Materia Rinnovabile numero I-2 / Gli imballaggi nell\'economia circolare

La filiera del riciclo degli imballaggi in legno

di Nicola Semeraro

Nel 2017 la produzione di imballaggi in legno ha superato quota 2,9 milioni di tonnellate, recuperando così la flessione del 2008-2009 legata alla crisi economica e facendo segnare il valore più alto registrato negli ultimi vent’anni. Dal 2009 il trend è regolare e sostenuto, con tassi di crescita superiori al 3% annuo.

Da oltre 20 anni il Consorzio Rilegno raccoglie, recupera e ricicla il legno e gli imballaggi di legno in Italia. Solo nel 2017 sono state raccolte e avviate al riciclo, dalla gestione consortile e da quella indipendente, circa 1,8 milioni di tonnellate di legno, con un incremento dei volumi del 10% rispetto all’anno precedente. 

Prima di approfondire il valore del legno e ogni attività del Consorzio è indispensabile ricordare che prevenire, recuperare, riutilizzare, riciclare rappresentano le linee guida che Rilegno persegue quotidianamente nel suo approccio alla sostenibilità e all’economia circolare.

 

Il riciclo

Il legno è un materiale naturale, prezioso e dalle vite infinite che da sempre accompagna le attività degli uomini. Grazie a Rilegno, che funge da motore propulsore, ma soprattutto grazie ai cittadini, ai comuni e alle aziende, dopo il suo primo utilizzo il legno viene raccolto e riciclato per diventare un nuovo prodotto. 

Ciò che nasce dal riciclo è principalmente il pannello truciolare, la cui produzione ha dato vita a una nuova economia industriale che 20 anni fa non esisteva. Oggi l’industria del mobile utilizza per l’85% il pannello di legno riciclato, e questo permette al Paese di approvvigionarsi di legname che viceversa andrebbe comprato all’estero. 

Oltre che un impegno per un mondo sempre più sostenibile, la gestione efficiente del riciclo del legno rappresenta quindi una risorsa economica, dando vita a una vera economia circolare importante per il Paese. 

Oltre al pannello altre forme di riciclo sono la creazione di blocchi in legno-cemento per l’edilizia, di blocchetti per pallet, di pasta chemimeccanica per l’industria cartaria, di compost. Solo una parte residuale viene destinata alla produzione di energia.

 

I numeri di Rilegno

Ma come si arriva al riciclo? Per riassumere in poche righe l’economia circolare del legno possiamo affermare che i consorziati Rilegno sono 2.367, 4.400 i Comuni con cui Rilegno ha attivato una convenzione, 400 le piattaforme di recupero diffuse in modo capillare sul territorio a servizio del tessuto industriale e commerciale, e 13 gli impianti di riciclo. Questi, insieme ai cittadini e alle aziende italiane, sono gli attori principali dell’economia circolare del legno. Parliamo di un comparto che genera un volume d’affari di 2,8 miliardi di euro e occupa circa 30.000 addetti. 

La gran parte dei 1,8 milioni di tonnellate di legno recuperato e avviato al riciclo in Italia è costituita dagli imballaggi in legno – pallet, cassette per l’ortofrutta, casse, gabbie, bobine per cavi – che vengono complessivamente riciclati con una percentuale di oltre il 60% dell’immesso al consumo, circa due chilogrammi di legno ogni tre immessi sul mercato (anche questi in crescita del 3,19% rispetto al 2016). 

Inoltre, sono quasi 725.000 le tonnellate di pallet (equivalenti a 50 milioni di pezzi) che, invece di essere raccolti e riciclati, sono tornati nel circuito logistico industriale per essere riutilizzati in una logica concreta di riutilizzo e di prevenzione.

Grazie all’accordo sottoscritto con ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) Rilegno ha stipulato convenzioni con oltre 4.400 Comuni, per un numero di abitanti serviti che supera i 41 milioni (grosso modo i due terzi della popolazione italiana): sono, infatti, ben 592.000 tonnellate di legno raccolte provenienti dalla raccolta differenziata. 

Parlando del ruolo dell’Italia nell’economia circolare del legno a livello internazionale ed europeo possiamo dire che nel 2017 ha più che raddoppiato gli obiettivi di riciclo fissati dall’Unione europea. Le nuove direttive fissano al 30% l’obiettivo di riciclo degli imballaggi in legno da raggiungere entro il 2030, ma già oggi l’Italia arriva al 61%.

 Il futuro

Per quanto riguarda il futuro, la sfida diventa quella di essere noi per primi il motore del cambiamento, e questo nell’era dei dati che governano i processi di business non può che essere digitale, tracciabile e smart. Il nostro progetto è un imballaggio di legno che non si limiti a essere un contenitore di merci ma possa fornire dati sul proprio contenuto.

Nel 2017 Rilegno ha avviato alcuni progetti, studi e ricerche:

  • il progetto MOCA – Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti di legno con l’Università di Genova;
  • l’Osservatorio Triennale, in collaborazione con il Politecnico di Milano, per identificare possibili applicazioni innovative per il riciclo del legno; 
  • il progetto di tracciabilità e gestione dei flussi di rifiuti legnosi in convenzione, dotando la filiera di un portale web e di una piattaforma informatica per la condivisione e la tracciabilità delle informazioni sulla logistica, che attualmente riguarda tutte le regioni del Centro-Sud; 
  • il percorso finalizzato a implementare un assessment della supply chain, sulla base di un applicativo di Network & Flow Modeling, grazie al quale sarà possibile valutare le emissioni in atmosfera di vari indicatori ecologici (CO2, PM10, NOX, SO2). Obiettivo finale è stimare l’opportunità ottimale, in termini di numero di viaggi, costi e impatto ambientale, per l’avvio al riciclo;
  • la progettazione di un CRM (Customer Relationship Management), applicazione per gestire, analizzare e ottimizzare le interazioni con gli stakeholder del Consorzio e i relativi dati. Il sistema sarà coadiuvato da un sistema di Business Intelligence;
  • un’indagine su aspetti relativi alla legislazione vigente in termini di recupero energetico e riciclo di rifiuti legnosi a livello europeo, nonché ai settori di impiego dei medesimi;
  • il percorso per il rinnovo del Sistema Gestione Integrato per la Qualità e l’Ambiente sulla base delle norme ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015. È proseguita l’attività legata al progetto “Obiettivo Riciclo” che coinvolge Conai, Rilegno e l’ente di certificazione DNV GL;
  • a 20 anni dalla sua nascita Rilegno ha scelto di rivedere profondamente la sua politica di comunicazione e il suo posizionamento. Tra gli interventi intrapresi vi sono stati il rinnovo del logo e la nuova immagine istituzionale, una nuova campagna pubblicitaria, un nuovo sito internet con conseguente riposizionamento digital, la rinnovata attività di ufficio stampa con maggior presenza sui media e la partecipazione a numerosi eventi e premi, il tutto in un’ottica nazionale ma sempre attenta al locale. 

In conclusione, il 2017 è stato un anno positivo per il Consorzio che si consolida a livello nazionale e si conferma un’eccellenza a livello europeo. 

Per gli anni a venire il nostro obiettivo rimane quello di agire nel rispetto dei parametri di legge sfruttando la leva tecnologica per accelerare sulla sostenibilità. Quest’anno abbiamo raggiunto risultati importanti che rafforzeremo nel futuro, supportati da una sempre più diffusa presa di coscienza dell’importanza dell’economia circolare. Un futuro nel quale la sostenibilità diventi la normalità, un cambiamento per cui continuiamo a lavorare quotidianamente. Trasformare un potenziale rifiuto in un elemento capace di generare valore non è un’utopia e crediamo che il Consorzio possa continuare a essere il regista di servizi che portano valore alle imprese associate, ai cittadini e al territorio nel suo complesso.  

 

 

I benefici ambientali e socio-economici della gestione consortile

 

Nel 2017 il Consorzio Rilegno ha avviato a riciclo 848.000 tonnellate di imballaggi, pari a circa il 48% degli imballaggi in legno complessivamente avviati a riciclo in Italia nello stesso anno. I quantitativi gestiti dal Consorzio presentano un trend altalenante, con una buona progressione negli ultimi quattro anni, caratterizzata da una crescita regolare che sta riportando a valori pre-crisi e, soprattutto, in ripresa rispetto al minimo quantitativo di riciclo registrato nel 2013. 

I risultati del Tool LCC Conai mostrano che tra il 2005 e il 2017 l’attività di riciclo dei rifiuti di imballaggio in legno svolta da Rilegno ha consentito complessivamente di evitare per l’Italia il consumo di 10,5 milioni di tonnellate di materia prima, equivalenti a 483 milioni di pallet.

Il trend relativo alla materia prima risparmiata grazie al riciclo è ben correlato all’andamento dei quantitativi avviati a riciclo e mostra, pertanto, un andamento altalenante. Nel solo 2017, grazie al riciclo degli imballaggi in legno, l’attività del Consorzio Rilegno ha permesso di evitare il consumo di 848.000 tonnellate di materia prima, il 6% in più rispetto al 2016, coerentemente all’aumento dei rifiuti di imballaggio conferiti e avviati a riciclo.

Con riferimento al consumo di energia primaria, tra il 2005 e il 2017 l’attività svolta dal Consorzio ha consentito al nostro Paese di evitare il consumo di 6 TWh, equivalenti al consumo di energia primaria di 3 centrali termoelettriche di medie dimensioni. I dati di materia recuperata da riciclo, di risparmio di materiale primario e di risparmio di energia primaria hanno un andamento analogo. Nel solo 2017 il risparmio energetico derivante dal riciclo degli imballaggi in legno gestiti da Rilegno è stato pari a 0,41 TWh di energia primaria da fonti fossili, in crescita rispetto al 2016.

Tra il 2005 e il 2017 grazie all’attività di Rilegno è stata complessivamente evitata l’emissione di 498 milioni di tonnellate di CO2eq, equivalenti alle emissioni generate in un anno da oltre 152.000 autovetture con una percorrenza media di 20.000 chilometri. Nel solo 2017 le attività di riciclo di Rilegno hanno consentito di evitare l’emissione in atmosfera di 58.000 tonnellate di CO2eq. Come particolarità si evidenzia che nel periodo 2005-2009, l’evitata produzione di CO2 da riciclo assume valore negativo. Questo perché le emissioni dovute alle operazioni di pretrattamento/separazione e al trasporto del materiale stesso sono state maggiori rispetto agli impatti evitati legati alla produzione e al trasporto del materiale primario (a proposito della metodologia adottata occorre evidenziare che l’indicatore computa solo la CO2 di origine fossile e non quella di origine biologica, in conformità con lo standard ISO 14067.). L’indicatore Global W Performance è computato come bilancio netto tra le emissioni evitate ed emissioni prodotte per la preparazione al riciclo. Pertanto il suo andamento varia sia in funzione delle quantità avviate a riciclo sia alle emissioni per le attività di preparazione al riciclo.

I benefici economici direttamente e indirettamente generati per il sistema Paese, stimati tramite il Tool LCC a partire dai benefici ambientali appena illustrati, ammontano a 10 milioni di euro nel 2017. La riduzione negli anni del beneficio economico per la materia recuperata è legata al calo del valore economico unitario del materiale, che passa da 30 euro/t a 10 euro/t nel periodo 2005-2017 (tali valori derivano da assunzioni fatte direttamente dal Consorzio).

Nel complesso, dal 2005 al 2017 la filiera consortile del recupero dei rifiuti di imballaggio in legno ha generato un valore economico pari a 250 milioni di euro. Questi sono composti da:

  • 237 milioni di euro di benefici diretti generati dalla filiera consortile del riciclo degli imballaggi in legno, rappresentati dal valore economico della materia prima risparmiata; nel solo 2017 tali benefici sono stati pari a 8 milioni di euro;
  • 13 milioni euro di benefici indiretti che fanno riferimento alla CO2eq evitata grazie all’attività di riciclo posta in essere dalla gestione consortile; ammontano nel 2017 a 2 milioni di euro (il doppio rispetto al dato stimato per il 2005). 

Immagine in alto – Credit: Rilegno

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