Materia Rinnovabile numero 25 / gennaio-febbraio

Plastica monouso e automotive, i prossimi impegni dell’Ue

di Francesco Petrucci

Senza azioni rapide, decisive e di ampia portata sarà difficile fermare il riscaldamento globale sotto i 2 °C. Questo il monito che arriva dal Gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu (Intergovernmental Panel on Climate Change, cosiddetto Ipcc). Il rapporto presentato l’8 ottobre 2018 ha offerto un utile contributo scientifico alla Conferenza delle parti sui cambiamenti climatici (COP 24) delle Nazioni Unite che quest’anno si è tenuto a Katowice (Polonia) dal 3 al 14 dicembre. 

Sulla scorta del rapporto degli esperti Onu, azioni decise per attuare l’Accordo di Parigi sul clima sono state chieste dal Parlamento europeo in una risoluzione del 25 ottobre 2018 e in precedenza – il 9 ottobre – dal Consiglio Ue, confermando il ruolo da protagonista dell’Unione europea nelle scelte politiche e legislative di lotta ai cambiamenti climatici.

A questo proposito l’11 ottobre scorso la Commissione europea ha approvato l’aggiornamento della Strategia per la bioeconomia che prevede 14 azioni concrete da avviare nel 2019 per affrontare il cambiamento del clima e il degrado dell’ecosistema. Secondo la Commissione una bioeconomia sostenibile è necessaria per affrontare un futuro neutro in termini di emissioni di carbonio.

Una mano alla lotta al cambiamento climatico lo daranno sicuramente le direttive sulle fonti di energia rinnovabile e sull’efficienza energetica approvate definitivamente dal Parlamento europeo il 13 novembre scorso. Prossimi passi l’approvazione formale del Consiglio Ue e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea. I testi prevedono un obiettivo vincolante sulle energie rinnovabili del 32% al 2030 e uno facoltativo sull’efficienza energetica al 32,5% al 2030.

In materia di energia si segnala la pubblicazione della nuova norma internazionale ISO 50001:2018 “Energy Management Systems” che sostituirà dal 2021 (dopo i 3 anni di periodo transitorio) la precedente ISO del 2011.

Intanto avanza rapidamente l’iter di approvazione della proposta di direttiva sulla riduzione della plastica monouso. Dopo l’approvazione del provvedimento da parte del Parlamento Ue il 24 ottobre 2018 e la posizione in merito espressa dal Consiglio Ue il successivo 31 ottobre, è partito il dialogo tra le parti per arrivare a un testo comune per quella che sarà – ne abbiamo parlato più volte – una normativa destinata a cambiare profondamente la filiera della produzione della plastica. 

Anche il mondo dell’automotive è destinato a cambiamenti che impatteranno su tutta la filiera. Il Parlamento europeo il 3 ottobre 2018 ha approvato la proposta di regolamento sulla riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli leggeri come automobili e furgoni, prevedendo limiti stringenti (35% di riduzione delle emissioni per le auto). Il 9 ottobre 2018 il Consiglio Ue ha votato la stessa proposta legislativa prevedendo però limiti meno severi. Ora parte il dialogo tra le parti per arrivare a un testo condiviso.

Successivamente, il 14 novembre, il Parlamento europeo ha approvato la proposta di regolamento sui limiti alle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti (obiettivo 35% in meno al 2030) con obblighi per i costruttori di introdurre nel mercato una percentuale di veicoli a emissioni zero. Anche in questo caso Parlamento e Consiglio Ue cominceranno un dialogo per arrivare a un testo comune su cui trovare un accordo.

In materia di certificazione si segnala l’aggiornamento dei criteri per il marchio Ecolabel Ue per i lubrificanti (decisione Commissione Ue 8 novembre 2018, n. 2018/1702/Ue). I nuovi criteri per ottenere la certificazione Ecolabel saranno validi fino al 2024 e aiuteranno all’immissione sul mercato di prodotti certificati meno impattanti sull’acqua e con una quantità ridotta di sostanze pericolose. È stata invece prorogata la validità dei criteri Ecolabel esistenti per carta, materassi, prodotti igienici e cosmetici.

Infine alcune novità che interessano le aziende che producono o commercializzano sostanze chimiche. Il regolamento 2018/1513/Ue in vigore dal 1° novembre 2018 ha limitato l’uso di una serie di sostanze come cadmio, piombo, benzo[e]pirene nei capi di abbigliamento, negli articoli tessili e nelle calzature. Il regolamento 2018/1480/Ue ha invece stabilito nuove regole armonizzate per la classificazione, l’imballaggio e l’etichettatura di 35 sostanze pericolose, a partire dal 1° maggio 2020. Infine è stato previsto il divieto di impiego dell’ossido di bis(pentabromofenile), cosiddetto “decaBDE” come sostanza in quanto tale dal 2 marzo 2019, mentre è stabilito che l’impiego del “decaBDE” ai fini della produzione o immissione sul mercato di altre sostanze (come costituente), miscele o articoli scatta dal 2 marzo 2027.

Iscrizione alla Newsletter