Materia Rinnovabile numero 26 / marzo-aprile

L’economia circolare avanza, le azioni sul clima no

di Francesco Petrucci

Il Piano d’azione per l’economia circolare lanciato a dicembre 2015 può dirsi completato o in via di completamento. Secondo quanto affermato nella Relazione della Commissione europea diffusa il 4 marzo 2019 le 54 azioni previste dal Piano sono state attuate o sono in fase di attuazione. L’attuazione del Piano ha accelerato la transizione verso un’economia circolare in Europa favorendo l’occupazione (+6% rispetto al 2012 nei settori dell’economia circolare) e generando nel 2016 nelle attività circolari come la riparazione, il riutilizzo o il riciclaggio quasi 147 miliardi di euro di valore aggiunto, con investimenti pari a circa 17,5 miliardi di euro. 

Successi del Piano d’azione per l’economia circolare sono l’approvazione delle direttive sui rifiuti in vigore dal 4 luglio 2019, il regolamento sui fertilizzanti che spinge sul recupero di rifiuti organici su cui si è raggiunto l’accordo il 12 dicembre 2018. Così come la Strategia sulla plastica di gennaio 2018 che ha prodotto la direttiva sulla plastica monouso in via di definitiva approvazione dopo l’accordo del 18 gennaio 2019 e la campagna volontaria di impegno in materia (Circular Plastic Alliance) lanciata dalla Commissione cui hanno aderito già 70 imprese e che porterà il mercato della plastica riciclata a un +60% entro il 2025. Infine il 25 febbraio 2019 è stato chiuso l’accordo sulla bozza di regolamento che introduce parametri “low carbon” da applicare agli strumenti finanziari, per orientare i consumatori verso prodotti di investimento “green”. 

Resta da capire come stimolare il mercato verso i prodotti “circolari” dato che nel 2016 solo il 12% delle risorse materiali utilizzate nell’Ue proveniva da prodotti riciclati e materiali recuperati (dati Eurostat 4 marzo 2019).

Se l’Europa può essere soddisfatta delle azioni per spingere l’economia circolare, meno felici sono le azioni per ridurre i gas a effetto serra. La Commissione europea aveva lanciato il 28 novembre 2018 la Strategia europea a lungo termine per combattere il riscaldamento globale, ma le proposte sono state ritenute insufficienti dal Parlamento Ue che ha ribadito che occorre ridurre le emissioni di gas serra del 55% al 2030 (l’obiettivo della Commissione è il 40%), al fine di raggiungere il saldo netto di zero emissioni al 2050 come previsto dall’Accordo di Parigi del 2015.

Buone notizie sul clima arrivano però da Eurostat (dati febbraio 2019) secondo cui tra il 2008 e il 2016 si è verificato un calo generalizzato (-26%) delle emissioni totali dei gas acidificanti prodotti dalle imprese della Ue.

Intanto dal 24 dicembre 2018 sono in vigore il regolamento Ue sulla governance dell’energia e le nuove direttive europee su energie rinnovabili ed efficienza energetica. Obiettivo delle direttive: rinnovabili al 32% ed efficienza al 32,5% al 2030, recepimento da parte degli Stati entro il 30 giugno 2021.

L’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha aggiornato i format per presentare le domande di autorizzazione delle sostanze chimiche ai sensi del regolamento “Reach”. Le novità si applicano dal 1 giugno 2019. Sempre in materia di Reach dal 7 luglio 2020 sono in vigore le restrizioni e divieti di immissione sul mercato di quattro “ftalati” come stabilito dal regolamento 2018/2005/Ue. Dall’1 gennaio 2020 invece scattano le regole Reach per i nanomateriali (regolamento 2018/1881/Ue).

È invece vigente dal 31 gennaio 2019 il regolamento 2019/37/Ue che aggiorna le sostanze utilizzabili nei materiali in plastica che vengono a contatto con gli alimenti. I materiali conformi alle vecchie regole potranno essere immessi sul mercato fino al 31 gennaio 2020 e rimanervi fino a esaurimento scorte.

Aggiornamenti anche per le certificazioni di qualità. Il 19 dicembre 2018 sono state approvate le “buone pratiche ambientali” ai fini della certificazione Emas per automobili e apparecchiature elettriche ed elettroniche (decisioni 2019/62/Ce e 2019/63/Ce) mentre con regolamento 2018/2026/Ue è stata aggiornata la dichiarazione ambientale Emas a carico delle aziende certificate. 

Aggiornati anche i criteri ecologici per ottenere il marchio di qualità Ecolabel Ue per la carta grafica e il tessuto carta (decisione 2019/70/Ue).

Per quanto riguarda i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee), il regolamento 2019/290/Ue ha dettato un format comune per la registrazione dei produttori di Aee e per la comunicazione annuale degli apparecchi immessi sul mercato. Infine dal 1° marzo 2020 saranno efficaci le dieci direttive (dalla 2019/169/Ue alla 2019/178/Ue) che consentono ancora di usare cadmio e piombo in una serie di apparecchiature in deroga al divieto generale previsto dalla direttiva in materia del 2011.

 

 

Circular Plastic Alliance https://ec.europa.eu/growth/industry/policy/circular-plastics-alliance_en

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