Materia Rinnovabile numero I-2 / Gli imballaggi nell\'economia circolare

La filiera del riciclo degli imballaggi in carta

di Carlo Montalbetti

Nel 2017 gli imballaggi in carta e cartone immessi al consumo hanno raggiunto le 4,9 milioni di tonnellate, un record per il comparto. Come le altre filiere, anche questa ha risentito degli effetti della crisi economica con un calo di oltre il 10% dell’immesso al consumo nel biennio 2008-2009. Tuttavia il comparto ha recuperato velocemente, tornando già da un paio di anni ai valori pre-crisi. Dal 2014, in particolare, si è assistito a una crescita che ha registrato tassi medi annui superiori al 3-4%. 

L’economia circolare nel nostro DNA

Il riciclo costituisce l’ossatura fondamentale del sistema dell’economia circolare e l’industria cartaria italiana ne rappresenta una best practice: carte e cartoni usati, provenienti dalla raccolta differenziata domestica, dall’industria e dal commercio, sono riciclate più volte per produrre nuovi beni. 

L’efficienza di filiera è sempre stata uno degli obiettivi primari di Comieco, e gli sforzi fatti hanno permesso alla gestione dei rifiuti di imballaggio cellulosico di raggiungere con successo e largo anticipo gli obiettivi di riciclo previsti per legge con oltre l’80% di riciclo e il 90% di recupero.

Il più grande contributo alla circolarità del settore cartario italiano deriva dal comparto degli imballaggi. A livello nazionale l’utilizzo di macero nei processi produttivi è stato nel 2017 pari a 5 milioni di tonnellate, oltre il 92% dell’utilizzo (4,6 milioni) è nel comparto imballaggi. 

I nuovi obiettivi di riciclo previsti dalla Direttiva Packaging, approvata nel maggio 2018, risultano i più elevati tra i materiali d’imballaggio: non destano comunque preoccupazione in quanto è già stato raggiunto e superato l’obiettivo previsto per il 2025 (75%), mentre viene richiesto uno sforzo ulteriore per raggiungere l’85% nel 2030.

Sostenere la ricerca e promuovere la competitività del comparto 

Comieco ha rafforzato le attività a supporto delle aziende consorziate con nuove risorse.

  • È del 2015 il lancio da parte di Comieco di un bando rivolto a cartiere e piattaforme consorziate per l’assegnazione di cofinanziamenti a fondo perduto per l’acquisto di strumenti tecnologici per il controllo qualità, parametro fondamentale per la valorizzazione della carta da riciclare come materia prima. Questo investimento nello sviluppo tecnologico, definito come operazione “Fiber Tester”, rappresenta un’iniziativa senza precedenti e corrisponde a un impegno complessivo di 1 milione di euro da parte di Comieco.
  • Il Consorzio Comieco lancia Comieco FACTORY, il progetto di accelerazione di innovazione che vuole accompagnare le imprese e i progettisti nel passaggio verso l’imballaggio cellulosico del terzo millennio. Tra gli strumenti del nuovo progetto Comieco ha messo a punto il Bando Invenzioni che premierà nel 2018 i soggetti che hanno sostenuto costi per la tutela della proprietà industriale, brevetti e registrazioni, di soluzioni e applicazioni per l’imballaggio cellulosico con benefici misurabili in termini ambientali. 

 

Gli elementi da tenere in considerazione: i nuovi consumi

  • L’industria dell’imballaggio è sempre più orientata a utilizzare materie prime derivanti da fibre rinnovabili e compostabili, come elemento strategico per la gestione dei rifiuti cellulosici in sinergia con quelli organici. Lo sviluppo di materiali per l’imballaggio da fibre degradabili secondo la norma tecnica europea UNI-EN 13432 è un’opportunità per la competitività nella bioeconomia circolare in cui si recupera tutto, in cui si riducono i costi e gli impatti ambientali di processo.
  • E-commerce: Il valore dell’e-commerce B2C italiano nel 2017 è stimato dall’Osservatorio E-commerce B2C, Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, in 24 miliardi di euro, pari a circa il 6% degli acquisti degli italiani. Se consideriamo solo l’e-commerce dei prodotti, ovvero di quella parte di e-commerce che richiede una logistica e un packaging, il valore complessivo è di 12,2 miliardi di euro, in crescita nel 2017 del 28% e pari al 52% del totale dell’e-commerce italiano. Il volume di consegne che ogni mese si muovono in Italia è stimato intorno ai 15 milioni di euro.
  • La crescita dei volumi dell’e-commerce e lo sviluppo dei modelli multicanale ridisegnano i flussi logistici che attraversano le nostre città. I nuovi flussi vedono una crescente presenza nelle nostre città di mezzi di consegna di piccole e medie dimensioni che consegnano spedizioni e-commerce a casa dei clienti e nei luoghi di ritiro. I volumi sono ormai rilevanti e i disagi al traffico e alla mobilità che creano questi nuovi flussi di merci sono evidenti.
  • Il tema è particolarmente sentito nelle grandi città dove si trova un acquirente online ogni 2 abitanti (4,6 nei piccoli centri con meno di 10.000 abitanti) e dove la mobilità risulta più difficile rispetto ai piccoli centri. Le stime dimensionano in circa 15 milioni il numero di consegne mensili in Italia dovute all’e-commerce. Facendo una ripartizione sul numero di abitanti e tenendo conto della densità di e-shopper abbiamo stimato, a titolo di esempio, in 23.000 il numero di consegne che ogni giorno entrano nel Comune di Milano (fonte: La logistica e il packaging per l’e-commerce, libro bianco redatto da Netcomm che Comieco ha contribuito a realizzare).
  • Lo sviluppo dell’e-commerce sta pertanto ridefinendo le abitudini di consumo, la logistica delle città, gli spazi di stoccaggio, la filiera produttiva, le normative, la comunicazione, i servizi di trasporto e consegna, le tecnologie e gli imballaggi. Un incremento che trova riscontro anche nel settore cartario italiano: l’avvio di tre nuove grandi cartiere prevede l’immissione in circolo di migliaia di tonnellate di cartone in più ogni anno, di cui si stima che circa la metà potranno venire utilizzate per le vendite online B2C o B2B.

 

Gli impegni per il futuro

Puntare sul Sud Italia. Se la raccolta differenziata raggiunge un valore pro capite che supera abbondantemente i 60 chilogrammi al Nord e al Centro, al Sud tale valore si attesta alla metà. Pertanto occorre elaborare nuove strategie e proposte per favorire lo sviluppo della raccolta differenziata al Sud, proseguendo quanto già realizzato attraverso il Piano per il Sud, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e il Bando ANCI che in tre anni hanno garantito il supporto economico di Comieco per i Comuni convenzionati con deficit di raccolta, per finanziare l’acquisto di attrezzature e automezzi.

Contribuire al benessere della collettività. La raccolta differenziata risulta essere uno degli importanti indicatori di senso civico degli italiani, così come afferma l’86% degli intervistati (Osservatorio Annuale Ipsos, 2018). La raccolta differenziata si è confermata una delle pratiche più semplici e immediate per contribuire al benessere della collettività e non solo un modo per smaltire i rifiuti.

Prevenzione. Produrre imballaggi limitando al minimo l’impatto sull’ambiente è la miglior opzione di gestione dei rifiuti di imballaggio. In tema di prevenzione Comieco opera lungo tutta la filiera fornendo agli stakeholder – tecnici, imprese, designer e studenti universitari – linee guida da adottare nella progettazione e nella produzione di imballaggi eco-sostenibili.  

 

 

I benefici ambientali e socio-economici della gestione consortile

 

Nel 2017, grazie all’attività del Consorzio Comieco, sono stati avviati a riciclo più di un milione di tonnellate di rifiuti di imballaggio in carta e cartone, raccolti in convenzione, pari a oltre un quarto degli imballaggi in carta avviati a riciclo a livello nazionale. 

I quantitativi avviati a riciclo dal Consorzio tra il 2005 e il 2017 mostrano un andamento in costante crescita, fatta eccezione per il triennio tra il 2011 e il 2013, quando i quantitativi si riducono gradualmente fino a registrare un -28% rispetto al 2010, per poi tornare di nuovo a crescere negli ultimi 4 anni fino a raggiungere il record di avvio a riciclo proprio nell’ultimo anno. 

I quantitativi gestiti in convenzione variano, mostrando trend in diminuzione quando prevale il ricorso al mercato per la vendita del materiale, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.

Secondo i risultati del Tool LCC Conai, tra il 2005 e il 2017 l’attività di riciclo dei rifiuti di imballaggio in carta e cartone provenienti da raccolta differenziata e indifferenziata da superficie pubblica svolta da Comieco ha consentito complessivamente di evitare il consumo di quasi 11 milioni di tonnellate di materia prima, l’equivalente di oltre 4 miliardi di risme di fogli formato A4.

Il trend della materia prima risparmiata grazie al riciclo rispecchia l’andamento dei quantitativi avviati a riciclo. Nel solo 2017, grazie al riciclo degli imballaggi in carta e cartone, l’attività del Consorzio ha consentito di evitare il consumo di 869.000 tonnellate di materia prima, facendo segnare quasi il 30% in più rispetto al 2013 proprio grazie all’aumento dei rifiuti di imballaggio conferiti e avviati a riciclo.

Oltre a evitare il consumo di materia prima, l’attività di riciclo svolta da Comieco consente altri importanti risparmi, a cominciare da quelli energetici. Tra il 2005 e il 2017, i rifiuti di imballaggio avviati a riciclo hanno permesso di evitare il consumo di circa 49 TWh di energia primaria, equivalenti al consumo di energia primaria di 29 centrali termoelettriche di medie dimensioni. L’energia risparmiata presenta un andamento irregolare negli anni, caratterizzato da un calo nel triennio 2011-2013 derivante proprio dalla riduzione delle quantità avviate a riciclo descritto sopra. 

L’energia consumata per la produzione unitaria di materiale primario da fonti fossili ha un andamento per lo più costante negli anni, e le piccole variazioni del consumo energetico unitario dipendono dalle variazioni nel tempo dei consumi dei processi produttivi di carta e cartone. 

Nel solo 2017, il risparmio energetico derivante dal riciclo degli imballaggi in carta e cartone gestiti da Comieco è stato pari a 3,7 TWh di energia primaria equivalente, facendo segnare un +3% rispetto al 2016 e un +12% rispetto al 2013.

Oltre al risparmio di energia il riciclo produce, ovviamente, benefici diretti importanti anche in termini di emissioni di gas serra. In particolare, le attività svolte dal Consorzio tra il 2005 e il 2017 hanno consentito di evitare l’emissione di quasi 12 milioni di tonnellate di CO2eq, equivalenti alle emissioni generate in un anno da oltre 3,6 milioni di autovetture con una percorrenza media di 20.000 chilometri. Il risparmio complessivo di CO2 tra il 2005 e il 2017 è complessivamente positivo (+22%), nonostante anche in questo caso il trend sia piuttosto irregolare. 

L’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio in carta e cartone da parte del Consorzio ha consentito nel solo 2017 di evitare l’emissione in atmosfera di 986.000 tonnellate di CO2eq, il 2% in più rispetto al 2016.

Ai benefici ambientali appena illustrati, grazie al Tool LCC, è possibile associare anche dei benefici economici per il sistema Paese, sia diretti sia indiretti. Questi ammontano nel 2017 a 113 milioni di euro e sono più che raddoppiati rispetto al 2005. Nel complesso, dal 2005 al 2017 la filiera consortile del recupero dei rifiuti di imballaggio in carta e cartone ha generato un valore economico pari a oltre 1 miliardo di euro, di cui:

  • 759 milioni di euro di benefici diretti generati dalla filiera consortile del riciclo degli imballaggi in carta e cartone, rappresentati dal valore economico della materia prima risparmiata; nel solo 2017 tali benefici sono stati pari a 84 milioni di euro (triplicati rispetto al 2005); 
  • 355 milioni euro di benefici indiretti che fanno riferimento alla CO2eq evitata grazie attività di riciclo posta in essere dalla gestione consortile; ammontano nel 2017 a 29 milioni di euro (+21% rispetto al dato stimato per il 2005). 

Immagine in alto – Meathead Movers@flickr_CC BY-SA 2.0/writings removal

 

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