Materia Rinnovabile numero 13 / novembre-dicembre

Ferri da stereo e frullatori per dvd

di Federico Pedrocchi

Inizio dal ferro da stereo, e non si tratta di un errore di scrittura. Si prende un ferro da stiro, lo si porta da Elettroevoluzione (team ingegneristico basato a Roma) e loro lo trasformano in una radio. Ma attenzione: dopo la trasformazione, osservando l’oggetto, ci si trova davanti a un ferro da stiro tradizionale. Non c’è un solo particolare esteriore che risulta cambiato, e questo è un mandato strettissimo degli elettroevoluzionisti che hanno un forte imprinting di cultura del design. Scelgono, infatti, oggetti che hanno segnato nel tempo il mondo del design (e quindi, in realtà, non si va da loro con un elettrodomestico qualsiasi). La grande linea Braun, per esempio, è molto presente nei loro progetti. C’è un tostapane che diventa radio, ma solo quando si schiaccia il pulsante per far salire la fetta di pane appare un piccolo amplificatore. C’è anche una piastra per friggere che diventa un giradischi e un frullatore che legge i dvd. 

Riflessione teorica: forse un volto della progettualità che si esprime nel riuso dovrebbe tener presente che mantenere un involucro esteriore ha un suo valore. Conosco una comunità numericamente significativa che si chiede: “ma per quale ragione non si può avere un Maggiolone Volkswagen con un bel motore ibrido o del tutto elettrico?”. Una comunità minore si fa la stessa domanda per una Morris 1000, degli anni Sessanta, con carrozzeria, splendida!, tipo auto di Pippo. Esempi infiniti. Poi so che viene fuori quel discorso sull’originale che deve restare integro, ma qui mi fermo.

Altro discorso è quello della navigazione con la testa. Una software house di Alessandria, AT Media, ha progettato un algoritmo che agisce sulla webcam di tablet e computer e si può inserire in qualunque sito internet. L’idea, realizzata pienamente, è molto semplice da descrivere: ci si mette davanti al monitor, che mi propone una visita a un museo, e se si muove la testa un poco in avanti ecco che si cammina da una sala a un’altra. Girando la testa a sinistra si vedono gli oggetti esposti a sinistra, così a destra, in alto o in basso per guardare un pavimento romano a mosaico. Niente mouse, niente tasti. Naturalmente si può applicare a qualunque “perlustrazione” proposta, non solo musei. 

Dunque, la ricerca verso rivoluzionari interfaccia uomo-macchina è in forte sviluppo. Convergono verso un obiettivo ambizioso: con l’aggiunta di comandi a voce e di movimentazione delle mani, il computer può essere guidato in tutte le sue funzioni. Non si vedono ostacoli di base, dicono gli addetti.

Va bene. E il digital divide? Forse i nativi digitali diventeranno una specie in via estinzione? Bisognerà produrre un po’ di strumentazione tradizionale perché possano esprimersi? Perché un dato è certo: l’attuale know-how nello smanettamento è in larghissima maggioranza utile a risolvere le grane e le trappole che emergono da una farraginosità complessiva dell’interfaccia. Se la guida delle auto richiedesse una analoga competenza, il fatturato mondiale del settore sarebbe pari a quello del commercio dei datteri. 

 

Elettroevoluzione, www.elettroevoluzione.com

AT Media, www.at-media.it