Materia Rinnovabile numero 19 / dicembre-gennaio

Tutto iniziato a Helsinki

di Emanuele Bompan

Focus finanza

in collaborazione con Sitra

 

Qualche mese fa 1.500 persone provenienti da 100 paesi si sono incontrate in Finlandia dando vita al primo Forum mondiale dell’economia circolare. Ecco cosa è successo e quale sarà il prossimo passo.

 

Potrebbe benissimo essere stato il più grande meeting sull’economia circolare a oggi. Stiamo parlando del primo World Circular Economy Forum (Wcef) che si è svolto a Helsinki, in Finlandia, dal 5 al 7 giugno 2017. Un incontro di oltre 1.600 persone con ruoli chiave provenienti da quasi 100 paesi che hanno condiviso nella capitale finlandese idee e pratiche nel tentativo di trovare le migliori soluzioni al mondo per l’economia circolare e che ha messo insieme i più riconosciuti esperti e decisori del settore. Materia Rinnovabile era lì per documentare.

Perché questo piccolo paese, smart, pro Europa? Dopo l’Olanda, la Scozia e l’Italia, la Finlandia ha deciso di avviarsi verso la circolarità e di essere all’avanguardia nel ripensare la propria economia. “Un’economia circolare può offrire alle aziende europee dei risparmi netti stimati in 600 miliardi di euro. Nella sola Finlandia le soluzioni circolari potrebbero portare tra i 2 e i 3 miliardi di euro all’anno di valore aggiunto” spiega il ministro dell’Ambiente, Kimmo Tiilikainen, durante un briefing con la stampa.

 

 

“Per approfittare di questi e altri benefici, due anni fa il governo finlandese si è posto l’obiettivo strategico di diventare un precursore nell’economia circolare” continua Tiilikainen. “Abbiamo coinvolto il livello più alto del nostro governo, poiché potrebbe avere un ruolo chiave nel promuovere l’economia circolare e nell’operare un cambiamento visibile nell’economia finlandese. Poi lo scorso anno abbiamo adottato una Roadmap nazionale in tal senso. Il processo è stato molto interessante, perché c’erano un paio di ministri a mediare i lavori ed erano state coinvolte oltre mille persone, in rappresentanza di settori del business, Ong, municipalità e così via.” Il risultato è un solido piano con una visione ambiziosa, progetti concreti e responsabilità chiare.

La Roadmap comprendeva la realizzazione di un Forum mondiale sull’economia circolare, aperto al maggior numero possibile di soggetti interessati provenienti da tutto il pianeta. “È stato qualcosa di cui c’era davvero bisogno: radunare le persone per fare un salto avanti nell’economia circolare” dice Ernesto Hartikainen, specialista al Finnish Innovation Fund Sitra, responsabile del programma del Wcef. Il Forum 2017 per l’economia circolare è stato organizzato dal Sitra, con il supporto del Nordic Council of Ministers, della Ellen MacArthur Foundation, dei Ministeri finlandesi dell’Ambiente, degli Affari Esteri, degli Affari Economici e dell’Impiego. In totale erano presenti 12 organizzazioni in partnership con Sitra. Un evento – acclamato dai media – che ha rappresentato un momento importante nella lunga strada per sviluppare un’economia circolare.

Nell’area del meeting, durante il Wcef 2017 è stato possibile incontrare imprenditori vietnamiti e start-upper dagli Usa, funzionari cittadini di Amsterdam e imprese russe. Attori chiave del mondo della sostenibilità, come l’ambientalista Ashok Khosla o l’ex direttore dell’Unep Achim Steiner, erano disponibili per scambi di idee e incontri nella Finland Hall a Helsinki, il centro Expo e Convention di Helsinki. Diciassette sessioni plenarie e parallele – tutte trasmesse in streaming – (i video sono disponibili sul sito) hanno presentato soluzioni di economia circolare per il business, le città e la finanza. Sono stati toccati numerosi punti riguardanti l’economia circolare, tra i quali: la sua integrazione nell’Agenda 2030; le sfide che pone nell’ambito dell’innovazione le città; la ricerca economica e le forme di finanziamento.

Tra i relatori principali, Janez Potočnik, co-presidente dell’Environmental International Resources Panel delle Nazioni Unite, ha dato una visione panoramica dell’uso globale di risorse naturali. Riferendosi alla crescita prevista della popolazione mondiale e del consumo pro capite, ha affermato che il secondo rappresenta un fattore più importante del primo nel determinare il crescente uso di risorse. Inoltre, sottolineando che i paesi più ricchi consumano dieci volte più materiali di quelli più poveri, Potočnik ha osservato che questi ultimi non possono seguire le stesse traiettorie di crescita dei paesi sviluppati a causa dell’insufficienza di risorse naturali disponibili. Inoltre – ha aggiunto nel suo intervento – nonostante un notevole potenziale per il miglioramento dell’efficienza energetica, poiché i mercati non raggiungeranno l’efficienza autonomamente, servono politiche pubbliche e volontà politica, come anche una leadership e una migliore governance su scala globale.

Notando che “il capitale finanziario è sopravvalutato, il capitale umano è sottovalutato e il capitale naturale spesso non viene valutato affatto”, Potočnik ha chiesto una transizione verso un nuovo modello economico che disaccoppi la crescita economica dall’uso delle risorse e utilizzi queste ultime in maniera più responsabile. “Si ritiene che gli esseri umani siano intelligenti e questo è assolutamente il momento di dimostrarlo”, ha concluso.

Molti partecipanti al Forum venivano da Tokyo. Tadahiko Ito, ministro dell’Ambiente giapponese ha descritto uno dei più piani più “bizzarri” per utilizzare la raccolta urbana di materiali provenienti da telefoni cellulari e apparecchiature elettroniche dismessi: il Giappone li userà per produrre 5.000 medaglie d’oro, d’argento e di bronzo per le Olimpiadi del 2020 che si terranno a Tokyo. 

“Il Giappone è una delle nazioni leader nell’economia circolare”, ha spiegato Teppo Turkki, Leading Specialist della Sitra in Giappone. “I giapponesi vivono su isole con risorse estremamente limitate e quindi hanno sviluppato soluzioni in tal senso dagli anni Settanta e Ottanta, specie nel campo dei beni di consumo elettronici. Nessuno lo fa meglio.” Il ministro ha sottolineato che la sola industria del riciclo dà lavoro a 650.000 persone e genera il 7% del Pil del Paese. In Giappone – ha precisato – si ricicla circa l’80% delle parti di automobili e il 98% di tutti i metalli. Anche se Materia Rinnovabile non ha potuto verificare questi numeri, il Giappone è famoso per molte idee che “chiudono il ciclo” in molti settori. Come il metodo Aigamo, un approccio alla coltivazione del riso decisamente low-tech, creato dall’agricoltore Takao Furuno. Utilizzando anatre e pesci che mangiano gli insetti occorre una quantità minore di insetticidi, mentre le erbe delle risaie forniscono azoto in modo che serva meno fertilizzante. Il rendimento in queste risaie è tra il 20% e il 50% superiore a quello ottenuto con i metodi di coltivazione industriali.

Uno dei contributi più interessanti è stato quello di Anirban Ghosh del Mahindra Group, incentrato sul modo in cui l’economia circolare può aggiungere valore per il consumatore e creare il marchio, presentando casi di studio in India. Anirban Ghosh ha descritto l’importanza relativa dei vari elementi che costituiscono il valore per il consumatore, tra i quali i vantaggi funzionali e razionali. Inoltre ha osservato che non importa quanto un prodotto sia accattivante o sostenibile, se i “livelli inferiori della piramide” – funzionalità e razionalità – vengono trascurati quel prodotto non avrà successo.

 

 

Con 1.600 partecipanti da incontrare e numerosi eventi collaterali, è stato difficile seguire tutti i gruppi di discussione. Senza dubbio il Wcef 2017 ha dimostrato che la strategia finlandese è giusta. Probabilmente il prossimo anno il Forum si svolgerà in Giappone alla fine di ottobre (il che spiega la nutrita presenza di giapponesi a Helsinki). “Questo è stato il nostro regalo al mondo”, ha detto Matti Vanhanen, membro del Parlamento finlandese e presidente del Consiglio dei direttori del Sitra. “Perché la condivisione della conoscenza è uno dei pilastri dell’economia circolare.”

Ma prima del Wcef 2018, Sitra ha organizzato un seminario a Bruxelles dal titolo “Beyond Wcef – Are European policymakers ready for a global circular economy?” con l’obiettivo di sottolineare l’importanza che hanno i decisori politici della Ue affinché l’economia circolare sia vista da una prospettiva globale e non solo europea. The International Resource Panel co-chair Janez Potočnik è stato affiancato dal Vice presidente della Commissione europea Jyrki Katainen e dal Vice presidente del Parlamento europeo Heidi Hautala.

La discussione dei decisori politici europei ha toccato temi quali: la gestione della crisi, l’integrazione dei Sustainable Development Goal se della circolarità negli accordi per il commercio, la promozione dell’economia circolare nei paesi meno sviluppati e la pianificazione a lungo termine.

 

Il Fondo Sitra

Naturalmente il Wcef 2017è stato anche una vetrina mondiale per esporre la via finlandese all’economia circolare. L’elemento centrale della transizione alla circolarità nel paese di Linus Torvalds (l’inventore di Linux) è un fondo sovrano, chiamato Sitra, fondato nel 1967 – esattamente cinquant’anni fa – con il supporto finanziario della Banca di Finlandia.

Questa entità che risponde direttamente al Parlamento gestisce una media di 30 milioni di euro di fondi ogni anno. “L’obiettivo del Sitra è portare un cambiamento sistemico nella società”, spiega Ernesto Hartikainen, manager del Sitra per il Wcef. “A questo si arriverà anche attraverso una roadmap che ha l’obiettivo di rendere la Finlandia un leader globale nell’economia circolare entro il 2025. Stiamo coinvolgendo molti ministeri, il settore pubblico e quello privato: da noi ci si aspetta una sfida allo status quo presente nel paese e in maniera evidente. Non siamo un “think tank”, siamo un “think and do tank” (pensa e agisci).” Sitra, di fatto, lavora sia sulle raccomandazioni per le politiche che su ricerca e sviluppo in progetti molto concreti. Il fondo stima che la Roadmap porterà almeno 3 miliardi di euro in valore aggiunto all’economia nazionale contribuendo a disaccoppiare il benessere percepito e la crescita economica dalle emissioni di gas serra e dal crescente consumo di risorse naturali. Se il numero di ministri e politici presenti al Wcef è un’unità di misura del successo, l’economia circolare diventerà facilmente un punto cardine dell’economia finlandese.

 

 

“La Roadmap ha identificato 60 tipologie diverse di progetti, con città o aziende, divisi in quattro aree di interesse: la prima legata al sistema alimentare sostenibile, la seconda alla silvicoltura, la terza agli edifici e all’edilizia circolare, alla tecnologia e alla catena di rifornimento dell’industria, e la quarta riguarda trasporti e logistica”, spiega il ministro dell’Ambiente Kimmo Tiilikainen. Per massimizzare i risultati, Sitra ha per prima cosa lavorato per rimuovere i colli di bottiglia legislativi e normativi, poi per implementare progetti pilota. La lista comprende aziende come Valtavalo che vende soluzioni per l’illuminazione invece di impianti elettrici; Elko Rent che fornisce una soluzione con un veicolo elettrico condiviso per comunità abitative e aziende; Eko-Expert che offre un metodo per il riciclo degli avanzi di isolanti per l’edilizia. L’azienda di proprietà finlandese Swap.com facilita il riciclo di beni di provenienza statunitense con il suo sistema di spedizione online e il suo negozio che devolve il ricavato in beneficenza, e l’azienda produttrice di trattori Valtra che offre scatole del cambio rilavorate al posto quelle totalmente nuove. I progetti sono stati selezionati sulla base di quattro criteri di valutazione: il livello di interesse, la qualità dei modelli di business, la scalabilità delle soluzioni e la loro efficacia.

Alcuni progetti sono su scala molto grande. Come il Kera District, nella città di Espoo, un progetto che rigenererà un ex parco industriale di ventidue ettari trasformandolo in un quartiere residenziale utilizzando soluzioni di economia circolare. Le misure comprendono una maggiore efficienza nell’uso di risorse, creando sistemi a ciclo chiuso e istruendo in tal senso i residenti locali. 

Ci sono poi anche progetti più semplici, ma ugualmente efficaci. Come il Ravinto la Loop Restaurant che fa la sua parte raccogliendo il cibo in eccesso dai supermercati e pianificando il menù del giorno sulla base degli ingredienti disponibili. All’ora di pranzo il locale è pieno zeppo. Sul menù? Curry di carote, carni miste e verdure. Gustoso, economico e circolare. Se si chiede ai clienti se non si preoccupano del fatto che mangiano avanzi, questi restano sbalorditi dalla domanda. “Io porto sempre qui i miei bambini, è educativo”, dice Aamy, una giovane designer, che sta mangiando un misto di riso e verdure. “Questo posto è grande: il cibo è ottimo e tu fai la cosa giusta.” Il ristorante è parte di Resq-club.com, l’applicazione pensata sia per consumatori che vogliono pasti buoni a buon prezzo, sia per i ristoranti che vogliono vendere, a prezzi economici, cibo che altrimenti verrebbe buttato via alla fine della giornata. Nel 2017 il Resq-club ha ricevuto il Circular Economy Award dalla città di Helsinki. Il Resq-club sostiene che da gennaio 2016 sono stati risparmiati oltre 200.000 pasti da oltre 1.000 ristoranti, o 40.000 kg di cibo, equivalenti a 5 miliardi di chilogrammi di emissioni di anidride carbonica.

Non lontano da Ravinto la è possibile bere una buona birra India Pale Ale o Pils al Bryggeri, un ristorante e birrificio che collabora con Gasum, azienda finlandese leader nel settore del gas naturale, per generare biogas come sottoprodotto della birrificazione. Gli scarti della sua produzione di birra vengono ora riusati per alimentare il birrificio, i fornelli della cucina e il sistema di riscaldamento del patio. 

“Noi crediamo che questa Roadmap possa cambiare la disposizione mentale delle persone. E per farlo dobbiamo concentrarci sulla progettazione di prodotti, servizi e modelli di business. Non è solo una strategia per diventare più efficienti nell’uso delle risorse, è veramente riprogettare la propria catena di valore dal punto di vista dell’economia circolare. Molte parti dell’economia circolare non potrebbero esistere senza nuove tecnologie, in particolare la tecnologia mobile o l’intelligenza artificiale”, continua il ministro.

Per valutare l’implementazione della Roadmap Sitra ha posto un chiaro obiettivo. Entro la fine del 2018 deve implementare il 30% dei progetti e arrivare al 100% entro la metà del 2019. “Queste pietre miliari sono molto importanti” spiega Ernesto Hartikainen. “Stiamo rendendo chiaro ai soggetti coinvolti che abbiamo avviato questo progetto per tre anni. Cerchiamo di trovare partner in modo da poterlo passare a loro. È molto importante che tutti capiscano che il Sitra non esisterà per sempre. Li stiamo aiutando a salire a bordo e devono prendersi la responsabilità. In modo che Sitra possa affrontare una nuova sfida”.  

 

 

World Circular Economy Forum Wcef, www.sitra.fi/en/projects/world-circular-economy-forum-2017

Resq-club, www.resq-club.com/en