’8 novembre 2019 a Rimini, vedrà la partecipazione di 1.300 espositori da 30 paesi e visitatori da 150 paesi. Non solo, in programma ci sono 150 seminari con mille relatori ed esperti, oltre all’ormai consueto appuntamento degli Stati Generali della Green Economy, promosso dal Consiglio nazionale della green economy, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e il ministero dello Sviluppo Economico. “Ogni anno prendiamo spunto e ispirazione dall’edizione precedente e dai bisogni dei nostri clienti che intervistiamo con domande accurate per confezionare un prodotto che risponda alle necessità del mercato”, racconta Alessandra Astolfi, group brand manager della divisione green and technology di Italian Exhibition group. “Per esempio quest’anno prevediamo l’ampliamento dei servizi e delle esperienze legate all’economia circolare meno conosciute, come ad esempio quelle della filiera vitivinicola, che quest’anno sarà presente in questa edizione. O tutta la parte dei nuovi materiali di origine organica per i nuovi imballaggi, materiali e beni di consumo”.

L’evento ospita da sempre le istituzioni europee e nazionali all’interno del comitato scientifico e da sempre mette in connessione le imprese con i decisori e i legislatori in un dibattito costruttivo e virtuoso. “Da noi ad Ecomondo – continua Astolfi – ministri, sottosegretari, parlamentari, membri della Commissione europea, delegazioni istituzionali di altri paesi sono costantemente presenti nei 4 giorni di fiera per conoscere le tante imprese, assistere alle molteplici conferenze, capire e mettere a fuoco i nodi attuali, informarsi sui temi di maggiore criticità e di maggiore opportunità, per elaborare soluzioni. E questo è un elemento distintivo del nostro lavoro”.

 

 

L’onnipresente plastica, per una gestione consapevole

Non può più essere rimandata. E lo chiede anche l’opinione pubblica, non solo le normative nazionali e europee. La gestione sostenibile della plastica è una questione contingente ed improcrastinabile. “Il tema delle plastiche avrà molto spazio. Da un lato il riciclo e l’aumento delle tecnologie per il recupero e la valorizzazione della plastica, dall’altro i nuovi materiali che sono ormai sempre più sofisticati”, sottolinea Astolfi. È la bioeconomia, già oggi in piena espansione e seguita da Ecomondo fin dai tempi in cui si trattava di un tema di nicchia o di sperimentazione. Oggi è invece uno stimolo all’innovazione, tanto che le aziende italiane sono all’avanguardia nel mondo per quanto riguarda le bioplastiche biodegradabili e compostabili, che garantiscono la possibilità di ripensare l’intero ciclo del prodotto.

 

Industria 4.0 per ottimizzare la gestione e l’utilizzazione dei rifiuti

È uno dei temi chiave di Ecomondo, tra i moltissimi che vengono sviluppati ogni anno. Un settore che deve necessariamente rinnovarsi, seguendo i nuovi trend ed impiegando le nuove soluzioni oggi disponibili, come la blockchain nella tracciabilità dei rifiuti. “L’industria 4.0 è anche quella dei nuovi sistemi di raccolta dei rifiuti solidi urbani con alimentazione a basso impatto”, spiega Astolfi. O per esempio l’analisi dei cicli di vita dei prodotti e la possibilità di tracciarne singolarmente il percorso, grazie a reti di sensori che trasmettono dati da elaborare e condividere in cloud. Uno strumento per ottimizzare l’intera rete e favorire un approccio integrato dei flussi dei materiali lungo le filiere della gestione e valorizzazione dei rifiuti.

 

 

Un salone sempre più sostenibile

C’è poi tutto il tema legato alla sostenibilità dei grandi eventi. “Il nostro quartiere fieristico già nella sua realizzazione è un polo sostenibile, a partire dai materiali impiegati nella costruzione. I recenti parcheggi sono coperti di pannelli fotovoltaici che producono energia rinnovabile ceduta in rete”, continua la brand manager del polo fieristico di Rimini. “Stiamo facendo anche un grosso lavoro sulla riduzione della plastica monouso, anche se si tratta di un percorso graduale”. Certo la mobilità resta un nodo focale, durante un evento che attira 100.000 persone in quattro giorni. “Abbiamo potenziato la rete di ricarica per i veicoli elettrici. In questo caso chi arriva in modalità elettrica non paga il parcheggio. Inoltre abbiamo aumentato il numero di treni, visto che oltre un 25% del totale dei visitatori sceglie il treno”, conferma Astolfi. L’obiettivo, di concerto con l’amministrazione di Rimini, è di avere una metropolitana di costa che colleghi la cittadina romagnola con il polo fieristico, così da decongestionare l’intera area, ridurre le emissioni e quindi gli impatti di quello che è oggi un punto di riferimento a livello internazionale per l’economia circolare. 

 

Ecomondo, www.ecomondo.com

Stati Generali della Green Economy, www.statigenerali.org

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